
Lamezia Terme - Nel giorno che ha visto spettatore d’eccezione sugli spalti, poco affollati nonostante l’orario ideale e la giornata tipicamente primaverile, l’eroe azzurro di Italia ’90 Salvatore Schillaci, la Vigor festeggia la matematica permanenza nella terza serie nazionale. Nonostante la presenza in tribuna, nelle vesti d’inviato della nota trasmissione “Quelli che il calcio”, del già citato “Totò Nazionale” e dell’ex attaccante della Vigor Lamezia 2004-05 Emilio Belmonte (per lui, in quel torneo di C2, ventisette presenze condite da ben 13 gol), c’è voluto il gol di un difensore, al quinto ed ultimo minuto di recupero, per evitare lo 0-1 finale. In sala stampa, non poteva che presentarsi un Alessandro Erra disteso e sorridente in virtù dell’ormai raggiunta matematica salvezza. “Siamo felici ed orgogliosi per aver raggiunto l’obiettivo in netto anticipo. Il che la dice lunga sul tipo di campionato che si è fatto. Un grazie va a tutti coloro che hanno profuso grande impegno e dedizione alla causa biancoverde. A chi dedico questa salvezza? In primis mi verrebbe da dire alla mia famiglia dato che come sapete quest’anno sono stato lontano da loro. Ma allo stesso tempo a tutti coloro che hanno creduto in me e che mi hanno dato quest’opportunità importante di allenare tra i professionisti. Non voglio fare nomi per timore di dimenticarne qualcuno, il che non sarebbe corretto”.
Nell’occasione, non si è tuttavia vista una grande Vigor. Soprattutto nel primo tempo. “Quando si è in una posizione tranquilla di classifica - osserva - purtroppo può capitare che cali un po’ l’attenzione. N’è venuta fuori un po’ la classica partita di fine stagione. Probabilmente avrà potuto incidere anche l’aver schierato più di un calciatore che sin qui aveva trovato poco spazio. Cosa che farò anche domenica prossima a Barletta, visto che nelle successive, nonché ultime, tre giornate non varrà la regola del minutaggio. In un certo senso, siamo stati aziendalisti fino in fondo”.
Nelle ultime tre gare, però, si dovrebbe tornare a schierare la formazione tipo. “Con i ragazzi ero stato chiaro nel dire loro che in queste ultime cinque partite avrei dato spazio anche a chi ha giocato meno. Accadrà anche a Barletta domenica prossima, mentre contro Casertana, Juve Stabia e Lecce ci sarà la possibilità di schierare qualche grande in più, in modo da potercela giocare con orgoglio anche contro squadre di una certa levatura tecnica ed essere, al contempo, giudici neutri della lotta play-off”.
A chi gli chiede quale sia stato il momento più difficile della stagione, Erra fa notare come “la partita persa contro il Savoia ci ha creato qualche scompenso psicologico da cui ci siamo ripresi bene. Grazie alla personalità e determinazione messa in campo dalla squadra in questo girone di ritorno. Forse a tratti siamo stati meno belli da vedere, ma più concreti. Anche con un punto alla volta siamo riusciti a raggiungere in anticipo l’obiettivo prefissoci alla vigilia”.
Parallelismi e differenze tra ultime due gare casalinghe. “Quando in gare sottoritmo si va sotto, non è poi facile rimontare visto che l’avversario poi si chiude. La nostra fortuna, per certi versi, è stata che stavolta siamo passati in svantaggio ad inizio ripresa, avendo quindi tutto il tempo per provare a recuperarla. Contro il Cosenza, invece, il gol l’abbiamo beccato ad una manciata di minuti dal termine ed è risultato decisivo. Il pari è giusto comunque. Abbiamo creato una serie di palle gol soprattutto nella parte finale della gara. Nel primo tempo, invece, ci abbiamo messo poca determinazione”.
Il trainer biancoverde fa notare come “la reazione al gol di svantaggio subito ha spesso funto da sprone, e da questo punto di vista la squadra è stata sempre brava a reagire in questo torneo. Cosa fondamentale per una squadra particolarmente giovane”.
“Sono state molteplici le cose che mi han fatto crescere. Esser stato a contatto con un gruppo variegato, sia sotto l’aspetto anagrafico che caratteriale, mi ha formato molto. La gestione del gruppo è stata quindi importante, anche se i ragazzi mi hanno agevolato il compito non essendosi mai tirati indietro. Hanno anche compreso scelte dolorose che a volte ho dovuto prendere, il che va a loro merito. Era pur sempre la prima volta che mi cimentavo, da allenatore, in un torneo così importante. E credo di averlo fatto con il giusto coraggio. Mi è piaciuto il fatto che squadra abbia ben interpretato questo mio coraggio giocandosela allo stesso modo contro chiunque, sia dentro che fuori casa”.
