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Lamezia Terme - Il jazz incontra il teatro nel terzo appuntamento della XI edizione del Lamezia Jazz. Dopo il grande successo ottenuto nelle prime due serate con HBC Super Trio e Joey DeFrancesco, ieri sera, al Teatro Umberto, é andato in scena il personale tributo a Duke Ellington ad opera del duo composto da Leonardo Gambardella (talentuoso attore calabrese diplomatosi presso l’Accademia d’Arte Drammatica “ Silvio D’amico” e specializzatosi a Londra e New York) e Daniele Scannapieco, attualmente uno dei migliori sassofonisti italiani, da diversi anni presente nelle programmazioni jazz dei principali club e festival italiani ed europei. Lo spettacolo, produzione originale del PJF (Peperoncino Jazz Festival), é un suggestivo dialogo tra sax e voce recitante che ripercorre la vita e la musica del grande Ellington (una delle più importanti figure della musica Americana del ‘900) attraverso i testi tratti dal bestseller di  Geoff Dryder “Naura morta con custodia di sax” (“But Beautiful: A Book About Jazz”). Un concerto/spettacolo in cui i classici del Duca (riletti in modo sublime dal sassofono di Scannapieco) sono il vero motore della narrazione condotta dall’ottimo Gambardella nei panni dell’ autista di origine italoamericana Al.

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Le varie Mood Indingo, Sophisticated Lady, Solitude o  In A Sentimental Mood  rappresentano il punto di raccordo tra vari aneddoti che mettono in rilievo la vera essenza del leggendario compositore statunitense: la vita on the road (“The street is my life” afferma Ellington per bocca di Al), l’incredibile creatività e prolificità (riusciva a trarre fulminea ispirazione da qualsiasi “rumore” della vita, da un temporale al soffio di una locomotiva o al canto di un  uccello) e la sua grande umanità. In oltre sessant’anni di carriera, le sue composizioni hanno toccato generi abbastanza differenti dal jazz quali il gospel, lo swing, persino la musica classica e il blues. E proprio sulla definizione di blues verte uno dei più significativi dialoghi tra i due protagonisti (“…il blues è una donna che piange perché il suo uomo se n’è andato…il blues è il padrone di casa che bussa alla porta… il blues è tutto quello che avrei voluto fare e non ho mai fatto”). Generi e culture apparentemente distanti in grado di confluire in perfetta armonia in un nuovo linguaggio quando si tratta della musica del Duca, un po’ quello che accade nel tributo PJF, come confermato da Leonardo Gambardella: “Spesso questo tipo di tributi si risolvono con una lettura di testi accanto a musicisti, ma nel nostro spettacolo abbiamo deciso di recitarli, in modo tale da avere la possibilità di improvvisare e apportare piccole variazioni proprio come da tradizione jazz. Credo sia un po’ anche la natura di questo genere musicale: creare un nuovo linguaggio dall’incontro tra  mondi diversi, tra tradizione e innovazione. Ed è proprio questo l’obiettivo del nostro esperimento”.

Prossimo ed ultimo appuntamento con il Lamezia Jazz domenica 3 novembre con il concerto degli Opus 5, supergruppo formato da diversi esponenti della Mingus Family,evento da non perdere per un’altra serata di grande musica. Perché la musica, come ci insegna Duke, “è la donna che hai sempre cercato”.

                                                                                                                                    Francesco Sacco

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