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Lamezia Terme, 21 novembre - Per quel che abbiamo visto nei filmati e letto dalle cronache, quella di Teramo è stata una sconfitta tutto sommato meritata. Non si può infatti  pretendere di far risultato facendosi vedere, durante gl’interi novanta e passa minuti, dalle parti del portiere avversario esclusivamente con un colpo di testa fuori bersaglio ed una punizione dalla distanza alzata senza grossi problemi in angolo dal numero uno avversario. Anche perché, di contro, i biancorossi di Cappellacci si sono presentati almeno tre volte a tu per tu con Forte, esclusa l’azione del gol e quello successivamente annullato ai locali che, altrimenti, avrebbero chiuso definitivamente i giochi. Al Nuovo Comunale di Piano d’Accio si è insomma vista una delle più brutte, se non la più brutta, Vigor Lamezia della stagione.  “Il Teramo ha disputato una grandissima partita, soprattutto a livello agonistico, mentre la Vigor – ha osservato mister Costantino nelle consuete interviste d’inizio settimana - ha fatto qualcosa in meno.  La maggiore determinazione messa in campo dagli avversari si è rivelata decisiva. Nel primo tempo entrambe le squadre hanno giochicchiato creando davvero poco. Nella ripresa abbiamo subito beccato gol su calcio d’angolo per una nostra disattenzione, anche se Speranza è elemento molto forte nel gioco aereo, questo giusto per riconoscere anche i meriti agli avversari. A quel punto dovevamo reagire, ma a mio avviso c’è mancata la grinta necessaria per farlo. Come mai? Ritengo sia dipeso da più fattori. In primis, come già detto, per le fortissime motivazioni dell’avversario, che ha usato tutti i mezzi lecitamente possibili per far sua la gara. In secondo luogo a causa di un terreno di gioco del tutto particolare e nel quale ci siamo trovati decisamente male. Quello di Teramo è un sintetico molto duro, con la palla che schizza via veloce appena tocca terra. A mio avviso non è neanche idoneo per giocarci una partita di Lega Pro. In terzo luogo ha influito l’esserci venuti a mancare, sotto il profilo agonistico, tre-quattro calciatori over, e la squadra ne ha inevitabilmente risentito. Globalmente, è comunque stata la nostra gara meno positiva”.

Un’involuzione a livello di occasioni create, negli ultimi 180’, che il tecnico dei biancoverdi si spiega così. “Nel gioco del calcio esiste pure l’avversario. Non c’è solo la Vigor in campo. Il secondo tempo un po’ sottotono col Fondi è dipeso sia dalla pesantezza del terreno di gioco, dalle caratteristiche dell’avversario, e sia dalla tensione generata dal fatto che volevamo e dovevamo vincere. Il che ci ha portato a fare una scelta che, per com’è poi finita la gara, si è rivelata azzeccata. In pratica è stato un atteggiamento voluto quello di attaccare di meno e badare maggiormente a chiudere gli spazi. Ingenerosi i giudizi sui miei ragazzi e sui giovani in particolare, vedi Crialese, Giacinti, Catanese, i quali a mio avviso domenica hanno invece  fatto bene. Non si fa una grande partita soltanto quando si arriva sottoporta e si fa gol o si sforna l’assist vincente, ma anche quando si corre, si lotta, ci si difende”.

Da quanto abbiamo visto in queste prime dodici giornate,  per quanto ci riguarda, ci saremmo aspettati qualcosina in più da tutti, over ed under. Poi, naturalmente, c’è chi sta facendo meglio e chi meno, ma quello che non sta complessivamente funzionando è sotto gli occhi di tutti. In primis la scarsa finalizzazione sottoporta. Nel calcio, è risaputo, per vincere non basta giocare bene, e produrre palle gol a iosa, se poi in organico non c’è il marpione di turno in grado di buttarla dentro senza tanti complimenti. Pecca, questa, costataci carissimo nella semifinale play-off di ritorno con la Paganese, nonché nell’attuale stagione in occasione delle sfide casalinghe, dominate e paradossalmente perse o al massimo chiuse sul nulla di fatto, con Martinafranca, Salernitana ed Aprilia. Al momento, eccezion fatta per le prodezze balistiche di Mangiapane, l’unico ad averci dato l’impressione di essere freddo e concreto negli ultimi sedici metri, ci è parso Rana, prima, purtroppo, dell’infortunio dal quale, però, ha ormai recuperato.