Facciamo notare come, proprio in ottica minutaggio, contro la Paganese ci saremmo aspettati la presenza in campo del classe ’95 Battaglia, anche perché reduce da un periodo positivo. Magari al posto di Papa. “Avrebbero poi giocato – ci risponde Erra - un po’ troppi giovani in un solo reparto quale quello centrale.Ho perciò deciso di far rifiatare Battaglia che tuttavia riproporrò nella prossima gara. Farò rifiatare un’altra giornata Malerba, invece, avendo tirato la carretta tutta la stagione. Ho insomma studiato le varie mosse a tavolino, cercando di far mettere minuti nelle gambe a chi ne ha di meno. Giudizio sull’esordio dal primo minuto di Maglia? E’ un ragazzo alla prima esperienza da titolare, per cui ha un po’ accusato l’emozione. Ha fatto il suo comunque. Adesso l’unico a non aver ancora trovato spazio è Pirelli, attualmente infortunato, ma sicuramente da qui alla fine anche lui avrà tale soddisfazione”.
A chi gli fa notare come il pari in extremis di Filosa abbia probabilmente evitato qualche fischio finale del pubblico, replica che “al triplice fischio sono piombato subito negli spogliatoi. I fischi li avrei accettati come ho sempre fatto, comunque. Così come gli applausi, fanno parte del gioco, non altre cose però (post Vigor–Cosenza docet ndr)”.
Quanto al proprio futuro, il tecnico di Pellezzano ammette che “in settimana ci vedremo con la società e valuteremo. Ritengo ci siano dei margini per poter proseguire questa mia esperienza con la Vigor. Dobbiamo valutare cosa significherà, eventualmente, puntare ad una squadra giovane anche il prossimo anno. Anche perché, per salvarci, probabilmente occorrerà una squadra più competitiva dell’attuale. Se sarei disposto a lottare nuovamente per la salvezza? Come tutti gli allenatori, mi piacerebbe lottare per il primo posto!”.
E’ il turno di mister Sottil. “Sicuramente oggi (ieri ndr) le nostre motivazioni erano superiori a quelle della Vigor che, dal canto suo, ha comunque fatto la sua partita. Primo tempo molto tattico, con entrambe le squadre che hanno tirato il freno a mano quanto a possibili ripartenze. Anche se noi abbiamo avuto una grande occasione con Deli davanti alla porta, che avrebbe potuto permetterci di sbloccarla già prima del riposo. Aurelio poteva incidere di più in qualche ripartenza. Nella ripresa la gara si è fatta più vivace”.
Ovviamente l’allenatore alessandrino mastica un po’ amaro per essere stati raggiunti proprio sul filo della sirena. “Ennesima beffa finale che ci ha privato della vittoria. Dispiace, anche se rimane un punto importante a quattro giornate dalla fine, tenuto conto dei concomitanti pareggi di Messina ed Ischia. Con entrambe, tra l’altro, vantiamo gli scontri diretti a favore. Rimane un po’ di rammarico perché non abbiamo subito granchè avendo attuato una buona fase difensiva sia riguardo ai cross arrivati da vie esterne, che centralmente. Purtroppo abbiamo pagato caro un errore di marcatura proprio nei secondi finali. Ma, per certi versi, ci ho ormai fatto l’abitudine, purtroppo”.
Paganese che può comunque ritenersi quasi al sicuro in virtù del +6 (7 se consideriamo gli scontri diretti a suo favore) sulle quintultime ad ormai 360’ dal termine. “Si è salvi soltanto quando lo certifica la matematica. Io almeno la vedo così. Adesso ci prepareremo per la grande battaglia di domenica prossima, contro l’Aversa Normanna, sul nostro campo”.
Ferdinando Gaetano
Commenti e Pagelle
Vigor Lamezia salva matematicamente con quattro giornate di anticipo. Più che per meriti propri, però, nell’occasione soprattutto per demeriti altrui (leggi mancate vittorie di Savoia, Ischia e Messina). Così, alla fine, pur non essendo arrivata quella vittoria che manca ormai da cinque turni, è bastato un colpo di testa all’ultimo respiro di Liberato Filosa per “liberare”, e proprio il caso di dire, l’undici lametino dalla “maledizione” Paganese e consentirgli di staccare il biglietto per il prossimo campionato di Lega Pro Unica. Un 1-1 che ha peraltro scongiurato che il match finisse con lo stesso risultato degli ultimi tre precedenti di campionato tra azzurro-stellati e biancoverdi. Pari ad ogni modo giusto per quanto (in verità non molto) fatto vedere dalle due compagini lungo l’arco dei 96’ di gioco. Una Vigor che, specie nel primo tempo, ha lasciato parecchio a desiderare quanto a determinazione, intensità e lucidità, complice pure la formazione parecchio inedita schierata da Alessandro Erra. L’ex tecnico di Gelbison e Sambiase ha inteso premiare chi ha sin qui trovato meno spazio per mettersi in vetrina. Va letto in quest’ottica l’esordio dal primo minuto del giovane Maglia, nonché la seconda presenza da titolare del pari età Di Marco. Senza tralasciare le assenze di Rapisarda e Scarsella, ed il dirottamento in panchina degli altri titolari Malerba, Spirito e Del Sante. Ma passiamo alle consuete pagelle biancoverdi post-gare interne.
