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Lamezia Terme – Tre minuti a disposizione per presentarsi e spiegare le motivazioni che li hanno spinti a scendere in campo; due domande da estrarre a turno da un bussolotto e infine i quesiti da parte del pubblico. Ѐ strutturato così l’incontro con i candidati a sindaco, nella casa canonica della parrocchia del Carmine, dal titolo “Davanti a voi mi impegno”, promosso dalla comunità Masci Lamezia Terme 2 “Don Pasquale Luzzo”, guidata da Anna Maione. Sul palco manca solo Silvio Zizza (Movimento 5 Stelle), assente per impegni precedentemente assunti. Zizza, comunque, invia un messaggio, letto da Maione, in cui plaude all'iniziativa.

“Mi sono candidato perché ritengo che sia una missione a favore di una comunità umiliata, che ha subito ferite profonde soprattutto negli ultimi due anni. La città ha bisogno di un sindaco tra la gente” dice Massimo Cristiano. Eugenio Guarascio è “spinto da un forte senso civico. Scendo in campo impegnandomi per il bene comune e per dare inizio a una nuova era”. Il sindaco uscente Paolo Mascaro si ricandida oggi “con un progetto diverso rispetto a cinque anni fa: solo due liste civiche che non hanno colore politico, ma solo passione e voglia di fare per il bene di Lamezia”. Ruggero Pegna punta a “un ritorno alla tranquillità amministrativa per ritrovarci tutti in una nuova Lamezia. La città deve far ripartire il commercio, l'edilizia e il turismo”. Rosario Piccioni richiama il modello della Polis greca: “In un momento di crisi della politica, tutti dobbiamo dare il nostro contributo per crescere di nuovo”.

Quindi, i candidati pescano a caso le domande dal bussolotto. Molti gli argomenti contenuti nei foglietti di carta piegati. Per Cristiano, “la Multiservizi va rilanciata, spalmando i debiti negli anni con un Piano di rientro previsto dalla legge. Creeremo subito una lista di disoccupati per aggredire il degrado”. Guarascio denuncia “il Psc fermo da diversi anni e la crescita disordinata nel tempo della città, con una logica abitativa desueta. Bisogna invece non consumare più suolo e mettere in campo interventi dal punto di vista commerciale e per il rilancio del turismo”. Per Mascaro, la riorganizzazione della macchina comunale “è la madre di tutte le battaglie. Basta però riprendere il filo del discorso che si è interrotto nel momento in cui dovevo incontrare il sottosegretario all'Interno”. Mascaro ricorda che “c'è un Piano triennale di fabbisogno del personale approvato ed è necessaria solo l'autorizzazione da parte della commissione di Stabilità presso il ministero dell'Interno”. Pegna non ha dubbi: “Ogni parte della città deve essere attenzionata allo stesso modo. Ѐ importante non perdere le risorse europee e prestare attenzione alle fasce deboli”. Sul capitolo sanità cittadina, Piccioni ritiene che “nell'immediato occorre raggiungere la normalità: è inutile pensare al Trauma center quando l'ospedale di Lamezia è in una situazione drammatica”. Poi, l’area industriale, secondo Cristiano, “va bonificata tutta e poi rilanciate le aziende; così come bisogna riorganizzare la LameziaEuropa. Ancora, incentivi in termini di fiscalità a favore di chi vuole investire in quell'area”.

