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Lamezia Terme - Il Sambiase si conferma ancora una volta bestia nera della Vigor al D’Ippolito, dove i biancoverdi non a caso sono riusciti a prevalere (1-0 con gol dell’allora centravanti Grassi) soltanto in quello che resta, dopo la bellezza di quasi trent’anni, l’ultimo campionato vinto sul campo, ovvero concluso al primo posto.

La stracittadina, giocatasi davanti a circa 1500 spettatori (1170 i paganti), è dunque finita 1-1 come in quella d’andata del torneo di Serie D 2009-10. Allora furono i biancoverdi a riequilibrare le sorti della gara grazie ad un penalty trasformato da Mangiapane, stavolta, sempre dagli undici metri, è toccato ai giallorossi annullare lo svantaggio iniziale. L’1-1 si conferma peraltro come il risultato più presente nel derby tra le due maggiori realtà calcistiche cittadine. Si è infatti verificato in ben cinque dei sin qui undici precedenti di campionato. A seguire, con quattro apparizioni, l’1-0 (tre volte a favore della Vigor, una del Sambiase).

Un pari, quello maturato ieri pomeriggio, che ha quasi il sapore di una sconfitta per Ottonello e compagni, in virtù dei concomitanti, nonché larghi, successi delle due battistrada Isola Capo Rizzuto e Cittanovese, ora distanti, rispettivamente, otto e sette lunghezze.

“Il derby è sempre una partita difficilissima – esordisce, in sala stampa, il tecnico della Vigor, Angelo Andreoli -. Sapevamo fossero molto pericolosi soprattutto sui calci piazzati avendo dei specialisti, e così è stato. Dopo averli un po’ sofferti nella prima frazione, allorquando abbiamo fatto troppo ricorso al lancio lungo, devo però dire che dopo il riposo siamo tornati in campo con un piglio diverso. Abbiamo palleggiato di più, ricorrendo quindi all’arma che ci ha sin qui dato maggiori soddisfazioni; peccando tuttavia in occasione dell’azione del loro rigore, sebbene sia stata immediatamente  preceduta da un altro penalty (presunta spinta da dietro di Diop su Caliò ndr) però a noi non concesso e che, se accordato, avrebbe probabilmente chiuso la gara. Ad ogni modo, non dovevamo farci trovare scoperti su quella loro ripartenza visto che eravamo in vantaggio 1-0 e giocavamo peraltro in casa”.

Non è comunque stata una Vigor particolarmente pimpante, anzi piuttosto contratta. “La squadra ha cercato di proporre il gioco che sin qui ci ha dato soddisfazioni. Ci siamo tuttavia un po’ snaturati perché con l’arrivo di Russo, uno che sulle palle alte ci garantisce una soluzione aggiuntiva, forse abbiamo fatto un po’ il gioco loro, ch’erano ben chiusi dietro, eccedendo in qualche lancio lungo. Una formazione come la nostra con spiccate doti tecniche e piedi eccelsi deve cercare maggiormente la manovra palla a terra. Questa potrebbe essere un po’ la chiave del match anche se bisogna considerare che loro erano stati caricati al massimo tenendo tantissimo a questa partita. Per noi, invece, era importante solo perché poteva regalarci tre punti utili a cercare di scalare la classifica, al di la dell’avversario di turno”.  

Andreoli riconosce anche i meriti dell’avversario. “Sono stati bravi anche loro. Dopo l’espulsione, sinceramente abbiamo anche rischiato di uscire sconfitti. Alla fine, perciò, prendiamoci questo punto e ripartiamo consci delle due gare (domenica prossima in casa del ReggioMediterranea ed il 22 la finale regionale di Coppa Italia contro lo Scalea ndr) che ci restano da giocare in questo fine 2016 e che potrebbero schiuderci delle porte importanti per il nostro futuro”.

Il tecnico di Fuscaldo ritorna  sull’episodio dubbio in area giallorossa che ha immediatamente preceduto l’1-1. “Non era dubbio, piuttosto il fallo era netto. Non ci siamo mai lamentati, ma stavolta il rigore per noi ci stava tutto. Senza contare che qualora ci fosse stato accordato, non si sarebbe verificata l’immediata ripartenza costataci il penalty dell’1-1. Non dimentichiamo che nell’occasione abbiamo schierato dal primo minuto due giocatori arrivati in settimana, senza avere avuto perciò il tempo di assimilare determinati meccanismi”.

“Il campionato resta un obiettivo  - non demorde il trainer vigorino - e gli anni passati insegnano che non bisogna mai mollare perché fino alla fine può sempre succedere di tutto. Ovvio che adesso le distanze da chi ci precede sono aumentate, ma non c’è ancora niente di definitivo. L’importante adesso è chiudere con una vittoria il girone d’andata”.

