
Lamezia Terme - Dopo l’edizione natalizia con il “Lamezia in Wine for Christmas” e quella primaverile “Attraverso i Vagli”, il “profumo del mosto selvatico” targato “Lamezia In Wine” è tornato a inebriare le sale del Chiostro San Domenico con un nuovo appuntamento dedicato alla cultura del vino, alla valorizzazione del territorio e alle produzioni di eccellenza della Calabria. L’iniziativa, promossa dalla Fondazione Italiana Sommelier in Calabria col supporto dei partner dell’evento e il patrocinio del Comune di Lamezia Terme, ha nuovamente dato modo ai tanti visitatori, affatto intimoriti dall’afa delle ultime ore, di degustare la classica selezione di vini e prodotti gastronomici attraverso i banchi d’assaggio allestiti nel cortile del Chiostro, sotto l’attenta guida di produttori, sommelier e professionisti del settore. Spazio anche alla birra artigianale, con uno stand composto dai prodotti di quattro birrifici, di cui due lametini.
Protagonisti assoluti, però, ovviamente, i vini di alcune tra le principali cantine calabresi, assaporati nel corso di percorsi di degustazione ad hoc, mirati a far conoscere i segreti dietro i vitigni più disparati (Malvasia, Pecorello, Greco e Zibibbo, giusto per citarne alcuni), il tutto arricchito dalla suggestiva selezione musicale del dj Mino Stella (da Al Stewart a Herb Alpert). Focus, in particolare, rivolto ai vini frizzanti e agli spumanti calabresi, al centro della masterclass “Effervescenti d’estate: percorso tra vini frizzanti e spumanti calabresi”, introdotta dal Presidente della Fondazione Italiana Sommelier Calabria, Domenico Pate, e curata da Fabio Angilica, docente della Fondazione Italiana Sommelier.

Presenti, in rappresentanza delle istituzioni, anche gli assessori Salvatore Pirelli e Annalisa Spinelli, quest’ultima alle prese con una serata particolarmente impegnativa tra “Lamezia In Wine” e la prima edizione del “Lamezia Talent” su Corso Numistrano: “In attesa del nostro primo talent – ha esordito Spinelli – ritenevo comunque doveroso presenziare anche a un evento per noi molto importante, che, tra l’altro, nell’ultimo anno ha fatto una serie di tappe in luoghi significativi del nostro territorio, luoghi che hanno una grande valenza storica per la città di Lamezia Terme. E trovo questa scelta abbastanza oculata, perché il vino ci riporta inevitabilmente alla nostra storia, alle nostre tradizioni, a quelle che sono le nostre radici, sulle quali dobbiamo costruire il nostro futuro. Un futuro che, in questo caso, può avere anche una valenza economica.

Lamezia dev’essere protagonista e deve poter fruire degli spazi meravigliosi che la città offre, come il Chiostro San Domenico o il Museo della Memoria, location della seconda tappa del “Lamezia In Wine” giusto qualche settimana fa, in occasione dei festeggiamenti in onore di San Francesco di Paola. L’invito a chi organizza iniziative del genere è quello di continuare a fare lavoro di squadra e proseguire su questa strada, perché – conclude – da soli si va più veloce, ma solo insieme si va più lontano”. La Fondazione Italiana Sommelier in Calabria prosegue dunque con successo il proprio impegno nella diffusione della cultura enogastronomica, rafforzando il legame con la città di Lamezia Terme, ormai punto di riferimento consolidato per eventi mirati alla formazione e, al contempo, alla valorizzazione delle eccellenze regionali.
Francesco Sacco





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