Salta al contenuto principale

james-senese.jpg

Catanzaro - Si balla al Parco della biodiversità Mediterranea di Catanzaro per la terza serata della kermesse culturale e musicale “Settembre al Parco – NaturArt”, la manifestazione organizzata dall’Amministrazione provinciale di Catanzaro per valorizzare la struttura, patrimonio naturalistico dell’intera regione. Dopo il successo di Roberto Vecchioni, il professore del cantautorato italiano che ha incantato una platea di diecimila persone, la festa della Musica popolare ha animato la spianata del Parco fino a notte fonda grazie ai brillanti e talentuosi musicisti di due formazioni locali che rappresentano un orgoglio per la Calabria: Antonio Grosso e Le Muse del Mediterraneo e i Musicanti del vento, in una serata presentata dalla giornalista Rossella Galati.

Il gruppo di Antonio Grosso e Le Muse del Mediterraneo, cinque ragazze musiciste, cantanti, ballerine con gli strumenti della tradizione musicale calabrese e non solo. Il maestro Antonio Grosso dà vita a questo gruppo che si concentra nello studio della Pizzica salentina e della Tarantella Calabrese, qui si incontrano culture diverse che hanno in comune la medesima passione per la Musica Popolare. I Musicanti del Vento nascono nel 2008 avviando una ricerca sonora che parte da un mood world particolarmente contaminato con il jazz e la musica d’autore. Raggiungono il successo a livello naizonale con il secondo album, L’isola dei Burattini, dal respiro tutto nazionale. Nella primavera del 2015 escono con “Preferisco la cantina”. Stasera, grande attesa per il concerto di James Senese e Napoli centrale: l’appuntamento è alle 22. 

James Senese e Napoli Centrale è un gruppo che ha saputo operare una vera fusione, creando un suono rispettoso della tradizione popolare, ma aperto a ogni forma di arricchimento strutturale, in grado di rendere il linguaggio proposto universalmente fruibile. L’ultimo album “O’ sanghe” (Ala Bianca/Warner) è uscito lo scorso aprile. E’ un nuovo orizzonte su cui si volge lo sguardo del sassofonista partenopeo, mai fermo due volte nello stesso posto. All’interno del disco tutti i riferimenti artistici che hanno fatto grande la sua musica, con una rinnovata carica espressiva.

Ma il programma della quarta giornata si è aperto questa mattina con la sezione  “Dai senso a quello che hai”, i laboratori creativi e didattici per bambini e adulti sui cinque sensi per attivare percorsi multisensoriali mirati ad una migliore fruizione del patrimonio ambientale, naturalistico ed artistico anche da parte di soggetti diversamente abili (A cura dell’associazione culturale DICO). La giornata dedicata all’Udito ha visto i piccoli studenti della scuola “Aldisio”, e non solo – sei i bus carichi di bambini che hanno raggiunto il Parco questa mattina anche da Crotone – in giro per il Parco con l’intento di allenarsi all’ascolto e scoprire le differenze tra suoni, rumori e musica e rendere le orecchie più attente degli occhi. Guardare con altri occhi e soprattutto con altre orecchie i materiali di scarto, per scoprire quante voci possano avere, come riciclarli e trasformarli in “oggetti sonori”. I bambini hanno ‘frequentato’ anche il laboratorio della seta a cura di “Nido di Seta” srotolando in giro per il Parco un filo lungo 600 metri.

Mostra-Colin-1_bruno.jpg

Inaugurata poi al Marca “No News, Good News”, la mostra personale di Gianluigi Colin, sempre nell’ambito degli appuntamenti della manifestazione organizzata dalla Provincia. Si tratta – spiegano in una nota – di un potente viaggio tra cronaca ed epica, tasselli di un mosaico epocale che ripercorrono eventi, fatti, parole, segni, immagini del nostro tempo, scardinandoli e restituendo un nuovo linguaggio contemporaneo. La mostra (realizzata in collaborazione con l’Amministrazione provinciale, la Fondazione Rocco Guglielmo e la M77 Gallery di Milano) è stata presentata al pubblico nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno preso parte, oltre all’artista, e al curatore Arturo Carlo Quintavalle, il presidente della Provincia Enzo Bruno, il presidente della Fondazione Guglielmo e direttore artistico del Marca, Rocco Guglielmo; la direttrice del Parco e dirigente provinciale, Rosetta Alberto.

Al Marca resteranno esposte fino al 30 ottobre un centinaio di opere di Colin: gli ultimi trent’anni della ricerca di Colin – un po’ giornalista un po’ artista - dedicati alla riflessione sul sistema dei media, da sempre nucleo centrale del suo lavoro. Colin, infatti, è stato per molti anni art director del “Corriere della Sera”, ha scritto saggi e articoli sulla fotografia e sulla comunicazione visiva e conduce da molti anni una ricerca artistica intorno al dialogo tra le immagini e le parole. Il suo lavoro nasce come investigazione sul passato, sul senso della rappresentazione, sulla stratificazione dello sguardo. Il curatore della mostra, Carlo Quintavalle, lo paragona quasi a Dottor Jekyll e Mister Hyde per il suo modo di “fare il giornale di giorno e di disfarlo, da artista, di sera”. Mentre Colin, intellettuale in continua evoluzione soprattutto nella parte della sua introspezione creativa, suggerisce che “l’arte non dà risposte ma fa domande”.

Una mostra per riflettere, quindi, quella di Colin, sull’assedio di immagine e parole nelle quali ci perdiamo che diventa una riflessione sul senso del tempo.

Segui il Lametino
Le notizie di Lamezia e della Calabria, dove preferisci tu.