Lamezia, messa solenne d'insediamento per monsignor Parisi: "Siate responsabili del futuro della comunità"

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Lamezia Terme - Un’omelia dotta, incentrata sull’analisi profonda e sul discernimento delle scritture, ha segnato l’inizio del percorso di Monsignor Serafino Parisi come Vescovo della Diocesi di Lamezia Terme. Nativo di Santa Severina in provincia di Crotone, biblista e teologo dal curriculum brillante, il nuovo Vescovo è stato accolto dal discorso di benvenuto dell’Amministratore Diocesano don Giuseppe Angotti, che ha descritto i lati positivi e quelli negativi di un territorio complesso “impegnato nella costruzione della propria identità”, al principio di una celebrazione introdotta dal Vescovo Metropolita Maniago e dalla lettura della Lettera Apostolica firmata dal Papa da parte del Cancelliere don Andrea Latelli, al termine della quale Monsignor Parisi è stata acclamato con gioia festosa dalla comunità riunita su corso Numistrano.

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La sua prima omelia da vescovo di Lamezia Terme si configura in realtà come un vero e proprio programma, che ricalca e declina il motto latino scelto per lo stemma del proprio apostolato: “Per Caritatem servite invicem”, ovvero “Attraverso la Carità siate gli uni servi degli altri”. Parisi ha infatti posto fortemente l’accento sulla necessità del rapporto di vicendevole amore e servizio tra i fratelli – reso nel Vangelo dalla parabola del Buon Smaritano – che rappresenta “non semplicemente un atteggiamento da cristiani ma lo stile di Dio, abbracciato come scelta responsabile, che coinvolge la ragione, il logos che è Cristo entrato nella nostra carne. E anche noi come Lui siamo immagine del Padre”. Sul concetto di logos Parisi si sofferma ancora, definendolo come “corrispondenza tra bocca e cuore, Parola di Dio che è dentro di noi, senza ipocrisie”. Una Parola che “ci rende presenti nella Storia e ci indica una strada: la strada di Gerico”. Qui la figura del Samaritano, apparentemente “straniero e nemico” ma che come Dio “versa l’olio della consolazione e il vino della speranza sulle nostre ferite”. Quindi un richiamo forte a “non rigettare come Caino la responsabilità individuale che abbiamo sulla vita del fratello e invece a provvedere per il suo futuro e per quello della comunità”. 

Al termine della messa Parisi prende ancora la parola per fare una serie di ringraziamenti. “Benedico innanzitutto il Signore per tutto quello che ho vissuto in questi giorni, coinvolgendo anche voi” dice rivolto ai fedeli. Poi un grazie a Monsignor Maniago, a Monsignor Panzetta e a Monsignor Milito; a don Pino Angotti e a don Peppe Marra responsabili organizzativi per Lamezia e Santa Severina. Ancora un grazie alla Corale Diocesana, ai sacerdoti, ai religiosi e ai diaconi intervenuti, infine alle autorità civili e militari, con le quali Parisi spera di collaborare in nome di “una scommessa per questa terra Lametina che speriamo possa vederci vincitori, realizzando in Lamezia una Chiesa presente e profetica: sia questa la nostra sfida”.

Giulia De Sensi

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