
Lamezia Terme, 16 dicembre – Dalla quasi certa sconfitta alla possibile vittoria nel giro dei 4’ minuti finali. Questa è stata Vigor Lamezia-Arzanese dalla visuale biancoverde. Una gara giocatasi davanti a 600 spettatori, minimo storico stagionale (e non solo), e condizionata dalle cattive condizioni del terreno di gioco, oltremodo pesante e scivoloso dopo, peraltro, che appena ventiquattr’ore prima vi si era giocato Sambiase-Noto di serie D. Campo che comunque non può completamente giustificare la solita prestazione “operaia” e sterile della formazione lametina.
Tant’è che, ancora una volta, a togliere le castagne dal fuoco ci ha dovuto pensare, complice la fortuita, quanto determinante, deviazione di Rana, capitan Mangiapane, ovvero uno dei pochissimi giocatori dalle spiccate qualità tecniche, ed in grado di “vedere” la porta avversaria, a disposizione di Costantino. Tra l’altro, il fantasista di Alcamo doveva accomodarsi in tribuna dopo non essersi allenato l’intera settimana per i postumi della forte botta alla caviglia rimediata a Pontedera. Solo poche ore prima dell’incontro, grazie ad un paio d’infiltrazioni, si è deciso di portarlo in panchina. Ed è stata una decisione rischiosa ma quanto mai azzeccata, visto che altrimenti a quest’ora staremmo a commentare una brutta sconfitta. Un Mangiapane invocato quasi come un messia dallo sparuto pubblico presente, applaudito ed incoraggiato non appena ha svestito la tuta per subentrare a Marchetti. Un aspetto che deve far riflettere e non poco la società e, di riflesso, l’area tecnica. I numeri parlano chiaro d’altronde, e dicono che in ben sette dei nove gol sin qui fatti, c’è lo zampino diretto o indiretto (leggi assist vincente) di Mangiapane. Una Vigor, quindi, che in chiave realizzativa è totalmente dipendente dalle prodezze balistiche di un calciatore non più giovanissimo e che si è peraltro dovuto riguadagnare (ma non è stato difficile..) il posto di titolare.
Per un soffio contro l’Arzanese dell’ex capitano vigorino Antonio Rogazzo (uno dei pupilli dell’ex presidente Alfredo Mercuri) non è insomma maturata la seconda battuta d’arresto interna. Il gol subito, ha però impedito di far guadagnare a Gattari e compagni il titolo di miglior difesa dei campionati professionistici italiani a pari merito col Castiglione. Quest’ultimo incappato in una giornataccia avendo incassato, in soli 90’, più della metà degli appena cinque centri subiti nelle precedenti quindici giornate. Ma passiamo alla scarna cronaca dell’incontro. Costantino schiera un 4-3-3 culminante nel tridente Petrilli-De Luca-Rana. Molto più abbottonato Rogazzo che, così come aveva già fatto al D’Ippolito contro il Sambiase quando allenava il Sapri, attua un 5-3-2 pronto a tramutarsi in 3-5-2 durante la fase di possesso.
I primi minuti vedono gli ospiti assai pericolosi con una serie di tiri dalla bandierina sapientemente calciati da Sandomenico. Al secondo tentativo Forte per poco non si lascia sorprendere, riuscendo in extremis ad alzare di quel tanto la palla da farla sbattere sulla traversa. Fuori bersaglio, al 12’, il tentativo di Tarascio. Poco più tardi lo stacco di Rana, su traversone di Crialese, sfiora il palo ma l’assistente aveva già segnalato una posizione di off-side. Al 23’ altro brivido direttamente su tiro dalla bandierina del folletto offensivo partenopeo. Stavolta è decisivo Giuffrida, appostato sul primo palo, nel mandare di testa sul fondo una palla altrimenti destinata in fondo al sacco. Il tecnico di casa prova a far cambiare continuamente di posizione i tre attaccanti, ma Aprea continua a dormire sonni piuttosto tranquilli. Solo al 32’ ha un sussulto, quando sulla punizione di Cerchia, Gattari in spaccata non trova di poco l’impatto vincente con la palla.
