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Lamezia Terme - Dopo  nove successi consecutivi “rallenta” la capolista Catania.  Ieri, a Lamezia, per i rossazzurri è infatti arrivato il secondo pari nelle ultime tre uscite. Nelle prossime domeniche scopriremo se si sia trattato di una piccola flessione, dovuta anche all’aver inconsciamente un po’ gestito l’ampio vantaggio sulle più immediate inseguitrici, oppure se qualcosina si è davvero inceppata nella macchina da guerra etnea. Per il momento i  numeri sintetizzano al meglio la forza tecnica della capolista: +10 sulla seconda, unica compagine del girone ancora imbattuta, attacco più prolifico e miglior difesa. Nelle ultime settimane si è invece parecchio accorciata la classifica tra la seconda e la terzultima, con ben quindici squadre nel fazzoletto di 10 punti.  Le vittorie conquistate ieri da Ragusa, Sant’Agata e Castrovillari, unite ai pareggi di Catania, Lamezia, Vibonese e Locri, hanno reso ancora più folta e fluida la lotta per la zona play-off, con sei club racchiusi nel fazzoletto di appena quattro lunghezze. Dopo i primi 1080’ di campionato, c’è ancora una formazione che non ha  mai pareggiato ed un’altra a secco di vittorie. Si tratta, rispettivamente, di Sant’Agata e di Mariglianese, con quest’ultima che deve tuttavia recuperare la sfida esterna con il Canicattì.

La terza gara ufficiale giocata a Lamezia dal blasonato Catania è dunque terminata con lo stesso risultato delle due precedenti:  1-1. Era già successo contro la Vigor Lamezia, sempre al D’Ippolito, nell’edizione 1989-90 della Coppa Italia di serie C, e contro il Catanzaro, ma al Carlei (quindi sempre in terra lametina), nel campionato di serie C2  1998-99. Un Raffaele Novelli  un tantino nervoso, nonostante la buona prestazione dei suoi e l’assenza, stavolta, di decisioni arbitrali controverse, quello presentatosi in sala stampa al termine del big-match della dodicesima giornata. “Abbiamo giocato con personalità e spensierati. Partiti bene creando tre palle gol nella prima mezzora, senza al contempo concedere niente ad un avversario che ha grande qualità in tutti i reparti. A livello collettivo e nell’attacco agli spazi, la mia squadra ha fatto ciò che doveva fare. Grazie alle sue grosse individualità il Catania ha trovato il gol alla prima vera chance. Noi, invece, creiamo bene le occasioni però poi prendiamo qualche traversa  o non siamo sufficientemente cinici.  Ma possiamo ancora crescere tantissimo a mio avviso. Abbiamo degli attimi nei quali diamo la sensazione che, spingendo un pochino in più ed essendo meno frenetici,  si possono vincere certe gare”.

Il tecnico italo-svizzero  non è tanto d’accordo quando gli si fa notare che al di la dei diversi rigori sinora assegnati  ingiustamente alle avversarie di turno dei gialloblù, pesano come un macigno sul distacco dalla vetta le scialbe prestazioni interne  contro Santa Maria e Licata. Gare nelle quali, al netto dei decisivi errori commessi dal giovane Mataloni, Maltese e compagni hanno messo in campo neanche il 30% della determinazione, cattiveria agonistica e corsa invece vistesi ieri contro la capolista.  “Gli errori arbitrali commessi ai nostri danni sono tutti documentabili dalle immagini. Episodi che ci sono costati non solo punti pesanti, ma anche sotto l’aspetto  morale. Nonostante ciò stiamo reagendo , dobbiamo crescere e creare presupposti positivi. Poi ci sta qualche gara giocata con meno qualità, ma che magari riesci a vincere ugualmente grazie alla giocata di un singolo. A noi, paradossalmente, manca proprio quella partita brutta, giocata male ma portando comunque a casa i tre punti. Se il Catania ne ha dieci più di noi, è perché li ha meritati comunque. Finora si è  dimostrato più forte di noi. Ha fatto dei grandi investimenti  prendendo, in tutti i reparti, giocatori di un certo spessore. Basta vedere le loro sostituzioni.  Fermo restando che io mi tengo stretto i miei di giocatori e non ne vorrei neanche uno di quelli del Catania”.

A chi gli chiede il motivo per cui negli ultimi 20’  non abbia deciso di far entrare Ferreira o Fangwa al posto dello stanco Crisafi, Novelli ha risposto “dimenticate che si gioca anche con i 2004 e che per fare entrare un attaccante avrei dovuto fare due cambi, uno dei quali in difesa”. In realtà di 2004 ce ne stavano già due in campo: De Luca e lo stesso Crisafi, più i 2002 Mataloni e Miliziano. Quindi è vero che per far entrare Fangwa  o Ferreira doveva fare due cambi, ma non necessariamente togliere un difensore. Sarebbe bastato togliere un centrocampista over, quindi Cristiani o Emmanouil, sostituendolo con un altro  under , ovvero  Borgia e, contemporaneamente, far entrare Ferreira o Fangwa al posto dell’argentino Crisafi.  La verità, ma non ci sarebbe stato niente di male a dirlo, è che probabilmente  ha voluto giocare fino alla fine con tre centrocampisti d’esperienza. Scelta, ripetiamo, più che legittima  Ha infine chiarito che Cunzi nelle ultime due gare è andato in tribuna “poiché  ha problemi fisici. Oggi (ieri ndr) abbiamo  recuperato  tre elementi, tra cui Maltese che non era in grado di giocare di più su un terreno così pesante dato che era reduce dall’elongazione muscolare  accusata contro il Licata”.

Il tecnico ospite Ferraro si è detto soddisfatto del pari. “Fatto la gara giusta contro una squadra ch’era seconda  e che, come la nostra, era partita per  vincere il campionato.  L’avversario più difficile tra quelli finora affrontati, anche perché essendo dietro di 10 punti loro ovviamente dovevano far di tutto per provare a vincere in modo da metterci pressione. Complimenti ai miei perché non era facile far risultato, peraltro sul primo campo davvero pesante della stagione. Abbiamo dato un segnale importante insomma oggi, pur con il massimo rispetto per gli avversari”.

Fer.Gae.

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