
Lamezia Terme - Tanta rabbia ed amarezza nella conferenza stampa tenuta nel tardo pomeriggio di ieri dalla dirigenza della Virtus Basketball Lamezia per spiegare i gravi motivi che l'hanno indotta a gettare la spugna e ritirarsi da quel campionato di serie B nazionale conquistato, a suon di sacrifici, dopo una serie di tentativi nei quali si era soltanto sfiorato. "Non avremmo mai creduto - ha esordito il co-presidente Carmelo Pisani - che la problematica della chiusura del PalaSparti si sarebbe trascinata così a lungo e chissà per quanto tempo ancora. Una volta ufficializzato l'affidamento diretto dei lavori, non superando l'importo i 40mila euro, eravamo convinti che nel giro di un mese saremmo tornati a giocare ed allenarci nella nostra "casa". Non è stato così purtroppo. E' come se 10 mesi fa fossimo stati infettati da un virus che a poco a poco ci ha svuotato dentro. Abbiamo deciso di mollare perchè non ci sono più i presupposti per continuare in questo stillicidio". Piu' duro e diretto l'altro massimo dirigente Massimiliano Serrao: "Il PalaSparti non è che la punta dell'iceberg nel quale si è scontrato l'intero mondo sportivo lametino. La rottura definitiva si è avuta non appena siamo stati sfrattati anche dalla palestra di Savutano che, seppur non certo ideale per gli allenamenti di una squadra di serie B, in qualche modo ci stava consentendo di lavorare. A quel punto abbiamo detto basta, anche perchè ci siamo resi conto che al Comune non erano neanche a conoscenza di un certificato da loro stessi rilasciatomi nel 2014 e con il quale venivamo autorizzati ad usare per l'appunto la palestra di Savutano a patto di non consentire l'ingresso di pubblico. Oramai non potevamo allenarci neanche un giorno quando, invece, una squadra che milita nella cadetteria del basket ha bisogno di lavorare almeno cinque giorni la settimana".
"Oggi a Lamezia - ha proseguito Serrao - ad aver fallito è lo Stato. Centinaia di bambini non possono più fare sport nelle varie palestre che stranamente diventano inagibili soltanto il pomeriggio, mentre la mattina continuano ugualmente ad accogliere i nostri figli!". Serrao si augura che il sacrificio della V. Basketball Lamezia serva quantomeno a salvare tutte le altre realtà sportive della città. Il direttore generale Bruno Bertucci parte da questa mattina e dal tentativo ormai fuori tempo massimo del Prefetto Ferrandino di scongiurare ritiro del club lametino. "La ringrazio per la telefonata con la quale mi ha pregato di ritirare la rinuncia, ma ormai era troppo tardi per tornare indietro. Fermo restando che la prospettiva sarebbe stata quella di adoperarsi per cercare un impianto disponibile sul territorio regionale. Non avremmo risolto granchè insomma. Mantenere una squadra di B è come gestire un'azienda e non potevamo andare oltre anche perche' giustamente avevamo sottoscritto un accordo con diversi sponsor che in cambio chiedono la ribalta mediatica, cosa impossibile da garantirgli giocando sempre lontano da Lamezia. Quest'amara e vergognosa vicenda ci è costata, a livello di danno economico, una cifra a cinque zeri. Il Comune sarà da noi citato in giudizio per tutti i danni procuratici". Bertucci non le manda a dire alla Commissione Straordinaria ed alla dirigente del Comune, Alessandra Belvedere. "Con i lavori ormai finiti al PalaSparti, ci siamo visti sbattuta letteralmente la porta in faccia solo per aver chiesto di consentirci quantomeno di poterci allenare. Avessimo saputo già da prima, e non solamente ad ottobre, dell'ulteriore problema dei pannelli solari e del conseguente contenzioso tra il Comune ed una ditta privata, avremmo gettato la spugna gia' da mesi". Di mancanza di sensibilità da parte dei dirigenti comunali ha parlato anche Tommaso Colloca, presidente della Enjoy Basket Lamezia che milita in serie C: "Stiamo lavorando a far partire le denunce per dolo e/o colpa grave da parte di chi ci ha portato a quest'agonia sportiva".
Ferdinando Gaetano
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