Il Lametino 195: Guerra alla cosca “Cerra-Gualtieri-Torcasio”

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Lamezia Terme, 21 gennaio – Non una ma due ordinanze sono state rese note dalla DDA di Catanzaro in quest’ultimi giorni. Nominate Pegaso III e Remake, questi due atti ufficiali proseguono la guerra contro le cosche lametine. Sul numero (195) de “il Lametino”, da sabato in edicola, abbiamo dato grande copertura a questo ennesimo attacco vincente degli inquirenti alla criminalità organizzata di Lamezia, pubblicando le conclusioni dei magistrati, le confessioni di alcuni collaboratori di giustizia, le deposizioni di alcuni imprenditori e le intercettazioni ambientali e l’interrogatorio di uno degli arrestati.

Nel dettaglio Pegaso III, ultima per ora (ne seguiranno altre) di ordinanze contro la cosca Giampà, spiega come sono maturati gli omicidi di Vincenzo e Francesco Torcasio, padre e figlio uccisi l’uno a distanza di un mese dall’altro (7 giugno e 7 luglio 2011) per ordine di Giuseppe Giampà. Dando esclusivamente (senza commenti redazionali) spazio alle confessioni del pentito Giuseppe Giampà e alle intercettazioni di Umberto Egidio Muraca, con l’aggiunta delle riflessioni dei magistrati (compreso il GIP), emerge chiaramente come fu organizzato il duplice assassinio, con una partecipazione indiretta ma decisiva di Muraca (in cambio avrebbe avuto il controllo di Capizzaglie per le estorsioni) e con il ruolo esiziale di Francesco Vasile, il “killer fatto in casa” come l’ha definito Giuseppe Giampà.

L’operazione Remake a nostro avviso è ancora più importante per due motivi: perché è l’inizio, con l’arresto di alcuni componenti, dell’offensiva dello Stato contro l’altra cosca di Lamezia, la Cerra-Torcasio-Gualtieri; e perché tre imprenditori si sono ribellati alle estorsioni di questo clan, denunciandolo. La dimostrazione, quest’ultima, che qualcosa sta cambiando nel mondo dell’imprenditoria vessata dalle minacce e dal pizzo. Gli imprenditori in questione (ne pubblichiamo le dichiarazioni, quasi uno sfogo, agli inquirenti) subivano da anni la prepotenza della cosca, due di loro addirittura dagli anni ’90. A supporto delle loro dichiarazioni hanno contribuito anche le confessioni dei pentiti Angelo Torcasio e Cosentino oltre a quelle di Giuseppe Giampà e le indagini di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza. Così il cerchio si è chiuso e finalmente, è il caso di sottolinearlo, le pressioni degli organi dello Stato hanno fatto breccia sul muro di silenzio del mondo dell’imprenditoria sotto scacco delle cosche, come da tempo chiedevano con appelli magistrati e alti ufficiali delle forze con dell’ordine (come Adelmo Lusi, Comandante dei Carabinieri)e pure qualche minaccia neanche tanto velata (la possibile accusa di favoreggiamento, come espressamente detto dal procuratore aggiunto delle DDA, Giuseppe Borrelli, e dal capo della Polizia distrettuale Rodolfo Ruperti ). Una svolta dunque con l’ordinanza Remake e si spera che l’iniziativa presa da questi tre imprenditori rappresenti l’inizio di una lunga fila di persone che d’ora in poi si rivolgerà alla giustizia per stroncare il pizzo.

Nel resto del giornale, in evidenza l’intervista alla prima candidata ufficiale lametina nelle prossime elezioni politiche: Doris Lo Moro. La deputata uscente, che si presenta al Senato con il PD, spiega quali saranno i temi che affronterà nella campagna elettorale (lotta alla criminalità organizzata e lavoro ai giovani soprattutto). Quando saranno definite le liste degli altri partiti, nei prossimi numeri “il Lametino” intervisterà gli altri candidati di Lamezia.

Buona lettura a tutti.

                                                                           b.not.

 

 

 

 

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