Ed in previsione del match di domenica col Chieti, pure in virtù dell’indisponibilità degli squalificati Mangiapane e Marchetti (quest’ultimo addirittura per due turni a seguito dell’ingenua espulsione rimediata nei minuti finali) non poteva mancare proprio la domanda a proposito del possibile utilizzo di Rana e Petrilli, ovvero dei due elementi che, per un motivo o l’altro, non hanno fin qui fornito il contributo che da loro ci si aspettava alla vigilia.  “Dobbiamo capire che ci sono anche altri giocatori che stanno bene. Ad inizio stagione neanche Castaldo giocava e non mi chiedevate come mai. Probabilmente perché era un difensore, mentre in questo caso si parla di attaccanti e ci si pone maggiormente il problema. Ad ogni modo ricordo che Rana ha sempre giocato prima d’infortunarsi. Petrilli ha a sua volta iniziato il campionato giocando titolare a Gavorrano e non solo. E’ poi normale che Castaldo e Mangiapane, ovvero i due innesti delle ultime quattro partite, hanno fatto bene, ed in tredici non possiamo giocare. Per un equilibrio di squadra, ultimamente ho quindi ritenuto far giocare loro due e non Petrilli e Rana. Chi in questa settimana starà meglio, giocherà domenica”.

Sempre a proposito della punta barese, abbiamo personalmente chiesto a mister Costantino quanto lo stesso Rana e De Luca possano coesistere nell’attuale 4-2-3-1,  ed eventualmente se stesse magari pensando ad un 4-4-2 proprio per permettergli di agire uno a fianco dell’altro. “Dalla seconda alla quarta partita i due hanno giocato assieme, per cui potrò riproporli entrambi. Ma penso soprattutto un’altra cosa: che Rana sia un ottimo giocatore e che se riesce a mentalizzare di partire un po’ più da dietro e usare le caratteristiche che ha, possa benissimo fare la punta esterna. In questi giorni lavorerò  pure su quest’opzione”.

Scontata la domanda incentrata sull’eventuale opportunità di giocarsi in questo frangente uno dei tre bonus previsti circa i tre under da schierare ogni domenica ai fini del minutaggio. “Concordo come non sia certo un delitto giocarsene uno. Bisogna tuttavia tener conto del fatto che proprio in virtù di questa regola, per noi ormai diventata un’abitudine, durante la settimana lavoriamo sempre in un certo modo a livello tattico e di schemi, cioè provando quasi esclusivamente assetti e formazioni che prevedano la presenza dei tre fuoriquota. Fermo restando che non siamo certo solo noi ad aver aderito a questa regola, bensì  circa l’80% delle formazioni dell’intera Lega Pro”.

L’ex allenatore di Campobello di Mazara e Rossanese si sofferma pure sui dati statistici che vedono indiscutibilmente la sua Vigor vantare la migliore difesa ed al contempo il secondo peggior attacco del campionato. “I numeri dicono inequivocabilmente questo, però se andiamo a guardare quello che siamo riusciti a creare ed a non concretizzare, ritengo non si possa certo parlare di una squadra dalle caratteristiche spiccatamente difensive. Che poi non sia cattiva sottoporta, su questo non ci piove. Ma non è una cosa voluta, nel senso che magari riserviamo più attenzione e lavoro alla fase difensiva e meno a quella offensiva. Piuttosto, sono situazioni particolari. Penso, ad esempio, ai tre gol beccati in una sola partita, ad Aversa. Restano pur sempre  numeri che ti fanno un po’ riflettere, ma non li ritengo determinanti in tale frangente. Per cui guarderei soprattutto alle prestazioni”.

Ferdinando Gaetano

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