Giudizio positivo sui nuovi. “Guttà l’ho conoscevo sicuramente meno rispetto a Russo ed a Caliò. Quest’ultimo l’ho avuto nella Rappresentativa per due anni e quindi sono ben consapevole del suo valore. Ha piede e gamba e può fare ancora meglio avendo tanta qualità. Sono perciò convinto che ci regalerà tante soddisfazioni al pari di tutto il restante parco under. Adesso siamo messi abbastanza bene sul versante dei fuoriquota, avendo a disposizione diverse opzioni a seconda del tipo di partita”.

Chiediamo se la partenza di Conversi sarà rimpiazzata con l’ingaggio di un altro attaccante over. “Stiamo cercando di trovare un altro calciatore con le sue caratteristiche, e stiamo vagliando un paio di soluzioni. Anche perché la sua non era una partenza prevista. E’ stata un’espressa richiesta del ragazzo e non c’è stato verso di trattenerlo. Peraltro, trattenere qualcuno contro la sua voglia penso sia solo controproducente. Dispiace perché Conversi ci aveva portato ad ottenere importanti risultati, risultando determinante in diverse partite. Da qualche settimana non stava più giocando ai livelli d’inizio stagione? Abbiamo fatto un discorso abbastanza chiaro con tutti. Tutti i singoli devono sentirsi protagonisti di un progetto importante. Tutti sono utili, ma devono capire che ci sono determinate dinamiche da rispettare, regola degli under in primis. Non so poi cosa ha indotto Conversi a chiede di essere ceduto. Anche se Russo ha comunque una buona gamba, a dispetto della stazza, è normale che abbia caratteristiche diverse da quelle che aveva Conversi. Senza tralasciare che quando si cambia squadra, a volte c’è bisogno di un po’ di tempo per integrarsi nei nuovi meccanismi di gioco. Se c’è la possibilità che vada via qualche altro big? Assolutamente no. A meno che non impazzisce qualcun altro decidendo di punto in bianco di andar via”.

Sul versante giallorosso, mister Giuseppe Saladino può dichiararsi soddisfatto della prestazione dei suoi. “Risultato giusto. Ci aspettavamo una partita di qualità della Vigor Lamezia. L’abbiamo preparata cercando di non farli giocare sia in mezzo al campo, sia a limitarli sul lato dove operava Crucitti . Abbiamo preso un gol da stupidi, consentendogli di fare una giocata veloce. Tant’è che per la rabbia ho probabilmente fatto anche qualche danno in panchina e mi dispiace. Alla fine ho comunque fatto i complimenti ai miei e sono contento anche perché è stata una giornata di sport. Le impressioni nel ritornare al D’Ippolito da avversario? Bellissime, fantastiche. Adesso però casa mia è il Renda ed è ugualmente bellissimo”.

Inutile dire come per Saladino  questo derby avesse un sapore di rivalsa dopo la delusione estiva dovuta al fatto di essere stato a lungo indicato come nuovo allenatore in pectore dei biancoverdi, prima che il club di via Marconi decidesse di virare su Angelo Andreoli. “Nel secondo tempo, se avessimo avuto più testa avremmo potuto fare male. Non che i ragazzi non ce l’abbiano, il fatto è che ci manca un centrocampista centrale, e questo lo sanno pure le pietre ormai a Sambiase, capace di far girare la squadra. Se arriverà o meno non lo so (a tal proposito sfumata la trattativa con l’ex Cosenza Crescibene ndr), l’importante per noi è salvarci cercando di evitare i play-out. Quando sono arrivato la squadra aveva soltanto 5 punti, ora ne abbiamo 16 e sono contentissimo. Peccato perché si erano create le condizioni per vincerlo del tutto questo derby, ma va bene così”.

Quanto al rigore reclamato dalla Vigor, l’ex secondo di Novelli ed Erra, afferma che “sinceramente non l’ho visto”.

“Se vuoi sperare di far risultato contro questa Vigor Lamezia, - prosegue Saladino - devi affrontarla giocando con grande intensità. Viceversa loro hanno tutte le qualità per farti male. Non è un caso che ai miei avevo chiesto di correre a 200 all’ora e sono contento così. Dopo il gol di Russo abbiamo avuto una decina di minuti di sbandamento, poi abbiamo reagito anche se ci siamo fatti un po’ sopraffare dalla trance agonistica. Ci fosse stato qualcuno in mezzo al campo capace di ragionare, noi questa partita l’avremmo vinta. La prova di Gallo? Paolo è un trascinatore, un lusso per questa categoria. Ci prendiamo questo punto e siamo comunque soddisfatti”.

Trattasi peraltro del secondo consecutivo raccolto in trasferta, dopo che dalle precedenti sfide esterne i giallorossi erano usciti sempre sconfitti. “Fuoricasa ci manca un po’ di personalità. Dobbiamo osare di più, ma sempre con tranquillità. Bisogna comunque rimarcare che, da quando sono arrivato io, in trasferta abbiamo perso in casa di Isola Capo Rizzuto e Trebisacce, e sfido chiunque ad andare a fare punti sull’ultimo dei due campi menzionati”.

