Direttivo Camera Penale Lamezia: "Turba apprendere che avvocato Antonella Pagliuso abbia avvertito come affronto ricordo del compianto fratello"

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Lamezia Terme – Riceviamo e pubblichiamo la nota del Direttivo della Camera Penale di Lamezia Terme in risposta all’avvocato Antonella Pagliuso a seguito dell’incontro tenuto in città il 14 luglio nell’ambito della manifestazione regionale delle Camere penali calabresi.

‘Lamezia è una città che ha pagato a caro prezzo con gli omicidi degli avv.ti Torquato Ciriaco e Francesco Pagliuso la lotta alla criminalità’. Queste le parole del Nostro Presidente Avv. Renzo Andricciola. Il Direttivo della Camera Penale di Lamezia Terme, nella immediatezza di un evento-incontro da tutti salutato come epocale e pietra miliare nella lotta mai sopita e sempre nuova a tutela della libertà dei Cittadini, portata avanti indefessamente dalla Avvocatura, è costretto, a sua volta, a prendere le distanze dalle dichiarazioni, affidate alla stampa locale, dalla Collega Avvocato Antonia Assunta Pagliuso che, pur non contandosi fra i numerosi presenti, intervenuti al Convegno né fra gli iscritti alla Camera Penale, a corollario della coincidente astensione indetta dalle Camere Penali Calabresi, ha bollato come populista una manifestazione fortemente voluta e partecipata da illuminati Penalisti e lungimiranti COA dell'Italia tutta. Rammarica oltremodo il malcelato attacco personalistico rivolto al contenuto del saluto introduttivo rivolto ai presenti dal Presidente della Camera Penale di Lamezia Terme. Turba non poco dispiace apprendere come, nell'ambito di una manifestazione di indirizzi, contenuti e finalizzazioni così adamantine l'Avv. Antonella Pagliuso, abbia avvertito come un affronto il ricordo del compianto fratello e qualifichi una vibrante battaglia, condotta nell'interesse di tutti, come oscura e ad esclusivo appannaggio di una stretta componente dell'Avvocatura. Nonostante sorprenda l’ingiusta animosità della Collega Pagliuso, anche in questa circostanza è a lei riservata quella carezza sul cuore mai negata dall'Avvocatura lametina che non ha dimenticato Francesco, i suoi ideali, le sue capacità e che per prima ha sfilato al fianco di Antonella all'indomani del triste evento per respingere quasi fisicamente ogni possibile adombramento delle sue qualità morali e professionali. Ed è proprio quella stessa Avvocatura vera, onesta, leale e professionalmente elevata cui si rivolge Antonella che si è riunita il 14 luglio scorso e che anche in memoria di Francesco, proseguirà la sua battaglia fuori e dentro le aule di Tribunale, in un confronto franco e aperto con la Magistratura tutta, senza tentennamenti, certa di avere la sua approvazione. Nel prestigioso contesto della riunione del 14 luglio scorso, il richiamo alla figura dell’Avv. Pagliuso, insieme a quella dell’Avv. Torquato Ciriaco, anch’egli indimenticato testimone dei valori dell’Avvocatura, deve rappresentare ad avviso di questo direttivo, al di là di ogni inconcepibile pretesa di esclusiva nel diritto alla memoria, la migliore rassicurazione alla perplessità della Collega, che si intende decisamente rassicurare, la quale ha pure espresso rammarico per il finora mancato impegno a suo dire della Camera Penale e dell’Avvocatura tutta nel coltivare il ricordo degli illustri Colleghi tragicamente scomparsi, perché evidentemente questo direttivo, che non intende né esprimere né avallare giudizi sommari su comportamenti tenuti da altri sino ad oggi, pur essendo in carica da tre mesi, su questo piano ha dimostrato di non voler deflettere”.

Coordinamento Camere Penali calabresi: "Solidarietà alla Camera penale di Lamezia nel ricordo di Francesco Pagliuso"

"C'è sempre qualcosa di osceno e scandaloso nell'atto di chi si appropria della memoria di un uomo scomparso. E tuttavia quando una vita viene stroncata non per fatalità, ma per reazione balorda e assassina ad una scelta dettata dal senso del dovere, è inevitabile che ad essa si ispiri chiunque pensi che l'etica di quel comportamento possa essere modello di riferimento per una intera categoria che ha molto bisogno di esempi come quello di Francesco Pagliuso. Non ognuno di noi ha conosciuto o ha avuto modo di apprezzare le qualità di Francesco. Ma tutti conosciamo della sua storia quanto basta per comprendere che si è trovato esposto in una posizione che avrebbe potuto non assumere se fosse stato vile e calcolatore. E cioè se avesse accettato o subito le regole della partita che giocavano gli infami responsabili del suo assassinio. Non crediamo che chi vive ogni giorno il lacerante dolore della perdita possa ritenere offesa la memoria di Francesco, soprattutto quando il valore profondo della sua scelta è elevato a punto di riferimento etico per chi per ruolo ricoperto si trova di continuo di fronte ad alternative che richiedono consapevolezza del proprio dovere e coraggio. Per questo fa bene la Camera penale di Lamezia Terme nel suo comunicato a rimarcare come sia "inconcepibile il diritto di esclusiva alla memoria". Accade, infatti, che il riscatto etico di una categoria si debba misurare anche e soprattutto attraverso la capacità di ciascuno di fare il proprio dovere anche quando la paura riesce a incuterla un apparato di potere che comprime, nega o vilipende i diritti che l'avvocato è chiamato a difendere. È ciò appartiene a un campo fuori dalla portata di emozioni e sentimenti inviolabili di chiunque. Appartiene alla storia del movimento dei penalisti che possono assolvere i propri compiti se conservano la loro libertà e il coraggio di difenderla. È questo il nostro oscuro disegno e sia chiaro che non possiamo rinunciarvi. Francesco, indimenticato, sarà sempre uno di noi".

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