In avvio di ripresa, buon lancio di Giacinti ad imbeccare Rana il quale evita un avversario e conclude, però parecchio alto, dal limite.I lametini danno segnali incoraggianti ed al 14’ costruiscono l’unica vera palla gol su azione dell’incontro. E’ ancora Giacinti a scodellare al limite dell’area per la sponda aerea di De Luca a servire Rana che in spaccata, all’altezza del dischetto, trova l’opposizione col corpo di Aprea in uscita disperata.Al 19’ Petrilli stoppa magistralmente ma il suo passaggio filtrante in area per Rana è leggermente lungo, consentendo a Caso di spazzare in angolo. Buona chance anche per Gattari, ma la sua inzuccata risulta fuori bersaglio.
A maturare, però, è il vantaggio ospite. Siamo al 33’, infatti, quando Elia s’incarica di battere un corner piuttosto dubbio. Sul primo palo, il non certo prestante Petrilli riesce soltanto a sfiorare di testa, fornendo un involontario assist a Tommasini che, in tuffo, schiaccia contro il palo interno più vicino. Forte riesce ad ricacciare fuori la sfera solo dopo che aveva già varcato la linea a detta di arbitro e assistente. Doccia gelata per i pochi tifosi presenti in tribuna.
Il forcing biancoverde inizia a fruttare qualche punizione, una manna per il da poco entrato Mangiapane. La prima conclusione, da distanza piuttosto proibitiva, è neutralizzata senza tanti problemi da Aprea. Nel frattempo l’Arzanese va vicina al 2-0 con una ripartenza culminante col colpo di testa di Fragiello di poco a lato. Arriviamo così al 90’ quando Petrilli si procura una punizione nei pressi della lunetta. Mangiapane opta per la potenza e non per la precisione, e fa bene perché il suo sinistro basso incoccia sui piedi di Rana spiazzando Aprea. Per la punta barese si tratta del primo centro, a dire il vero piuttosto fortunoso, in campionato (il secondo stagionale). All’ultimo dei quattro minuti di recupero, De Luca è spintonato poco fuori l’area partenopea. Altra ghiotta occasione per il sinistro dello specialista Mangiapane. Tutto lo stadio trattiene il fiato cercando di guidare la palla sotto l’incrocio ma, purtroppo, si spegne di un niente sopra la traversa con Aprea ormai battuto.
VIGOR LAMEZIA (4-3-3): Forte 5.5; Marchetti 6 (30’ st Mangiapane 6.5), Monopoli 6, Gattari 6, Crialese 6 (36’st Cascione sv); Giuffrida 6.5, Giacinti 6, Cerchia 5 (25’st Rondinelli 5.5); Petrilli 6.5, De Luca 6, Rana 6 In panchina: Zelletta, Saccà, Catalano, Catanese. Allenatore: Costantino 6
ARZANESE (5-3-2): Aprea 6; Improta 6.5, Tommasini 6.5, Caso 6.5, Riccio 6, Funari 6; Florio 6, Tarascio 6.5, Elia 6.5 (40’st Roghi sv); Fragiello 6, Sandomenico 6.5 (16’st Figliolia 6). In panchina: Moggio, Lanzaro, Perna, Pettrone, Piscopo. Allenatore: Rogazzo 6.5
ARBITRO: Reni di Pistoia 5
MARCATORI: 33’st Tommasini (A), 45’st Rana (VL)
NOTE: pomeriggio piovoso con terreno di gioco pesante e scivoloso.
Spettatori 600 circa.
