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Catanzaro - Dall’estate dei tanti palcoscenici al primo appuntamento d’autunno. Il viaggio teatrale di G.A.L.A. – Giovani Artisti Lametini Associati prosegue e questa volta conduce la compagnia da Lamezia Terme a Miglierina, piccolo borgo del Catanzarese che per due giorni ha scelto di raccontarsi attraverso cultura, tradizioni, musica, spettacolo e convivialità.

Una cornice suggestiva per una nuova rappresentazione di “Pazzi per Caso”, la commedia diretta da Roberto Panzarella che continua così il suo percorso, replica dopo replica, incontrando luoghi e pubblici differenti. Una storia affidata al ritmo della comicità e al gioco dell’equivoco, ma anche a quella straordinaria libertà che appartiene all’arte teatrale: sovvertire per qualche ora le regole della realtà, confondere certezze e apparenze e restituirle al pubblico attraverso lo sguardo, talvolta irriverente, del sorriso.

L’occasione è stata “Miglierina, Borgo della Luce”, iniziativa promossa e sostenuta dall’Amministrazione Comunale di Miglierina e ideata, organizzata e coordinata dalla Compagnia Teatrale Miglierinese, con il coinvolgimento della Pro Loco, di artisti, musicisti, attori, tecnici, volontari e delle diverse realtà del territorio e con il sostegno della Regione Calabria – Calabria Straordinaria.

Ed è proprio nella parola “luce” che sembra racchiudersi il significato più profondo di queste due giornate. Non soltanto quella che illumina strade, piazze e palcoscenici, ma quella della cultura, della conoscenza, della curiosità e della scoperta. In questo senso anche il teatro può diventare uno straordinario strumento di luce: porta storie dove prima c’era uno spazio vuoto, crea relazioni, avvicina generazioni diverse e trasforma una piazza in un luogo nel quale una comunità può riconoscersi e, nello stesso tempo, farsi conoscere.

È forse questa una delle magie più antiche dell’arte scenica. Bastano un palco, degli attori e qualcuno disposto ad ascoltare perché per qualche ora un luogo acquisti un’altra voce. E quando questo accade nei piccoli centri, il teatro diventa anche occasione di scoperta: invita a percorrere strade meno conosciute, ad attraversare borghi, a incontrarne le persone e ad avvicinarsi a quel patrimonio di storia e identità che spesso vive lontano dai grandi circuiti.

Miglierina ha raccontato tutto questo affidando all’arte, alla musica, alle tradizioni, ai sapori e allo stare insieme il racconto di sé. La partecipazione che ha accompagnato le due giornate ha restituito il senso di una manifestazione costruita intorno alla comunità e alla capacità di fare della cultura un momento autenticamente condiviso.

Salire sul palco di Miglierina - sottolinea il regista Panzarella - ha significato aggiungere un’altra tappa a un percorso che continua a portare la compagnia fuori dai propri confini, nella convinzione che ogni rappresentazione non sia soltanto uno spettacolo da mettere in scena, ma anche un’occasione per incontrare realtà differenti e lasciarsi sorprendere dai luoghi che lo accolgono.

Il “Borgo della Luce” diventa l’immagine di ciò che la cultura può fare quando incontra una comunità: illuminare ciò che già esiste, renderlo visibile, condividerlo e trasformarlo in scoperta.

Un ringraziamento particolare – conclude Panzarella -  lo rivolgiamo alla Compagnia Teatrale Miglierinese e, in particolare, all’amico Pasquale Caligiuri, per aver voluto la compagnia lametina all’interno di un appuntamento che è andato ben oltre la semplice occasione di spettacolo. Un’opportunità preziosa di incontro, conoscenza e scoperta, nella quale il teatro ha dialogato con il territorio e con la comunità che lo abita, permettendo a Gala non soltanto di salire ancora una volta su un palcoscenico, ma di entrare, attraverso l’arte, nel racconto di un luogo e della sua identità.

G.A.L.A. torna così a Lamezia Terme con un altro palcoscenico alle spalle e un luogo in più nella propria geografia dei ricordi. Perché le luci di scena, prima o poi, si spengono. Quelle accese dalla cultura, dagli incontri e dalla conoscenza hanno invece la capacità di continuare a illuminare molto oltre l’ultimo applauso.

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