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Conflenti - “Simu vinuti stasira bona sira, cari patruni ca volimu ‘a strina”. Così gli strinari cantavano nei paesi della presila augurando a chi li accoglieva nelle proprie case e li omaggiava di vino, mustacciuoli, fichi secchi, castagne, noci, grispelle, ma anche di altri regali e golosità.“Fammi la strina cchi me soli fare, ppe cape d’annu e ppe santu Natale” così, invece, la sera o la notte giovanotti e persone adulte, con zampogna, chitarre, organetti e altri strumenti della tradizione calabrese, facendo un gran baccano, si recavano davanti la porta di qualche loro confidente, amico, compare, per cantare loro la strina.

Nella serata del 23 dicembre a Conflenti un gruppo di giovani rinnova questa antica tradizione offrendo spassionatamente i loro canti augurali. Un’iniziativa, voluta e sostenuta dall’amministrazione comunale, dalla Pro loco, e dall’associazione Felici e Conflenti che, insieme, regaleranno a tutta la comunità conflentese e chiunque voglia rivivere un momento di augurio sulle tracce degli antenati. Alle 16 è previsto l’arrivo dei musicanti nella frazione di San Mazzeo e alle 21 a Conflenti superiore e inferiore.

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