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Lamezia Terme - “Vedere La Democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee.” Al Museo Archeologico Lametino e nel Chiostro del Complesso di San Domenico, un reperto millenario e i linguaggi dell’arte contemporanea si incontrano per celebrare il valore universale della partecipazione civile. In occasione dell’80° anniversario della Costituente e nell’ambito della quindicesima edizione di Trame Festival dei libri sulle mafie, l’esposizione temporanea propone una riflessione profonda sul concetto di libertà e democrazia.

La mostra sarà inaugurata martedì 16 giugno, giornata di apertura di Trame.15, alle ore 17.30, e sarà visitabile gratuitamente nei giorni del festival - dal 16 al 21 giugno - e fino al prossimo 22 novembre.

Il fulcro dell’esposizione è la tessera elettorale di Anthropiskos, cittadino dell’antica polis magnogreca di Terina. Rinvenuta nel 2016 in località Iardini di Renda di Sant’Eufemia Vetere (Lamezia Terme), questa piccola sfera in bronzo era uno strumento utilizzato per il sorteggio delle cariche pubbliche. Nella sua vivida concretezza, la tessera di Anthropiskos diventa una chiave esplicativa di straordinaria attualità: il segno tangibile di un diritto esercitato millenni fa, che oggi si offre come simbolo del potere dei cittadini e della necessità di partecipare attivamente alla vita pubblica per contrastare ogni sistema di oppressione.

Dalle sale del Museo, il percorso si espande negli spazi aperti del Chiostro di San Domenico con l’installazione site-specific “Alfabeto Civico”, a cura di Massimo Sirelli. L’intervento artistico traduce la memoria storica del territorio e i concetti di democrazia in un codice grafico pop e immediato. Il Chiostro si trasforma così in un diorama multicolore, ritmato da stendardi monumentali alle finestre: un alfabeto visivo capace di connettere antico e contemporaneo.

Nell’anno in cui ricorrono gli 80 anni dal referendum che sancì la scelta democratica e portò alla nascita della Repubblica Italiana, l’esposizione traccia un ideale fil rouge lungo il cammino della partecipazione nel territorio lametino. Si delinea così una trama di rimandi tra i processi elettivi della Magna Grecia, le storiche scelte del giugno 1946 e la cittadinanza attiva di oggi, fondata sui valori di legalitàuguaglianza e libertà come forma di resistenza civile contro le mafie.

All’incontro di inaugurazione della mostra “Vedere La Democrazia. L’eredità dell’antico tra testimonianze classiche e creazioni contemporanee” parteciperanno Simona Bruni (direttore Museo Archeologico Lametino), Stefania Mancuso(Università IULM), Massimo Sirelli (artista), Andrea Perrotta (innovacultura group e-bag srl), Francesco Cefalà(Fondazione Trame ETS) e Cristina Porcelli (servizi culturali Museo Archeologico Lametino).

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Realizzato e promosso dal Museo Archeologico Lametino della Direzione regionale Musei nazionali della Calabria del Ministero della Cultura, in sinergia con la Fondazione Trame ETS, il progetto espositivo si inserisce organicamente all’interno della quindicesima edizione di Trame Festival di libri sulle mafie intitolata “Terra e Libertà”. La “terra”, pertanto, luogo di appartenenza e di diritti, diventa in questa esposizione il nesso tra archeologia e contemporaneità, configurandosi come metafora di riflessione sul nostro tempo in un invito alla tutela della libertà di partecipazione, alla difesa dei diritti umani e al contrasto a ogni oppressione.

Sotto la direzione di Simona Bruni, con il contributo scientifico di Stefania Mancuso e il coordinamento di Cristina Porcelli e con la collaborazione della Fondazione Trame, questa esposizione sancisce un’idea di valorizzazione del patrimonio archeologico quale strumento di promozione della cittadinanza attiva. Il progetto sigla il consolidamento della collaborazione tra la Fondazione Trame e il Museo Archeologico Lametino, che avvia quest’anno la sezione permanente “Trame per il Patrimonio”. Una sinergia volta a valorizzare i beni culturali quali dispositivo di legalità e coesione sociale, capace di riattivare la funzione civica dei musei statali attraverso un modello di rigenerazione a base culturale dove l’istituto museale si fa agorà civile.

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