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costantino-fittante_b59f0.jpgLamezia Terme - Costantino Fittante, presidente del centro “Riforme – Democrazia – Diritti”, con una nota si sofferma sulla nascita dell'associazione antiracket di Lamezia, sul ruolo di Maria Teresa Morano - oggi indicata dal Pd come candidata a sindaco - e invita tutti a non strumentalizzare l'associazione e la stessa fondazione Trame per logiche elettorali.

"L’idea di dare vita ad una associazione antiracket con quelle finalità specificate nello Statuto, è nata nel corso della Tavola Rotonda organizzato dal Vescovo Mons. Rimedio il 22 giugno 2002 - spiega l'ex parlamentare - Un dibattito ricco di spunti tra i quali, appunto, la sollecitazione di dare vita a soggetti collettivi di lotta al fenomeno della ‘ndrangheta. Dopo quell’incontro, su iniziativa del Centro “Riforme-Democrazia-Diritti” da me presieduto, assieme alla referente locale di Libera, Valentina Vitale, si è dato vita al Coordinamento Civico Permanente con l’adesione di 20 soggetti sociali ( Fondazioni, Associazioni di Categoria, Sindacati, ecc..). Il Coordinamento sulla base di un documento programmatico, che prevedeva anche l’iniziativa per la costituzione di una Associazione antiracket, ha dato vita a diverse iniziative pubbliche, pronunciamenti e prese di posizione su problematiche cittadine tra, le quali quella relativa all’insediamento dei Rom".

"Dal giugno 2002 e fino a maggio 2005, data di costituzione formale dell’ Associazione Antiracket - prosegue Fittante nella sua ricostruzione - si sono tenuti ben 13 incontri con potenziali soci dell’Associazione in molti dei quali ha partecipato l’on. Tano Grasso che ci ha guidato lungo il percorso di costituzione del sodalizio. A novembre 2003, il Coordinamento Civico, ha organizzato un incontro con la partecipazione di Lino Busà, Presidente della Federazione Antiracket Italian (FAI)a da me contattato tramite l’on. Enzo Ciconte. E’ stato Busà a segnalarci che viveva da anni a Lamezia la signora Morano e che faceva parte della Fai, quindi che sarebbe stato opportuno invitarla. Sono anni difficili. C’era stato il secondo scioglimento del Consiglio Comunale per infiltrazioni mafiose, era in atto una guerra tra cosche con morti, imperversava il “pizzo”, la Commissione Parlamentare Antimafia veniva a Lamezia e l’onorevole Vendola esprimeva pubblicamente giudizi pesanti sulla situazione dell’ordine pubblico e sulle responsabilità delle classi dirigenti lametine".

"Dal 2002 al novembre 2003, malgrado il suo ruolo nella Fai e nel Comitato di Solidarietà per le vittime del racket presso il Ministero dell’Interno - prosegue - la signora Morano non ha dato segni di vita sulle problematiche cittadine e per esprimere solidarietà concreta alle tante vittime taglieggiate dalla cosche locali. Altro che promotrice di Ala e organizzatrice di iniziative anti ‘ndrangheta! E’ stato il Coordinamento Civico a coinvolgerla nel percorso di formazione di Ala. Il Centro “ Riforme-Democrazia-Diritti” da me presieduto e l’allora referente di “Libera” Valentina Vitale, ci siamo fatti carico di convocare diverse riunioni con Associazioni e imprenditori locali, per fare maturare la convinzione della costituzione di una Associazione. Solo dopo i tanti incontri propedeuci con operatori economici, promossi dal Coordinamento Civico, si è potuto pervenire alla decisione di dare vita all’Associazione Antiracket con l’adesione di 13 persone tra le quali il sottoscritto, la Vitale, don Giacomo Panizza e la signora Maria Teresa Morano, con Presidente Antonino Tripodi".

"Questa la ricostruzione del percorso della costituzione di ALA documentabile dagli atti e da notiziari giornalistici che conservo gelosamente. Merito quindi di tanti tra i quali sento il dovere di ricordare Luigi Taiani che ci ha lasciati prematuramente. Mi permetto di suggerire a chi è ancora in Ala, io ne sono uscito quando pur di avere soldi e senza la decisone del Direttivo è stato stipulato un protocollo d’intesa con Calabria Etica, dopo la mia protesta e dimissioni, e la polemica pubblica seguita, precipitosamente disdetto, di non permettere che Ala e Trame vengano strumentalizzati a fini elettorali. Liberi tutti di candidarsi dovunque e per qualsiasi attività pubblica, senza esibire però ruoli non esercitati per apparire quello che non si è stati. Mi sia consentito, per esser stato parte di una bella storia collettiva, di ribadire la mia posizione di sempre: ALA va rivitalizzata e rilanciata perché svolga pienamente i compiti di cui all’art. 2 dello Statuto, che non sono solo la costituzione di “parte civile” nei processi di mafia, una sorta di rituale, rinnovando la dirigenza e distinguendola nettamente da quella di Trame".

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