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Guarascio spinge su “mobilità, puntando all’elettrico per i mezzi pubblici; un intervento energico sul decoro urbano, e investire sulle fonti rinnovabili per ridurre i costi in bolletta”. Per Mascaro, “è necessario un nuovo Piano del commercio per puntare al rilancio del Centro commerciale naturale, che va esteso. Poi, bisogna favorire la possibilità di poter camminare a piedi per evitare gli ingorghi, recuperando lo spazio antistante la stazione di Nicastro, che deve essere di sfogo per il centro; incentivi all'apertura di esercizi commerciali e lanciare il Piano Api in una zona di livello”. “La qualità della vita di Lamezia – dice Pegna - dovrà poter concorrere alla pari con quella delle altre realtà italiane. La città va ammodernata. Bisogna recuperare le aree di alta vivibilità, come il Parco Impastato, e ripristinare tutto quello che la burocrazia e la cattiva amministrazione hanno chiuso”. Piccioni, per quanto riguarda i progetti per rendere concreta l'unità della città dopo cinquant’anni, distingue tra due profili: immateriale e materiale. In merito al primo, Piccioni parla di “recupero e valorizzazione del senso di appartenenza a una collettività che è la base di partenza di ogni progetto. Il secondo profilo riguarda invece la capacità degli amministratori di saper reperire risorse a ogni livello per la città”.

Si arriva alle domande del pubblico. Tutti i candidati, tranne Cristiano, per il quale “va tutelata la famiglia tradizionale”, rispondono sì a chi chiede loro se celebreranno i matrimoni tra persone dello stesso sesso. Poi, si passa alle criticità da affrontare nell’immediato. Per Cristiano, sono “burocrazia, lotta al degrado ed efficientamento dei servizi”. Per Guarascio, “tutto parte dal disordine amministrativo, Multiservizi compresa”. Mascaro le individua nel “Psc e riapertura dei beni culturali”. Anche Pegna mette al primo posto “la riorganizzazione della macchina comunale”. Sintetizza Piccioni: “Tutto ciò che serve a rendere la città normale”. Non mancano il lavoro, l’evasione fiscale e molti altri temi. Cristiano ricorda “la battaglia per la riduzione della Tari e l'esenzione delle famiglie monoreddito e di chi ha perso il lavoro dai tributi locali”. Dice Guarascio: “Efficientare la macchina dei servizi ha come conseguenza dei costi minori e quindi il cittadino pagherà di meno”. Mascaro richiama la sua precedente esperienza amministrativa: “Noi abbiamo quintuplicato gli incassi recuperando l'evasione. Abbiamo anche ideato la Tari in cinque bollette bimestrali”.

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Pegna sostiene che “lavorare per far aumentare il senso civico contribuirà ad abbassare il margine di evasione. Bisogna poi portare più risorse per ridurre le aliquote”. Per Piccioni, “il problema fondamentale non è l'acqua, ma la Tari, che viene pagata dal 50 per cento dei cittadini”. Tutti poi concordano sulla necessità di non perdere più il treno dei bandi pubblici in settori vitali come sport, cultura e teatri. Guarascio parla di “città dello sport, puntando principalmente sul calcio, senza tralasciare comunque gli altri sport. Valorizzare gli stilisti lametini e rispolverare la musica tradizionale”. Capitolo lavoro. Per Cristiano, “è il Comune che deve creare opportunità di lavoro”. Guarascio guarda al “sociale come occasione di lavoro”. E Mascaro parla della Zes: “Abbiamo oltre 300 ettari di area industriale inclusi nella Zes. Da qui nasce il lavoro”. Pegna propone “lo sblocco dell’edilizia e delle attività produttive”. Piccioni afferma che “un'amministrazione capace può creare le condizioni per far nascere posti di lavoro”.

Infine, la dolente nota di Scordovillo. “Il problema numero uno” per Cristiano. Che aggiunge: “Finora è stato oggetto solo di slogan. Noi, invece, siamo stati fautori di una delibera di giunta per una road map finalizzata allo smantellamento del campo rom. Purtroppo l'idea è stata abbandonata. Ripartiremo da lì”. Per Guarascio, “va eseguita immediatamente l'ordinanza della Procura”. Anche Mascaro richiama la delibera di giunta. E dice: “Bisogna lavorare tutti seriamente abbandonando i proclami”. Pegna parla di “un problema di umanità. Occorrono iniziative nel rispetto della dignità delle persone”. Anche da Piccioni il richiamo alla collaborazione di tutti e la “ferma condanna della sindrome di Nimby: così queste persone non andranno mai da nessuna parte”.

Giuseppe Maviglia

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