
Catanzaro - Inizia col botto l’esordio della stagione teatrale al Politeama di Catanzaro, dove martedì sera si è esibito, davanti ad un teatro stracolmo, Vincenzo Salemme, attore, commediografo, regista teatrale e sceneggiatore. Il suo “Sogni e bisogni, incubi e risvegli” ha infatti intrattenuto per oltre un’ora e mezza la numerosa platea, all’insegna delle gag, dei doppi sensi e dell’ilarità. Una tipica commedia all’italiana questa, che, ispirata al romanzo scritto dallo stesso Salemme, ha portato in scena il piccolo borghese Rocco Pellecchia, il quale una mattina si rende conto di essere stato abbandonato dal suo… attributo virile, che diventa personificato, qualificandosi come “tronchetto della felicità”, e comincia, con una esilarante serie di doppi sensi e battute, mai sprofondando nel volgare e nell’osceno, ad esporgli i vari motivi della sua infelicità, legata alla medesima condizione esistenziale in cui è posto, trascurando ovvero i principali piaceri della vita, tra cui quello più confacente alla stessa natura umana, ovvero il sesso. Ecco, dunque, che il tronchetto inizia a spronare il suo padrone e lo esorta ad esprimere dei desideri, il primo passo verso la liberazione della propria anima e il trampolino di lancio verso la speranza di una vita migliore.
Tra una scena e l’altra, considerando anche dei comici intermezzi in cui Salemme stesso, interpretando il tronchetto, è andato a coinvolgere il pubblico personalmente, la commedia è giunta al suo termine in una maniera un po’ più riflessiva. Lo stesso dialetto napoletano, mirato ad accrescere l’effetto comico, ha lasciato il posto alla fine all’italiano, per narrare al pubblico quale sia la vera condizione umana e la sua sorte. Una condizione fondamentalmente umile e semplice – nonostante la maggior parte degli uomini si atteggi a dimostrare il contrario – che deve essere accettata così com’è, usufruendo con gioia dei piaceri della vita quotidiana e non lasciandosi sfuggire nulla di tutto ciò che essa, anche nel suo piccolo, ci offre. Che è un po’ anche la stessa chiave della felicità: rallegrarsi per le piccole cose. In questo modo, Salemme ha voluto rappresentare, in modo leggero e divertente, una tematica più che mai attuale e spesso trascurata – così come ha mostrato recitando una poesia al termine della rappresentazione, aggiungendo altresì di essersi commosso, come sempre, per aver trovato un teatro stracolmo, fatto che dimostra che, nonostante gli ultimi e spiacevoli avvenimenti accaduti, i cittadini non hanno paura di continuare a vivere e di farlo in modo semplice, all’insegna anche della cultura e dello stare insieme.
M.L.
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