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Lamezia Terme, 12 maggio - La Vigor Lamezia prenderà parte al prossimo campionato nazionale di Seconda Divisione, l’ultimo prima del ritorno alla serie C unica. Questo il verdetto al termine di una stagione tribolata e sofferta, ma stavolta, al contrario delle scorsa, conclusasi com’era giusto che fosse. L’urlo liberatorio del D’Ippolito si è potuto liberare definitivamente soltanto dopo ch’è giunta notizia del finale da Poggibonsi, dove i padroni di casa hanno piegato per 2-1 il Foligno. Quest’ultima, infatti, era e si è confermata la gara chiave per il destino dei biancoverdi. A quel punto, il pari con L’Aquila sarebbe bastato ad entrambe le squadre per raggiungere i rispettivi obiettivi: la salvezza per la Vigor ed i play-off per gli abruzzesi. L’attesa per il triplice fischio del signor Benassi di Bologna è così diventata pura formalità, con lametini ed aquilani a far melina in attesa di poter festeggiare su entrambi i fronti.

A retrocedere direttamente come terzultima è quindi stato il Foligno, a causa della peggior differenza reti generale rispetto al Gavorrano che dovrà così affrontare l’Hinterreggio nella doppia sfida play-out. Pur avendo chiuso a pari punti (42) con la Vigor, i reggini pagano gli scontri diretti a sfavore contro Mangiapane e compagni, impostisi sia al D’Ippolito che al Granillo. Tornando alla sfida giocatasi al D’Ippolito, davanti ad oltre mille spettatori (tutti di fede locale), lo 0-0 finale è stato lo specchio esatto di quanto vistosi sul rettangolo di gioco.

Mister Costantino opta per il 4-3-1-2 lasciando in panchina Cascione, schierando, così, i tre mediani davanti la difesa, con Longoni inizialmente a supporto del duo Zampaglione – De Luca. Pagliari si affida al più canonico 4-4-2 culminante nel tandem Improta – Colussi. Partenza più intraprendente, quella ospite. Al 7’ è D’Amico a far correre i brividi a Forte con una sventola dalla distanza che si perde di poco a lato. De Luca e compagni riescono comunque a controllare le sfuriate dei rossoblù, salvo al 17’ quando, su cross in area dalla destra, Rondinelli sfiora soltanto di testa, consentendo a Ciotola di tentare la girata in acrobazia con esito però deludente visto che non inquadra neanche lo specchio.

Al 21’ ci prova Colussi, con una punizione da posizione defilata che Forte blocca sicuro. Al 33’ il primo, e unico, tiro nello specchio dei lametini, con Testa che addomestica, senza tanti problemi, il tiro dai 25 metri di Giuffrida. Da qui in avanti l’atteggiamento delle due squadre diventa sempre più attendista con l’orecchio alla radiolina ed in particolar modo a ciò che succedeva a Poggibonsi. Al rientro in campo, si gioca giusto un paio di minuti prima di una sospensione di circa sei minuti per permettere la rimozione delle decine di rotoli di carta lanciati in campo dal settore della gradinata. Si riprende e Cerchia, in piena area, si ritrova sui piedi la palla gol più nitida di tutta la gara, ma la mira lascia a desiderare con palla in curva. Al 14’ ci prova De Luca che, spalle alla porta, controlla, si gira e conclude a lato di un paio di metri. Sul fronte rossoblù, i più insidiosi si confermano D’Amico e Colussi. Dapprima quest’ultimo prova il tiro a giro che si spegne di non molto a lato del palo più lontano, quindi, su cross dalla destra di D’Amico, schiaccia di testa a terra costringendo Forte ad un gran balzo sulla propria sinistra per deviare in corner.

E’ l’ultimo sussulto di una gara che si trascina quasi per inerzia per ulteriori 40’ complici i ben 10’ di recupero concessi dal direttore di gara a seguito delle due lunghe interruzioni avvenute nella ripresa. La prima per il motivo già spiegato, l’altra in seguito ad uno scontro di gioco tra De Luca ed il pipelet ospite, rimasto per qualche istante tramortito a terra prima di riprendersi nel giro di qualche minuto grazie alle cure dello staff medico abruzzese.

Ferdinando Gaetano

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Dopo tanta sofferenza per una stagione costellata di alti e bassi, quantomeno in termini di risultati, Massimo Costantino al triplice fischio del signor Benassi può finalmente lasciarsi andare ad una gioia liberatoria. Dopo aver festeggiato coi suoi nello spogliatoio, si presenta in sala stampa col sorriso stampato in volto.  “Ci abbiamo creduto e ce l’abbiamo fatta nonostante un finale di stagione davvero palpitante. E’ stata dura e proprio per questo potete capire quanto per noi sia stato qualcosa d’importante questa salvezza. Anche perché, non lo dimentichiamo, un mese e mezzo fa eravamo al 70% retrocessi. E’ giusto gioire, quindi, per un obiettivo che potrebbe apparire normale ma che a nostro avviso non lo è stato, avendo dovuto lottare fino alla fine, salvandoci direttamente, con squadre davvero forti come Foligno, Campobasso, Hinterreggio e via dicendo”.

