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Martirano Lombardo - Dopo il grande successo dello scorso anno con “Malato immaginario, portafoglio reale: Pietrebianche in prognosi risata”, accolto con entusiasmo dal pubblico, la compagnia teatrale “Ud’è cosa” torna sul palco con una nuova produzione, questa volta completamente originale. L’appuntamento è per domenica 26 luglio 2026, alle ore 21.00, presso Parco Bombarda (Martirano Lombardo), dove andrà in scena “Voci di Vetro”, una commedia inedita, scritta e realizzata interamente dalla compagnia. Se lo scorso spettacolo prendeva spunto da un grande classico del teatro reinterpretato in chiave ironica e dialettale, questa nuova opera è una storia nata da zero, ispirata alla quotidianità dei nostri piccoli paesi e a quelle dinamiche che, spesso senza rendercene conto, accompagnano la vita di ogni comunità.

Attraverso personaggi vivaci, dialoghi brillanti ed equivoci esilaranti, Voci di Vetro affronta con ironia temi ancora oggi molto attuali, come il pregiudizio, la maldicenza e le apparenze. Una semplice voce, infatti, può trasformarsi in una verità assoluta, dando vita a una catena di fraintendimenti capace di travolgere chiunque. Con questa nuova produzione, la compagnia “Ud’è cosa” conferma la volontà di promuovere il teatro utilizzandolo come strumento di aggregazione, cultura e riflessione, proponendo al pubblico un’opera originale nata dall’osservazione della realtà e trasformata in racconto teatrale. La compagnia desidera inoltre informare il pubblico che, per esigenze narrative e di realismo scenico, lo spettacolo contiene riferimenti al consumo di alcol e dialoghi caratterizzati da un linguaggio colorito. Tali elementi sono inseriti esclusivamente per rappresentare con autenticità il contesto della storia e contribuire alla costruzione dei personaggi, senza alcuna finalità di esaltazione o promozione di determinati comportamenti.

L’ingresso è libero e l’invito è rivolto a tutta la cittadinanza e agli appassionati di teatro. Una serata all’insegna del divertimento e dell’ironia, con lo scopo di far sorridere il pubblico e, al tempo stesso, farlo riflettere, ricordando quanto una parola possa essere fragile e allo stesso tempo, far rumore come un vetro che si rompe.

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