
Reggio Calabria, 5 dicembre - La Redel, con un Soldatesca in meno, lasciato fuori per motivi disciplinari, va vicino alla vittoria sul campo della capolista Acireale. I reggini partono subito forte con Zampogna che mette a segno undici punti nel solo primo quarto, Acireale fa fatica e dopo essere stata sotto anche di dodici punti sul finale del mini tempo ricuce parzialmente il gap chiudendo la prima frazione sul punteggio di 18-24. Nei primi due minuti del secondo quarto entrambe le squadre non riescono a trovare la via del canestro. Coach Foti manda sul parquet Davide Naso che con un canestro da due muove il punteggio ma è Sebastiano Grasso a replicare anche lui con un canestro da due, a questo punto Acireale stringe le maglie difensive e coach D’arrigo ricorre alla panchina. L’inerzia del match comincia a pendere verso la squadra di casa, Polonara e Naso trovano con continuità la via del canestro mentre la Redel spreca di tutto in attacco subendo un parziale micidiale di 16 a 6 andando al riposo sotto di quattro punti ( 34-30 ), ma ancora in partita. Il terzo quarto si apre con due canestri di Polonara e Marzo che portano gli acesi sul più sette, la Redel sembra viva riportandosi sul meno due sospinta da Vazzana e Grasso, ma è solo un illusione. Porfido e Grosso bucano costantemente la retina degli ospiti, la Redel prova a reagire con Vazzana e Zampogna che limitano i danni permettendo ai reggini di rimanere a contatto e chiudere la terza frazione sul meno sei ( 54-48). Complici le rotazioni limitanti, la Redel sembra stanca. Naso sale in cattedra con canestri da tre punti e cattura rimbalzi in attacco, i reggini non tengono botta, unica nota positiva del tempo l’ingresso in campo di Semerano, che mette a segno 5 punti. Gli ospiti rimangono sempre sotto la doppia cifra di distacco senza mai arrivare vicina ai padroni di casa. Acireale vince con merito il match, per i reggini arriva la prima sconfitta esterna. In settimana dovranno essere tanti gli interrogativi da porsi per risollevare una situazione interna che ormai sembra inevitabilmente logorata.
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