Il trainer lametino svela il segreto di questa salvezza. “Non è stato semplice, ma sono stato agevolato dall’aver guidato un gruppo di professionisti, un gruppo di ragazzi seri che mi han sempre consentito di fare l’allenatore, garantendomi massima disponibilità nell’adeguarsi a tutte le mie richieste ed esigenze tattiche. E lo testimoniano i tanti moduli diversi utilizzati durante la stagione. Ho potuto fare di tutto, insomma, e questo non è affatto scontato, credetemi. Se non avessimo avuto questa forza mentale e questi uomini, prima che calciatori, in squadra, saremmo retrocessi. Dopo quanto fatto la passata stagione, questo campionato era diventato un incubo ed esserne usciti salvi ci ha fatto tirare un grosso respiro di sollievo. Quando ho iniziato a pensare che ci sarebbe stato da soffrire fino all’ultima giornata? Dopo la sconfitta interna col Foligno”.

Ed alla fine, proprio gli umbri, nonostante fossero quasi in una botte di ferro quanto a scontri diretti con le altre pretendenti alla salvezza, sono stati la terza squadra a retrocedere direttamente, unendosi a Fondi e Aversa. “Vi ricordo – prosegue Costantino - che in attacco il Foligno ha avuto gente come Balistreri, uno dei migliori attaccanti della categoria, e Gaeta, con quest’ultimo che nella scorsa annata aveva fatto sedici gol in C1. O ancora uno dei giovani più interessanti della Lega Pro come Vassallo, o ancora Cotroneo. Ad ulteriore riprova di quanto sia stato difficile salvarsi”.

Nonostante abbia ancora un altro anno di contratto, non è da escludere che possa essersi trattato dell’ultima  sua panchina in biancoverde. Voci di corridoio, infatti, danno sulle tracce di Costantino diversi club di Prima Divisione: in primis Catanzaro e Frosinone. Interessati al tecnico lametino sarebbero pure Teramo e Taranto. Senza tralasciare il Cosenza che, da tempo, gli ha messo gli occhi addosso. Ma Costantino cosa chiederà alla società di via Marconi per la prossima stagione? “Oggi ritengo sia la giornata meno adatta per pensare al futuro. Questi discorsi si faranno più avanti. Adesso c’è solo voglia di festeggiare tutti quanti”.

C’è stato un momento in cui ha sentito venire un po’ meno la fiducia della società nei suoi riguardi? “Non ho mai percepito una vera e propria mancanza di fiducia. Anche perché, sinceramente, il presidente e la società sanno che Massimo Costantino è un bravo allenatore. E’ tuttavia normale che in un momento buio, nel quale i risultati non arrivano, ci s’interroga, ci si consulta. Quel periodo c’è stato, ma sono contento del fatto che la società abbia,  probabilmente, ritenuto che per come questa squadra è stata costruita e per come i calciatori seguivano e stimavano il proprio tecnico, sarebbe stato rischioso cambiare allenatore. E’ fortunatamente è andata bene così. Non voglio essere presuntuoso ma, non so se senza il sottoscritto questa squadra sarebbe riuscita a salvarsi. Con Costantino ce l’ha fatta, ma nel calcio non c’è la controprova. Posso solo dire che per come è finita, ho avuto ragione io”.

I numeri, aggiungiamo noi, dicono che le uniche due squadre, tra quelle che hanno dovuto lottare per la salvezza, a non aver cambiato guida tecnica, ovvero Borgo a Buggiano e, per l’appunto, Vigor Lamezia, alla fine si sono entrambe salvate direttamente.  Prima di tornare dai suoi ragazzi, a Costantino viene chiesto a chi voglia dedicare questa salvezza. “Mi sembra ovvia e scontata la risposta. Oggi, infatti, è la festa della mamma, e quindi la dedico a tutte le mamme lametine ed in particolare alla mia”.

F.G.

 

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VIGOR LAMEZIA – L’AQUILA 0-0

VIGOR  LAMEZIA (4-3-1-2): Forte 6.5; Rondinelli 6, Marchetti 6, Gattari 6, Crialese 6; Giacinti 6 (38’st Cascione sv), Giuffrida 6, Cerchia 6; Longoni 6 (51’st Ferrara sv); Zampaglione 6 (52’st Martino sv), De Luca 6  In panchina: Cerreti, Monopoli, Saccà, Di Maira. Allenatore: Costantino 6

L'AQUILA (4-4-2): Testa 6; Rapisarda 6 (41’st Gizzi sv), Pomante 6, Petta 6, Ligorio 6; D‘Amico 6.5, Iannini 6, Menicozzo 6, Ciotola 6 (48’st Marcotullio sv); Improta 6 (31’st Infantino sv), Colussi 6.5  In panchina: Gerosi, Balestra, Triarico, Di Stefano. Allenatore: Pagliari 6

ARBITRO: Benassi di Bologna 6 (Zuccaro di Napoli e Pagnotta di Nocera Inferiore)

 NOTE: giornata soleggiata ma ventosa. Terreno di gioco in buone condizioni. Spettatori 1200 circa per un incasso di 4.050 euro. Ammonito Giuffrida (VL). Angoli 2-4. Recupero: 3’pt e 11’st.

 

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