
Lamezia Terme - Il 2 luglio 1973 l’allora presidente dell’Aia Giulio Campanati comunicava la decisione di voler istituire una nuova Sezione ricadente nel territorio di Lamezia Terme, nominando Francesco Pisani Commissario Straordinario. L’anno successivo gli associati eleggono il primo presidente nella figura di Gianfranco Agapito. Seguiranno lo stesso Pisani, Domenico Olivadoti ed Eugenio Viterbo, presidente attualmente in carica il quale, prendendo per primo la parola, nel corso della celebrazione per il quarantennale dalla fondazione della locale Sezione, tenutasi al Teatro Umberto lunedì scorso, ha fatto un veloce excursus di questi primi quarant’anni di vita della Sezione, non senza menzionare alcuni storici fischietti lametini quali, tra gli altri, i compianti Igino Lucia ed Egidio Ventura (soprannominato giù-giù!) che, dopo aver appeso “il fischietto al chiodo” ha intrapreso con profitto la carriera di osservatore arbitrale, tanto d’arrivare a farlo in serie A. Altri nomi di spicco del locale panorama arbitrale sono stati Alfonso Morelli e Armando Mercuri, assieme al già citato Ventura, negli anni cinquanta; Giuseppe De Fazio, Francesco Gratico, Gianfranco Agapito, Francesco Pisani, Antonio Sdanganelli, Domenico Olivadoti, Franco Bruno, Livio Caputo, Aldo Cuda e Carmine Battimelli nel ventennio ’60-’70; Vincenzo Giampà, i fratelli Antonio e Fabrizio D’Agostino, Claudio Arpaia (attualmente presidente della Vigor Lamezia), Pino Cosentino, Pino Gigliotti, Antonino Bova, Franco Aiello, Pietro De Sensi (gli ultimi due ex assistenti in serie C) negli anni ottanta.
Ricordando le varie sedi che hanno ospitato in questi quattro decenni le “giacchette nere” cittadine, ovvero quelle di via Oberdan, prima storica sede, via Carducci, il locale Palazzetto dello Sport, via Ginnasio, via Po’ e l’attuale via Crati, Viterbo ha osservato come “non so oggi come sarebbe stata la mia vita qualora non avessi fatto l’arbitro, di certo, però, non sarebbe stata migliore”. Si sono quindi succeduti gl’interventi degli esponenti politico-istituzionali che hanno inteso portare il proprio saluto (il vice-prefetto aggiunto Eugenio Pitaro, l’assessore comunale allo sport Rosario Piccioni ed il presidente del consiglio regionale Francesco Talarico), nonché dei vari componenti l’Aia regionale e nazionale presenti per la ricorrenza, su tutti il presidente nazionale Marcello Nicchi. “Avendo ormai quarant’anni sulle spalle - ha rimarcato il presidente del CRA Calabria Stefano Archinà - la Sezione di Lamezia deve acquisire sempre maggiore consapevolezza del proprio ruolo”. Di Sezione geograficamente strategica per l’intero movimento calcistico regionale ha parlato, dal canto suo, il massimo dirigente del Comitato Regionale della LND, Saverio Mirarchi. Oltre a Nicchi, per l’occasione a Lamezia sono giunti altri due esponenti di spicco dell’Aia: Maurizio Gialluisi, componente del Comitato Nazionale, ed il vice dello stesso Nicchi, Narciso Pisacreta, il quale ha paragonato la Sezione “alla stregua di una palestra di vita, di un’ agenzia educativa che non dev’essere più considerata periferia ma centro”.
Marcello Nicchi durante il suo intervento ha rimarcato, a suon di numeri, il ruolo cruciale rivestito dal mondo arbitrale nel mantenere in vita il movimento calcio in Italia. “Arbitri portatori di regole, di civiltà ed educazione” ha proseguito, invitando, a tal proposito, “dirigenti, calciatori e stampa ad un comportamento collaborativo nei confronti dei direttori di gara, senza andare continuamente a polemizzare su qualche fisiologico errore che, in quanto tale, ci sarà sempre al pari di quelli commessi in campo dai calciatori”. “Ogni volta che scendo in Calabria - ha aggiunto l’ex fischietto aretino - mi sento sempre di più come se fossi a casa mia. Essere presidente di un’associazione che conta 35 mila tesserati mi occupa ed impegna tantissimo del mio tempo, ma lo faccio con grande piacere perché non c’è cosa più gratificante. I nostri arbitri sono i migliori, ugualmente bravi e professionali sia che siano di Aosta o di Agrigento, e ve lo garantisco dato che mi tocca rapportarmi con quelli degli altri paesi. Per cui vanno solo protetti e ringraziati per la grande passione ed il coraggio che ci mettono, dovendo, purtroppo, spesso fronteggiare, nelle categorie inferiori, atteggiamenti e comportamenti che di civile hanno ben poco. Eppure siamo noi a tenere in piedi il sistema calcio. Se solo ci fosse la collaborazione di tutti, credetemi, non avremmo rivali considerato, pure, che come Federazione possiamo vantare la bellezza di quattro titoli mondiali in bacheca”. Particolarmente toccante la premiazione, da parte dello stesso Nicchi, agli associati Gianfranco Agapito e Franco Pisani, i quali proprio nel 2013 hanno raggiunto l’ambito traguardo dei cinquant’anni di anzianità federale. Premiati anche gli arbitri ed assistenti lametini promossi, sempre in questo 2013, alla categoria superiore: Giovanni Luciano, Valerio Vecchi, Antonio Belsito (che, tra l’altro, ha intrattenuto i presenti con un’applaudita performance artistica imperniata sulla domenica-tipo di una terna arbitrale), Luca Sportelli, Lucy Molinaro, Roberto Cantafio, Davide Buccinnà, Cosimo Di Benedetto e Simone Prudente.
Il tutto in un Teatro Umberto gremito da attuali ed ex associati, semplici sportivi e da una piccola rappresentanza della stampa cittadina anche se a balzare un po’ all’occhio è stata l’assenza totale di qualsiasi emittente televisiva locale o regionale, nonché delle varie società calcistiche cittadine. Al contempo, però, ci sentiamo anche di evidenziare come sarebbe stato probabilmente più opportuno, e giusto, far moderare l’evento ad un giornalista lametino, visto che la “festeggiata” era proprio la locale Sezione, piuttosto che ricorrere a colleghi di altre città. Ma quest’ultima vuole essere giusto una nostra modesta considerazione, e non certo una critica o nota di demerito. Sempre in platea, non è passata inosservata la presenza di tutti gli undici presidenti delle varie Sezioni Aia sparse sul territorio regionale, dell’assistente paolano Salvatore Longo (unico calabrese attualmente in serie A), di Francesco Squillace (componente Can D), Franco Falvo (componente Can5), del vice-responsabile settore tecnico Francesco Milardi, dell’ex presidente del CRA Grani, nonché del responsabile dell’osservatorio nazionale sulla violenza contro gli arbitri, Filippo Capellupo.
Ferdinando Gaetano
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