Derby da amarcord per Gennaro Porpora. “Contro la Vigor, nella quale ho militato sette stagioni, non avevo ancora giocato. Quindi non vi nascondo che la settimana per me è stata particolare. Una bella emozione, comunque, anche perché c’era tanta gente ed una bella atmosfera. Al di la del fatto che fosse un derby, questo per noi è un punto importante dato che ci consente di muovere la classifica”.

Il difensore di Posillipo, ma oramai lametino di adozione, ha seriamente “rischiato“ di giocare un brutto scherzetto al suo ex club. “Se avessi segnato, avrei esultato? Questo sinceramente non so dirlo. Ci tenevo comunque a far gol dato che volevo fare una dedica particolare. Purtroppo il mio colpo di testa è stato salvato sulla linea”.

“L’abbiamo preparata – prosegue Porpora in riferimento alla stracittadina -  puntando soprattutto sull’aggressività, anche perché consapevoli di avere qualcosa in meno rispetto ad una Vigor che ha allestito una rosa per vincere il campionato. Con tanta umiltà siamo perciò riusciti a conquistarci questo punto, sebbene alla fine avremmo potuto anche vincere qualora avessimo sfruttato meglio qualche contropiede”.

Un Sambiase  che ha barcollato dopo il gol subito, riuscendo però a non crollare per poi uscire fuorialla distanza. “Si, siamo riusciti a restare in partita e quindi a pareggiare grazie ad una ripartenza. Apprezzabile reazione la nostra”.

Partita di sacrificio, quella giocata dal centravanti Paolo Gallo,alla fine comunque decisivo. “Ero stanco ma l’adrenalina del gol mi ha poi portato a fare quella corsa sfrenata verso la curva opposta, occupata dai nostri tifosi. Credo di aver lottato sin dal primo minuto tra tre centrali, come Bertini, Ferraro e Varricchio, che sono tra i più forti della categoria. Una gara di sacrificio, quindi, nella quale ho giocato molto per la squadra. Rispetto ad altre gare sapevo che in questa mi sarebbe potuta capitare non più di un’occasione ed ho avuto la fortuna di capitalizzarla dagli undici metri. Mercuri stava per arrivarci? Antonio mi conosce bene essendo stato mio compagno la scorsa stagione a Sambiase. Quindi sapeva grosso modo come calcio i rigori. Anzi, proprio per questo ho un po’ cambiato rispetto al solito. E’ stato bravo a guardarmi fino alla fine riuscendo ad intuire il lato, ma era molto angolato e quindi non ci è potuto arrivare”.

Non potevamo non chiedere al bomber giallorosso la verità sulla sua breve parentesi estiva con la Vigor. “Devo ringraziare Antonio Morelli che mi voleva fortemente alla Vigor, di cui avevo deciso di sposare il progetto. Quella di tornare al Sambiase è stata soltanto una mia scelta personale. Ho voluto fare ritorno in un posto che mi aveva accolto benissimo, dove mi ero trovato bene e che voleva riconfermarmi. E quindi quando ho ricevuto la chiamata della società giallorossa, ho scelto di accettare e dir loro di si. Questo non cambia niente comunque, poiché al di la delle chiacchiere sono rimasto in ottimi rapporti con Antonio Morelli, il dt Sortino, mister Andreoli ed i miei ex compagni di squadra. Ripeto, è stata esclusivamente una scelta personale come quelle che fanno anche calciatori di serie A e B, quindi figuriamoci se non possiamo farle noi che giochiamo tra i dilettanti”. Il discorso torna sulla gara. “Caratterizzata da un agonismo molto elevato. Ho dovuto battermi contro tre centrali tra l’altro più prestanti di me. Era quindi scontato che dovevo cercare di rispondere ai colpi presi. Ho subito molti falli,ma ne ho fatti altrettanti. D’altronde queste sono le partite più belle, dense di lotta ed agonismo, in grado di farti tirare fuori anche ciò che pensi magari di non avere. E poi per noi oggi (ieri ndr) era importantissimo, anche alla luce degli altri risultati, portare a casa almeno un punto, che si può dire valga doppio. Anche perché legittimato dalla traversa di De Martino, dal salvataggio sulla linea di Varricchio e da qualche contropiede avuto nella ripresa. Dopotutto giocavamo pur sempre contro la Vigor, non certo l’ultima arrivata”.

Dulcis in fundo, l’attaccante del Sambiase  descrive l’azione del rigore procuratosi. “Ho fatto il contro movimento su Varricchio per anticiparlo. A quel punto mi sono sentito tirare da dietro sul collo e quindi mi sono buttato. Magari non ci sarei arrivato ugualmente su quella palla, però la trattenuta è stata netta”. 

Ferdinando Gaetano

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