
Reggio Calabria - Lo Sport come strumento di Welfare. Questa la sfida che il CSI lancia al mondo sportivo reggino e non solo; sono tanti i percorsi in itinere sul territorio della provincia di Reggio Calabria che saranno presentati dal Comitato locale alla prossima assemblea nazionale dell’Area Welfare e Promozione del Centro Sportivo Italiano. “Storie di vita, storie di passione, poco dissimili da quelle che portano a strutturare fiction come L’oro di Scampia che narra la vicenda di Gianni e Pino Maddaloni – afferma Paolo Cicciù, consigliere nazionale del CSI – a Reggio Calabria esistono realtà border line che attraverso lo Sport riescono a ricongiungere percorsi di integrazione sociale al sano divertimento”. Nell’archivio nazionale delle “buone prassi” che, con i 70 anni di vita ed il milione di soci, il CSI può vantare, proveranno ad entrare alcune esperienze della nostra terra: la Scuola Calcio Etica e Libera “Don Milani” di Gioiosa Jonica, l’Associazione “Stefania Pennestrì”, il Centro Reggino di Solidarietà (Ce.Re.So.) e la Cooperativa “Piccolo Principe”, quest’ultime tre operanti sul territorio di Reggio Calabria.
“Una sorta di libro dei record, dove il vero obiettivo è l’uomo, spesso e volentieri nella “missione impossibile” di ridare la dignità agli invisibili: tossicodipendenti, alcolisti, rom, piccoli stranieri non accompagnati, detenuti in regime di libertà vigilata. Questi sono i “convocati” dal CSI: quelli che nessuno vorrebbe in squadra. Proveremo a regalargli una copertina e uno splendido sogno: incontrare, viso a viso, Papa Francesco”. “Abbiamo voluto passare in rassegna queste esperienze di vita – afferma il Presidente Provinciale Cicciù – perché per noi rappresentano dei vessilli. C’è bisogno di concepire nuovamente lo Sport a Reggio Calabria, di ripristinare i valori essenziali al centro: c’è la necessità di federare queste, ed altre, buone prassi per ridisegnare un modello di welfare sportivo che sia reale istanza di cambiamento della parte buona del territorio. Lo dobbiamo a tutti questi ragazzi, testimoni viventi che il cambiamento è parte integrante del percorso di vita. Come CSI stiamo studiando le soluzioni migliori, su tutte un progetto di educazione sportiva permanente ad Arghillà, per presentare alla Città, alle Istituzioni e alle Associazioni alcune proposte riformatrici; è un impegno che dobbiamo prenderci adesso, da realizzare nell’arco del prossimo biennio. Non siamo soli, - conclude Cicciù – nei nostri incontri ci sentiamo parte di un insieme: quella Reggio, questa sì, vera maggioranza silenziosa, che vuole realmente cambiare lo stato delle cose”.
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