
Lamezia Terme – La Chiesa con la messa del Giovedì Santo, ‘in Coena Domini’, celebrata dal Vescovo Schillaci è entrata nella Pasqua, centro dell'anno liturgico. Il Venerdì Santo è stata invece concelebrata assieme al Vescovo la Via Crucis, la prima processione pubblica per Sua Eccellenza dopo i due anni di stop imposti dalla Pandemia e da quando è a Lamezia ed è avvenuta la sua ordinazione episcopale. La via Crucis si è così celebrata finalmente all’aperto, seppur in maniera statica sul sagrato della chiesa, per fare fronte alle corrette norme di prudenza e attenzione dettate dalla CEI, con i cittadini rivolti verso la statua della Madonna Addolorata. La funzione di venerdì ha avuto l’intento primario di chiedere e ‘invocare il dono della Pace e ascoltare chi soffre’ ed è stata accompagnata da canti liturgici e riflessioni.
Dal sagrato della Cattedrale è stata posta l’attenzione comune focalizzata sulle parole chiave del cammino sinodale della chiesa: ascolto, comunione, camminare insieme. Dunque: “Una via della croce che vuole dare senso a tutte le vie e, sulla quale, si deve meditare tanto adempiendo quanto ci chiede la sinodalità della chiesa soprattutto in un periodo difficile come questo devastato da una guerra definita da Papa Francesco: «Assurda e sacrilega». Le meditazioni che hanno accompagnato le stazioni della Via della Croce scritte dalle ‘associazioni e dai movimenti della consulta diocesana per le aggregazioni laicali in collaborazione con l’ufficio liturgico diocesano’, e hanno marcato sul fondamento del non “lasciarsi prendere dall’ipocrisia e puntare sul dialogo e al bene comune”. Prendere dunque come esempio l’amore di Gesù che lui stesso ci ha donato con la Croce.

Inoltre, assieme alle meditazioni della via Crucis lametina si è tenuta quella presieduta dal Papa a Roma, al Colosseo, dove due famiglie una ucraina e una russa hanno portato insieme la Croce nella XIII stazione dove è ricordato il momento in cui Cristo è deposto dalla Croce e il suo corpo è riconsegnato alla Madonna. La celebrazione del Venerdì Santo ha voluto dunque significare, come sempre, un sentito momento di riflessione e partecipazione collettiva nel quale tutti i cristiani commemorano la passione e la crocifissione di Gesù Cristo. Un profondo momento di preghiera nel quale tutti noi siamo appellati ad invocare la pace in un momento storico turbolento come quello che attualmente si sta vivendo perché flagellato da più fronti: quello pandemico e quello delle ostilità della guerra in Ucraina e le altre, ancora attive, nel mondo.
La Via Crucis si è conclusa con il vescovo Schillaci che ha rivolto il suo saluto ai presenti: cittadini, associazioni laicali, gruppi, autorità pubbliche e militari, per poi procedere con la benedizione fatta dopo aver lanciato il profondo messaggio di speranza che il Vangelo vuole insegnarci: “Seguire la via della croce senza renderla vana, una via che si snoda sull’amore e che si dona con gratuità camminando insieme e bandendo la stoltezza”. Oggi alle 23:00, in cattedrale, Sua Eccellenza officerà la messa della Veglia pasquale con la ‘Resurrezione del Signore’. Invece domani domenica 17, alle 10.30, sempre in Cattedrale il Vescovo officerà la messa del giorno con la benedizione papale.
Francesco Ielà





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