
Lamezia Terme - Chiusura col botto per la XI edizione del “Lamezia Jazz”, una delle principali rassegne di genere in Calabria organizzata per il terzo anno consecutivo dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con l’associazione Musicale Bequadro. Ultimo appuntamento di una stagione esaltante sotto il profilo qualitativo dedicato alla musica degli straordinari OPUS 5, All-Star band costituita da esponenti di spicco di varie incarnazioni della cosiddetta Mingus Family, in particolare Mingus Dynasty e Mingus Big Band. Un combo d’eccezione nato su iniziativa del trombettista Alex Sipiagin e completato da Seamus Blake al sax, Dave Kikoski al piano, Boris Kozlov al contrabbasso e Donald Edwards alla batteria, ispirato alle classiche atmosfere di illustri quintetti degli anni ’60 come quello di Miles Davis o Art Blakey e, ovviamente, al repertorio del grande Charlie Mingus. Influenze ben visibili in diverse tracce dei primi due album (“Introducing Opus 5” e “Pentasonic”, pubblicato nel 2012) riproposte ieri sera al Teatro Umberto: è il caso della splendida “Videllese Dreams” di Sipiagin o di “Ducktones” firmata da Edwards che ha concluso lo show.

Quasi una composizione a testa per il quintetto post-bop newyorchese, con il piano gershwiniano di Dave Kikosky assoluto protagonista, in particolare nella superba “Baker’s Dozen” (firmata dallo stesso pianista e forse il punto più alto dell’intera esibizione). Completano il lotto “Fear Of Roaming”, brano sulla vita on the road di Seamus Blake, e la suggestiva ballad à la Miles Davis “Inner Balance”, firmata dal contrabbassista Boris Kozlov. Le influenze vintage rivisitate con vigore e brio dal quintetto secondo i canoni del jazz contemporaneo possono esser considerate come il vertice assoluto del programma proposto quest’anno dal “Lamezia Jazz”. Un tappeto ritmico versatile, preciso e impetuoso, improvvisazioni ispirate, assoli pirotecnici e mai stucchevoli, tutto nel sacro nome dell’hard-bop: ecco cosa sono gli Opus 5. “E’ stato un gran finale –afferma con soddisfazione il Direttore Artistico Egidio Ventura- dallo show di apertura più rock oriented e fusion di Henderson e soci siamo giunti al jazz di questo fantastico quintetto; cinque grandi leader che hanno dato vita ad uno spettacolo di assoluta qualità. Anche quest’anno possiamo ritenerci soddisfatti per quanto proposto dal Lamezia Jazz e per la risposta del pubblico, che non sarà stato numerosissimo ma attento e competente. Speriamo di poter continuare così anche l’anno prossimo”. E lo speriamo anche noi, perché, come diceva Davis, “la musica e la vita sono questioni di stile”… e il Lamezia Jazz ne ha da vendere.
Francesco Sacco
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