
Lamezia Terme - “Dopo la manifestazione del 25 novembre, con più di mezzo milione di persone in piazza, scioperare l’8 marzo significa trasformare la potenza del 25 novembre in blocco della produzione e della riproduzione, attraversando i luoghi dove la violenza patriarcale si esercita ogni giorno: nelle case e sui posti di lavoro, nelle scuole e nelle università, nei supermercati e nei luoghi di consumo, nelle strade e nelle piazze, in ogni ambito della società. Perché se ci fermiamo noi si ferma il mondo!”. È quanto affermano, in una nota, da Non una di Meno Lamezia che dà appuntamento all’8 marzo alle 18 sul marciapiede davanti lo scolastico e il 9 marzo per una passeggiata furiosa con partenza dall’pedonale alle 22.
L’8 marzo, prosegue la nota: “scioperiamo contro chi punta a dividerci tra nord e sud con il progetto di autonomia differenziata, ad approfondire le disuguaglianze, ad isolare le nostre istanze e lotte. Scioperare contro il patriarcato significa scioperare contro la guerra come espressione massima della violenza patriarcale, rifiutando le politiche belliciste degli stati, che generano morte, sofferenze inasprendo povertà e divari e intensificando ideologie nazionaliste e militariste. Scioperare contro il patriarcato significa reclamare il cessate il fuoco, la fine immediata del genocidio e dell’occupazione coloniale in Palestina. Noi ci schieriamo a fianco delle palestinesi, che resistono e lottano per la propria esistenza e autodeterminazione, con chi in Israele dissente con le politiche autoritarie, nazionaliste e guerrafondaie di Netanyahu, con chi, in tutto il mondo, si oppone a regimi liberticidi, oppressivi e particolarmente ‘violenti e repressivi nei confronti di tutte le soggettività umane libere”. Lo Sciopero dell’8 marzo rappresenta, quindi, “per tutte noi la possibilità di incrociare le braccia, rendere visibili e contrastare le varie forme di violenza che subiamo e bloccare il sistema patriarcale e capitalista, per costruire una trasformazione dell’esistente, contro ogni forma di oppressione e sfruttamento, di sesso, di razza, del valore di ciascuna persona, di primatismo antropocentrico nei confronti del pianeta terra”.
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