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Lamezia Terme - Continua la virtuosa tradizione del Gran Galà delle scuole, iniziativa dedicata al teatro gestita dalla cooperativa Teatrop, che vedrà nei giorni 22 e 24 maggio l’esibizione dei ragazzi del Liceo Classico e dell’ITE De Fazio, rispettivamente in rappresentazioni ispirate a “Questa sera si recita a soggetto” di Pirandello e al “Sogno di una notte di mezza estate” Shakespeariano. Ma il progetto va ben al di là di questo risultato scenico, visto che ad essere stati coinvolti nei laboratori finora sono stati circa 700 alunni di 15 Istituti, seguiti da 90 insegnanti, con 28 spettacoli realizzati cui hanno assistito più di 10.000 spettatori, 3 compagnie sono state partecipi - e talvolta anche vincitrici - di concorsi nazionali e sono stati realizzati 3 cortometraggi e 1 lungometraggio. A parlarne alla stampa il direttore artistico Pierpaolo Bonaccurso, insieme con la dirigente dell’ITE De Fazio Simona Blandino, il dirigente del Liceo Classico Fiorentino Nicolantonio Cutuli e i dirigenti degli Istituti Comprensivi Perri Pitagora e Borrello Fiorentino Teresa Bevilacqua e Lorenzo Benincasa. Presenti anche il commissario straordinario Alecci e il membro della commissione Maria Grazia Colosimo.

“Mettersi sul palco – dice la Blandino – aiuta i ragazzi a superare quelle barriere emotive che rappresentano l’ostacolo principale nella gestione dell’attività scolastica, nei rapporti tra pari e con gli adulti. Inoltre si crea una sana competizione all’interno dell’Istituto perché vengono proposte delle audizioni per entrare nella compagnia.”

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Un’attività che aiuta a crescere, quella teatrale, come sottolineato dalla Bevilacqua e da Cutuli, che ne rimarcano già la presenza come materia curriculare nel mondo anglosassone e in vari paesi dell’Unione Europea. Ma è anche un’attività che permette  alle varie scuole di entrare in contatto e di collaborare, regalando l’occasione ai propri studenti di avere una maggiore consapevolezza di sé stessi, anche nel caso di soggetti svantaggiati, come ricorda  Benincasa, con la possibilità di incentivare l’autostima, l’uso del corpo e della voce, le capacità di comunicazione. Non sono richiesti per la pratica teatrale mezzi straordinari – “per fare teatro basta la propria presenza e quella di un’altra persona” dice Bonaccurso – ma, come ammette infine Alecci, è giusto che si abbia a disposizione, almeno in fase di rappresentazione, uno spazio teatrale fruibile. E questa promessa viene messa al terzo posto fra le priorità amministrative del commissario, dopo le pratiche per lo smantellamento del campo Rom e gli interventi relativi alla Multiservizi. Rispetto al Teatro Grandinetti è infatti necessario un certificato di agibilità che presuppone fra l’altro un documento atteso da parte dell’ufficio del catasto per una modifica relativa al diverso utilizzo di alcuni ambienti interni. “La fine di questo iter non dipende da me, o dalla mia inerzia o indifferenza al problema – dichiara Alecci – ma dal lavoro dei funzionari e dirigenti comunali”. Nel frattempo sarebbe pronta la delibera che darà gli indirizzi per la gestione dell’attività teatrale da svolgersi al Grandinetti e per l’affidamento in concessione del teatro ad una compagnia che se ne occuperà per il prossimo triennio.

Giulia De Sensi

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