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Lamezia Terme - Dopo l’ufficializzazione del nuovo organigramma societario, nonché della ripartenza dal duo Maglia-Costantino, peraltro entrambi già sotto contratto col club di via Marconi, la Vigor Lamezia si avvia ormai a scaldare definitivamente i motori e accingersi ai nastri di partenza di una stagione che non avrà mezze misure con nove promozioni ed altrettante retrocessioni. Dalle parole adesso ci si concentrerà esclusivamente sui fatti, per quello ch’è lo stile di vita e di lavoro del neo presidente Claudio Arpaia. “Quando ho accettato l’incarico, ho proprio pensato che sarò ricordato per sempre come il presidente della storica promozione nella serie C unica, oppure come uno dei tanti, purtroppo, presidenti retrocessi. Accetto questa sfida però, e sono convinto di raggiungere l’obiettivo lavorando sodo ogni giorno. Mi porterò dietro l’esperienza fatta nelle vesti di arbitro di calcio. Per me non esistono sotterfugi per raggiungere una vittoria. La lealtà sportiva deve prevalere ogni domenica. E poi metterò in pratica quella ch’è sin qui stata la mia esperienza in campo imprenditoriale dove tutto ciò che mi ritrovo, l’ho acquisito col sacrificio ed il lavoro di ogni giorno”. Lo sport ha sempre riempito la vita del quarantacinquenne massimo esponente vigorino. “Quand’ero piccolino, mio zio mi regalò un abbonamento alla Vigor degli allora Spelta, Di Cello e via dicendo. Poi ho intrapreso altre strade, praticando per diversi anni la pallavolo, prima che un infortunio non mi costringesse ad abbandonare. Da li in poi sono stato costantemente presente nel mondo del calcio avendo fatto l’arbitro con discreti risultati, tanto d’arrivare in serie D. Calcio che, perciò, sarà sempre lo sport della mia vita”.

A livello d’impostazione generale, la Vigor targata Arpaia non divergerà da quella a presidenza “mascariana”. “Mi ispirerò proprio a lui, essendo per me stato un maestro. Mi ha fatto capire come in questo sport non contino solo le parole, ma soprattutto i fatti. Quando ha parlato di rigore finanziario ed economico, devo riconoscere come sotto la sua gestione, per la prima volta nella storia della Vigor, ogni volta che ci riunivamo ha sempre presentato un bilancio provvisorio, con paletti ben precisi da rispettare. Si è sempre parlato di scadenze, di numeri; di cose concrete insomma”. Continuità a livello societario, dunque, mentre corposi cambiamenti sono previsti nel parco giocatori che andrà ad affrontare la nuova stagione. Anche n virtù della novità sul fronte minutaggio. Per accedere ai contributi previsti dalla Lega, per incentivare l’utilizzo dei giovani, bisognerà infatti impiegare ogni domenica un undici dall’età media non superiore ai ventiquattr’anni. “Quest’anno – risponde il massimo dirigente biancoverde - quello che c’interessa sarà portare avanti la squadra con le vittorie. E’ bello avere la migliore difesa, però ci attende una stagione senza mezze misure: o sarà bianco o nero. Nessun grigio insomma. Per cui allestiremo una squadra che la domenica dovrà puntare decisa a portare i tre punti a casa. In termini percentuali, direi che sarà confermato non più del 30% della rosa dell’ultima stagione”.

Sostanziosi innesti si prevedono in particolar modo nel reparto avanzato, specie qualora non dovessero rimanere neanche i vari Longoni e Zampaglione, e non per volontà del sodalizio calabrese. Il primo ha infatti espresso il desiderio di tornare a giocare definitivamente nella sua Argentina, mentre il secondo è di proprietà del Chievo. Un nome uscito recentemente alla ribalta, come elemento papabile a vestire il biancoverde, è quello della seconda punta Paolo Carbonaro, fresco di retrocessione con quell’Hinterreggio a cui nell’ultimo mese e mezzo, tra le quattro giornate di squalifiche rimediate ed un fastidioso infortunio, le sue prestazioni ed i suoi gol sono mancati come il pane. Proprio in riva allo Stretto, dove è arrivato via Catanzaro lo scorso gennaio, il calciatore nato a Palermo ventiquattro anni fa ha vissuto la sua migliore (mezza) annata. Ben sette, difatti, le realizzazioni nelle tredici presenze collezionate alle dipendenze di mister Venuto. Grande tecnica nell'uno contro uno, il trainer siciliano ha saputo trovargli una posizione un tantino anomala, ma decisamente redditizia, nel suo 3-5-2. Quella d’interno di centrocampo (una sorta di mezz'ala offensiva di fatto) in grado di fungere da collante tra il reparto centrale e l’attacco, divenendo un esterno offensivo oppure un trequartista a seconda degli sviluppi assunti dalla manovra. In pressing, sulla seconda punta siciliana (Fofò Ammirata, che l’ha avuto alle proprie dipendenze nella Primavera del Palermo, ne ha sempre parlato benissimo) però ci sono diversi altri club. A partire dalla ricca Salernitana di Lotito e Mezzaroma, ma anche Gavorrano e Borgo a Buggiano.

Ferdinando Gaetano

 

Figlio d’arte

Auguri al ventitreenne Francesco Maglia, figlio dell’attuale diesse biancoverde, che ha superato il Corso di Direttore di Gestione Sportiva organizzato dal settore tecnico della Figc in collaborazione con l’Adise.

Ferdinando Gaetano

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