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Lamezia Terme - “Altro che Pd ‘rigenerato’! Eravamo convinti che Sirianni avesse tutte le carte in regola per fare svoltare il Pd lametino e iniziare un nuovo corso all'insegna del cambamento e del rinnovamento. Invece le dichiarazioni e i comportamenti di questi giorni riflettono linguaggi, giochi e giochini della peggiore vecchia politica che i cittadini ormai rifiutano con disprezzo”. Lo afferma Rosario Piccioni (Lamezia Bene comune), in una dura risposta al segretario del partito democratico cittadino, Sirianni, a seguito delle sue ultime dichiarazioni. Secondo il Pd lametino, infatti, nel corso dell'incontro di sabato sera in piazza Mazzini, sarebbe stato, sostengono "dichiarato saltato il tavolo, imputando tutte le colpe al Partito Democratico".

“Nessuno di noi - precisa - nella manifestazione pubblica di ieri ha mai detto di voler chiudere con la coalizione di centrosinistra, come ha incautamente dichiarato Sirianni sugli organi di informazione. Nessuno di noi ha mai fatto saltare un tavolo che, è doveroso ricordarlo,  proprio noi di ‘Lamezia Bene Comune’ abbiamo voluto costruire a partire dal mese di aprile, poi dal mese di agosto, chiedendo al segretario e alla nuova segretaria cittadina di incontrarci prima possibile per avviare insieme un percorso in vista delle scadenze elettorali e infine nell’iniziativa pubblica di due settimane fa in piazza Mazzini. Anche ieri sera abbiamo voluto lanciare un ulteriore segnale di apertura e di ricerca dell’unità fino alla fine, per non riconsegnare la città al centrodestra che ha portato allo scioglimento. Il fatto che Sirianni addossi a noi la responsabilità di aver rotto il tavolo è solo una messa in scena, una tattica da ‘vecchia politica’ per non assumersi le proprie responsabilità”.

Piccioni vuole vederci chiaro e, aggiunge: “a noi piace parlare ai cittadini il linguaggio della verità e siamo certi che i cittadini perbene conoscono le storie personali di ciascuno, i percorsi fatti e sanno leggere al di là delle manovre e delle tattiche. Già ieri avevamo manifestato la convinzione che la candidatura di Sirianni da parte del Pd fosse solo uno specchietto per le allodole per nascondere ben altri obiettivi. E così è stato. Il fatto che Sirianni si sia prestato a questi giochini del secolo scorso dimostra che, dichiarazioni a parte, la strada per il rinnovamento e l’apertura del Pd lametino è ancora molto lunga". "Prima di assumere qualsiasi decisione - conclude - ascolteremo e valuteremo la proposta della società civile del Partito Democratico. Purché arrivi nelle prossime ore. Una cosa è certa: non accetteremo nomi che rispondono a logiche e schemi che non ci appartengono e che eventualmente non mancheremo di denunciare in campagna elettorale”.

Lamezia Bene Comune: "Si riconvochi tavolo per discutere su proposte di candidature già avanzate"

Come movimento “Lamezia Bene Comune”, si legge in una nota "insieme agli altri della coalizione, solo ieri, dopo un logorante tira e molla di due settimane da parte del Pd, abbiamo avuto modo di ascoltare la proposta del partito democratico nella persona di Antonio Sirianni. Contrariamente a quanto affermato dal segretario, da parte nostra non c’è mai stata e non c’è nessuna chiusura nei confronti della sua candidatura. Anzi, ci siamo subiti espressi favorevolmente. Il tavolo era aggiornato a questa mattina con lo scopo di discutere sulle diverse candidature proposte. E invece non si è mosso nulla, se non dichiarazioni sulla stampa che vanno in senso contrario rispetto al lavoro fatto fino ad ora. E’ giusto che i cittadini sappiano la verità: da parte nostra non c’è mai stata nessuna chiusura o volontà di far saltare il tavolo. Come abbiamo dimostrato recentemente, in primis lo ha fatto Rosario Piccioni, la massima disponibilità a valutare proposte di candidature autorevoli provenute da settori del partito democratico lametino, così ci aspettavamo ci fosse altrettanta disponibilità verso una valutazione anche della nostra proposta di candidatura.  Da parte nostra, e lo abbiamo dimostrato con i fatti, non c’è mai stata la volontà di imporre la nostra candidatura.  Come hanno giustamente affermato anche Francesco Grandinetti e Milena Liotta, non vediamo le ragioni, salvo che non ce ne siano di più oscure e sotterranee, per far saltare un percorso avviato. Si riconvochi il tavolo per discutere sulle proposte di candidature già avanzate. Noi siamo disponibili e pronti a lavorare fino alla fine per l’unità".

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