
Reggio Calabria - "La democrazia è un bene fragile e prezioso, che non si conserva da sola ma chiede di essere vissuta e rigenerata ogni giorno. In occasione delle prossime elezioni regionali, sentiamo il dovere di rivolgere un appello forte e chiaro alle comunità ecclesiali e civili della CALABRIA: la partecipazione non è un accessorio, ma un compito che interpella la coscienza di ciascuno, non è un rito stanco, ma un atto di rigenerazione collettiva". Così in un messaggio i Vescovi calabresi della Conferenza episcopale, in occasione delle elezioni regionali del 5 e 6 ottobre 2025. "Il recente cammino della nostra Chiesa regionale - hanno aggiunto - ci ha sollecitati a riscoprire alcune priorità decisive: l'impegno di tutti per la trasformazione della società, l'attenzione a chi resta ai margini, la costruzione di una cittadinanza solidale, la centralità del bene comune come criterio di giudizio. È questo il cuore di una visione che spinge a costruire, insieme, la città degli uomini e delle donne di buona volontà, nella logica di un umanesimo integrale, capace di tenere insieme sviluppo e giustizia, libertà e responsabilità, diritti e doveri. La democrazia non è mai neutra: o si rinnova come spazio di giustizia o diventa terreno fertile per clientele e rendite di posizione". "Alle Settimane sociali di Trieste (2024) - ricordano i vescovi calabresi - Papa Francesco ha usato un'immagine potente: la crisi della democrazia come un cuore ferito. Un cuore che soffre quando prevalgono corruzione e illegalità, quando la politica diventa autoreferenziale, incapace di ascolto e di servizio. Un cuore che si ammala quando cresce la cultura dello scarto e intere fasce di popolazione: poveri, giovani, anziani, persone fragili, vengono emarginate. Ogni volta che qualcuno è escluso, tutto il corpo sociale ne porta la ferita. L'apatia civica non è solo un fatto individuale, ma il sintomo di un tessuto sociale indebolito, che rischia di trasformare i cittadini in spettatori di un copione scritto da altri".
"In quella stessa occasione, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha posto domande che ci toccano da vicino: 'Si può pensare di contentarsi che una democrazia sia imperfetta? Di contentarsi di una democrazia a bassa intensità? Si può pensare di arrendersi al crescere di un assenteismo dei cittadini dalla cosa pubblica? Può esistere una democrazia senza il consistente esercizio del ruolo degli elettori?' E ha ammonito a non confondere il parteggiare con il partecipare, ricordando che "al cuore della democrazia vi sono le persone, le relazioni, le comunità". "Queste parole - evidenzia la Cec - illuminano la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. L'astensione e l'indifferenza non sono mai neutrali: finiscono sempre per gravare sui più deboli e consegnano il futuro nelle mani di pochi. Partecipare, invece, significa prendersi cura del cuore della nostra terra, contribuendo con il proprio voto alla costruzione di una Calabria più giusta, solidale e fraterna". "Per questo - concludono i vescovi - invitiamo tutti a vivere le elezioni regionali non come un adempimento formale, ma come un'occasione concreta di libertà e di scelta responsabile".
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