
Lamezia Terme – Un saggio che traccia la vita dell’esponente nonché fra i fondatori della Democrazia Cristiana Aldo Moro e il suo profilo sia umano sia politico, volto a fare politica in modo innovativo incentrato sul bene comune, ponendovi al centro l’uomo-persona. Si tratta del libro scritto a quaranta anni della morte dello statista (avvenuta il 9 maggio 1978), dal cappellano militare del comando regionale della Guardia di finanza Calabria Don Ignazio Iacone, presentato nella libreria Tavella. A sollecitare il discorso con Don Iacone sul suo libro “ricco di tanti spunti riflessione” è stato l’avvocato Luigi Muraca cui la stessa figura di Moro ha fatto parte della “sua formazione politica”. L’innovazione delle “coraggiose idee” di Moro sono da riscontrarsi nel suo umanesimo e nel suo modo di vedere la politica. “Moro - ha rimarcato Muraca - ha visto la politica incentrata su dei valori cristiani, mentre l’innovazione dell’umanesimo di Moro è consistita in una espressione di popolarità senza però alcuna divisione all’interno della società. Pertanto ‘stella polare’ della politica deve essere l’umanesimo di Moro e le altre persone (l’altro) da affiancare l’un l’altra, in fratellanza, come lo stesso Iacone sostiene nel libro. Il prossimo dunque deve essere inteso come fondamento della verità”.

Nella sua disanima fondata sulla cristianità di Moro l’avvocato Muraca ha puntualizzato che, “la matrice cristiana della politica è quella di non ostracizzare gli altri, il benessere comune è fondamentale, la giuntura dell’umanità ‘è vivere e fare politica nel trattato del vangelo’. Il potere - ha sottolineato ancora - deve essere costituito senza far soggiacere l’altro, perché sempre seguendo la politica morotea ben descritta nel libro, ‘bisogna sempre unire gli uomini per costruire pace e politica. Pertanto, si deve fare politica, come riporta il ‘il trattato della politica di Moro’, seguendo l’atto cristiano, attuando un congiungimento con gli altri affinché si arrivi a un fondante divenire cristiano”.
Del valore cristiano della politica morotea ha relazionato Don Ignazio Iacone (allievo del compianto don Natale Colafati), in merito a ciò, il cappellano ha rilevato come Moro, “abbia voluto ristabilire un sano rapporto fra politica e persona e le sue idee devono essere uno spunto di riflessione anche in chiave moderna dove vi è una politica che non collima con i valori del cristianesimo”. “bisogna dunque - ha aggiunto - ridare dignità alla politica e al contempo ‘la stessa ragion di stato’ deve tornare ad avere come punto focale l’uomo”. “Dio, per Aldo Moro - ha concluso Iacone - è una cosa seria, oltre a essere fondamentale per avere il mio io”. Sono poi seguiti gli interventi del pubblico che hanno tracciato un ampio quadro storico-politico riguardo la personalità di Moro.
Francesco Ielà

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