
Laemzia Terme - "Di anno in anno la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, indetta dalla Chiesa Cattolica e giunta alla 112^ edizione, ci invita a volgere il nostro sguardo su aspetti diversi del complesso fenomeno migratorio. Il tema che il Santo Padre ha voluto mettere quest’anno in evidenza "Anche uno solo di questi bambini" richiama la nostra attenzione sui minori direttamente coinvolti nell’esperienza del migrare e della fuga, sulla sollecitudine nei loro confronti e sulla promessa del Signore che «chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me» (Mc 9,37)". Così, in una nota, dal Punto pace di Pax Christi Lamezia che, per il quarto anno consecutivo, coglie questa importante occasione che la Chiesa offre, in questo come in altri momenti dell’anno, per proporre una veglia di preghiera per fermarsi e riflettere su questo tema di scottante attualità.
Pax Christi ritiene necessario e urgente "che le comunità ecclesiali si fermino di più a riflettere sui messaggi e gli stimoli che provengono dai nostri pastori provando a superare quella disconnessione evidente tra il magistero profetico degli ultimi pontefici e di tanti pastori e la sua ricezione da parte della comunità ecclesiale nelle sue varie articolazioni. Sul fenomeno migratorio c’è tanto da riflettere, soprattutto in tempi in cui si vogliono mettere in contrapposizione le varie categorie di poveri rivendicando primazie che non risolvono i problemi ma li acuiscono e proponendo soluzioni semplificatorie (di qua il bene, di là il male), piuttosto che ragionare sulle cause che impoveriscono le fasce più deboli. Quelle di casa nostra e quelle che vengono da fuori. Con il Messaggio di quest’anno Papa Leone parte dall’invito a riflettere su come “i minori sono i più vulnerabili all’interno dei flussi migratori mondiali.[…] Sono volti concreti, storie uniche, che fanno appello alla nostra coscienza. Ogni anno, milioni di bambini e adolescenti sono costretti ad abbandonare la propria terra a causa di guerre, povertà, violenze, disastri ambientali e altre tragedie; e purtroppo il loro numero continua ad aumentare. Le responsabilità economiche, politiche e militari di questo disastro sono immani. La sofferenza non si esaurisce nello spostarsi: vi sono giovanissimi che hanno perso genitori, fratelli, sorelle e amici e sono testimoni di violenze indicibili. Altri, separati per lunghi periodi dai propri familiari, tentano di ricongiungersi a loro, vivendo nel frattempo l’angoscia della lontananza. Vi sono poi minori che affrontano il tragitto insieme ai genitori, esposti tuttavia a condizioni estreme e traumatiche. Non possiamo infine dimenticare la tragica condizione di quanti vengono separati dai genitori a causa del rimpatrio.” Papa Leone fa, ancora, un appello alla responsabilità di tutti. Il monito “Anche uno solo di questi bambini ci chiama, nella nostra vita personale, ad aprire occhi e cuore all’ascolto profondo della storia, fatta di speranze, sogni e timori, così imponendoci di superare quel distacco determinato dal considerare gli esseri umani, e quindi anche i bambini, un mero dato statistico. È un invito a riconoscere il bambino nella sua dignità, prima ancora della sua condizione di “migrante”, e a tutelarne i diritti fondamentali: alla vita, all’educazione, ad un livello di esistenza che gli consenta di crescere e svilupparsi pienamente dal punto di vista fisico, mentale, spirituale, morale e sociale. Come invita, altresì, “nella vita ecclesiale, a trasformare l’accoglienza da concetto astratto a pratica pastorale stabile. […] Tutta la comunità cristiana è chiamata a sentirli suoi figli e a farsi prossima alla storia concreta di ciascuno. Incoraggiando “le comunità cristiane all’integrazione e alla valorizzazione dei rifugiati e dei migranti come soggetti a pieno titolo della famiglia ecclesiale, promuovendo nuovi percorsi educativi e spirituali, anche personalizzati, che superino la logica del puro assistenzialismo promuovendo dinamiche di incontro e di integrazione in cui i ragazzi del territorio e i giovani migranti possano rafforzarsi insieme, in un cammino di mutuo rispetto, di solidarietà e di amicizia”.
Nel corso della veglia, in programma martedì 13 ottobre presso il Santuario di San Francesco di Paola di Lamezia Terme alle 19, si proverà ad approfondire il Messaggio di Papa Leone guidati da Padre Filippo Ivardi Ganapini, Missionario comboniano, attualmente in servizio presso la Casa Black & White di Castelvolturno, una realtà di frontiera a forte densità migratoria dove veramente si respira aria di accoglienza promozione e integrazione.
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