PIACENTI 6 Per due volte è chiamato agli straordinari dal talentuoso Deli (un 94’ niente male). Nulla può, invece, in occasione del gol segnato dallo stesso numero undici ospite. Mezzo voto in meno per quell’uscita scellerata quasi in prossimità del centrocampo, fortunatamente costatagli solo il “giallo”
KOSTADINOVIC 6 Piuttosto dinamico, si propone con una certa frequenza anche se a volte pecca un po’ di precisione, tant’è che i suoi cross risultano spesso delle telefonate per Casadei.
FILOSA 6.5 Il suo colpo di testa al quinto ed ultimo minuto di recupero rompe, dopo oltre 470’, il digiuno realizzativo della squadra, ma soprattutto regala la matematica salvezza in virtù del +13 sulla quintultima ad ormai quattro giornate dal termine. Quinto gol tra i professionisti (uno tra l’altro segnato proprio alla Vigor, la scorsa stagione, con la maglia del Foggia) decisamente pesante, dunque. Riscattato pure l’involontario assist a Deli in occasione del momentaneo vantaggio campano
GATTARI 5.5 Meno bene rispetto a Filosa, e non solo per il colpo di testa da quest’ultimo finalizzato e pochi minuti prima invece non sfruttato a dovere dal capitano. Soffre più del previsto le accelerazioni di Deli che, in almeno un paio di circostanze, lo salta di netto
DI MARCO 5.5 Mezzo passo indietro rispetto ai 90’ giocati a Matera, anche se in quel caso aveva giocato da esterno alto, e non basso, di sinistra. Nel secondo tempo rischia la frittata a seguito di un errato retropassaggio, fortunatamente a salvarlo è la posizione di off-side nel frattempo segnalata a Girardi. In zona Cesarini prima sbaglia un cross da buona posizione, poi però si riscatta pennellando per l’inzuccata di Del Sante che chiama Casadei a volare per concedere quel corner da cui scaturirà l’1-1 di Filosa
MAGLIA 5.5 Avverte un po’ l’emozione dell’esordio da titolare con la maglia della propria squadra del cuore dopo gli appena 4’ finali giocati al XXI Settembre di Matera. Si fa notare per un filtrante ed una punizione procurata sulla trequarti, poi va via via spegnendosi. Dal 9’st VOLTASIO 5.5 Combina anche lui poco, sebbene non fosse al meglio a causa di un fastidio al tallone che si sta trascinando da un paio di settimane
PUCCIO 6.5 Poco preciso sui calci piazzati ma, specie nei primi 45’, è tra i pochi a lottare con il coltello tra i denti. Non tira mai indietro la gamba, costringendo spesso gli avversari al fallo per fermarlo. Nella ripresa è suo il lancio illuminante che mette Improta a tu per tu con il pipelet ospite. Così come è suo l’assist, direttamente dalla bandierina, per lo stacco vincente dell’indisturbato Filosa. Solito gladiatore
PAPA 5.5 Da ormai qualche giornata sembra aver smarrito la verve mostrata durante le sue prime uscite con la casacca biancoverde. Dal 35’st DE GIORGI SV Anche lui premiato con i 15’ finali; più di quanto aveva complessivamente giocato sommando le tre comparsate finali contro Reggina, Messina e Foggia
MONTELLA 6.5 Anche se qualche volta pecca di precisione nell’ultimo passaggio, è tra i più volitivi. Cosi’ come aveva già fatto nel match giocatosi la sera dell’Epifania al Via del Mare, vince nuovamente il duello con Donida, a fine gennaio trasferitosi proprio a Pagani dal Salento. Solito motorino sull’out destro
HELD 6.5 Preferito ad un Del Sante che, causa influenza, in settimana si era allenato poco, l’ex Primavera del Genoa non dispiace. Pur non arrivando quasi mai a concludere, lotta da par suo, tenendo palla e procurandosi più di un corner e/o calcio piazzato. Prezioso anche in fase di ripiegamento. Dal 17’st DEL SANTE 6 Carbura col passare dei minuti ma non inquadra mai la porta, se non quando, al 94’ abbondantemente scoccato, costringe Casadei ad inarcarsi per smanacciare oltre la traversa
IMPROTA 5.5 Si ritrova sui piedi almeno quattro palle-gol, tra cui il pallonetto respintogli quasi sulla linea da Perna, ma finisce per fare, puntualmente, solo il “solletico” a Casadei. Polveri bagnate ERRA 6 Il voto è ovviamente riferito alla prestazione poco brillante offerta, specie nel primo tempo’, dai biancoverdi. Non certo alla salvezza aritmetica centrata con quattro turni di anticipo, ma di fatto raggiunta già l’8 marzo.
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