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Reggio Calabria - Ruggero Pegna ritorna sull’argomento della sua candidatura da parte del centrodestra a sindaco di Lamezia. Il promoter, presente oggi a Reggio Calabria alla conferenza stampa sul bilancio dell’estate reggina, ha risposto alle domande dei giornalisti sull’argomento. “Non sono un politico - ha esordito Pegna - seppur a volte si può fare politica come a me piacerebbe attraverso la concretezza e le idee, non attraverso quello che poi comunemente poi conosciamo per politica, soprattutto in una città difficile come Lamezia Terme, che arriva da tre scioglimenti. È il cuore della Calabria ma un cuore che tutta la Calabria ancora non ha riconosciuto come tale. Parliamo di una città - ha aggiunto - dal comprensorio enorme, col tratto di costa forse più largo di tutta la regione, molti non sanno che è una città di mare. Sembra quasi un non luogo ancora in cerca di identità nell’ambito di una strategia di crescita regionale. Anche l’asse stesso con Catanzaro piuttosto che legarsi a campanilismi andrebbe visto in una chiave invece di sviluppo di un’area metropolitana vera nel cuore della regione, c’è l’aeroporto, la stazione centrale. Stiamo parlando veramente di un territorio che meriterebbe un’attenzione particolare”.

 “C’è chi ha voluto pensarmi - ha proseguito Pegna - sorprendendomi, tra l’altro è una proposta che mi è arrivata quattro cinque giorni fa, una proposta che mi ha spiazzato rispetto alla quale mi sono istintivamente posto in termini negativi. Ho preso un po’ di tempo, ho riflettuto. La riflessione sta continuando, ho posto anche delle condizioni e una riserva: di poter discutere i programmi e quindi comunque potere apportare un contributo di idee, e poi soprattutto anche conoscere bene i nominativi nelle liste, ma non perché io possa essere capace da solo di dare giudizi a storie di persone che intendono evidentemente dare un contributo alla città, chi si candida merita un plauso, però quello che è accaduto a Lamezia, il sindaco appena sciolto è il mio avvocato, uno dei miei amici di infanzia, persona rispettabilissima, uno di miei quattro amici stretti. Però - ha proseguito Pegna - è andato incontro ad uno scioglimento, per cui le riflessioni continueranno fin quando non avrò del tutto trovato la forza per convincermi soprattutto anche in forza del fatto che il mio lavoro è la mia vita. Credo - ha concluso il promoter - che tra il rimpianto di non aver dato una mano alla città in cui vivi e i dubbi a volte la strada del dubbio ti consente man mano di assimilare e metabolizzare, e magari perché no di poter dare un contributo anche da questo punto di vista. Devo dire che mi fa molta paura, in tutta sincerità”.

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