Ammoniti Cerchia (VL), De Luca (VL), Giacinti (VL), Improta (A), Figliolia (A), Petrilli (VL), Tarascio (A), Aprea (A), Rana (VL). Angoli 6-6. Recupero: 0’pt e 4’st

Interviste
“Pensavamo l’Arzanese venisse a giocarsela un po’ di più. Invece – osserva Costantino - ha giocato a cinque dietro. Tuttavia credo che, quanto a voglia ed intensità, non abbiamo difettato. Piuttosto è mancata un po’ di lucidità, oltre ad essere spesso arrivati in ritardo sui cross in area. Meglio nel secondo tempo anche se, paradossalmente, proprio nel nostro momento migliore abbiamo beccato gol sugli sviluppi di un angolo che i ragazzi mi han detto non ci fosse affatto poiché il tiro del calciatore ospite ha colpito un proprio compagno e non uno dei miei. Come se non bastasse, siamo poi stati sfortunati dato che Petrilli è arrivato soltanto a spizzicare la palla, fornendo, così, un involontario assist a Tommasini”.
Decisamente meno tenero nei confronti della squadra un rabbuiato , nonché deluso, Fabrizio Maglia. “Non è concepibile quest’alternanza di prestazioni. Anche perché oggi abbiamo affrontato una squadra che aveva quattro squalificati e due infortunati. Non sono affatto contento, nè della prestazione, né dell’atteggiamento e nemmeno dell’approccio alla gara. Credo ci sia da rivedere qualcosa ancor prima di gennaio. Al di la delle condizioni del campo, non ricordo alcun nostro tiro in porta ad eccezione delle due punizioni di Mangiapane. Cosa ne pensa la società? Sa che c’è qualcosa da migliorare per quanto si possa fare a gennaio. Cambiare tanto per cambiare non è però nel mio costume. Quindi interverremo solo a patto di trovare gente in grado di fare davvero al caso nostro oltre che, ovviamente, disponibile a venire qui”.
Tante pacche sulle spalle per l’ex Rogazzo. “Avrei preferito lo 0-0 – afferma nel mentre si sentono le grida di contestazione, fuori dagli spogliatoio, di un gruppetto di tifosi vigorini - piuttosto che beccare il pari al 90’, anche se, per com’è andata la gara, il risultato è giusto. Vigor battagliera. Forse era partita con altre aspettative, ma non avrà problemi a salvarsi. Poco pubblico? In effetti avevo un ricordo diverso, diciamo che mi sarei aspettato mille persone in più, anche – conclude scherzando – per questo mio ritorno al D’Ippolito”.

PAGELLE VIGOR LAMEZIA
FORTE 5.5 Per poco Sandomenico non lo sorprende dalla bandierina. Sul gol pare tuffarsi con un attimo di ritardo
MARCHETTI 6 Come al solito, niente da dire per la fase difensiva, ma è poco preciso quando deve impostare o crossare in area. Dal 30’st MANGIAPANE 6.5 Senza il suo contributo, diretto o indiretto, non si segna. Grazie ad un paio d’infiltrazioni, rientra in extremis tra i panchinari, risultando decisivo quando gettato nella mischia a mo di mossa della disperazione. Sfiora addirittura il clamoroso 2-1
MONOPOLI 6 Chiude con la maglietta pulita, a dimostrazione che non ha dovuto ricorrere agli straordinari
GATTARI 6 Qualche sbavatura nei disimpegni. Non punge nei suoi blitz in area avversaria
CRIALESE 6 Si riprende il posto da titolare disputando la sua onesta partita. Dal 36’st CASCIONE sv
GIACINTI 6 Sufficiente. Si fa notare per un paio di traversoni interessanti. In mezzo al campo recupera palloni ma ne perde anche
GIUFFRIDA 6.5 Mezzo voto in più per la solita grinta messa in campo e per la decisiva chiusura sul corner di Sandomenico
CERCHIA 5 La brutta copia del calciatore ammirato la scorsa stagione. Continuando a giocare così, servirà ben poco a questa Vigor. Dal 25’st RONDINELLI 5.5 Più ombre che luci
PETRILLI 6.5 Nonostante il terreno scivoloso, riesce a saltare spesso l’uomo, salvo poi difettare nell’ultimo passaggio. Si procura la punizione da cui scaturisce l’1-1
DE LUCA 6 Consueta, quanto generosa, prestazione da centravanti di movimento, ma alla squadra serve un bomber e lui non lo è
RANA 6 Vale il discorso fatto per De Luca, anche se nell’occasione lui strappa la sufficienza unicamente per aver evitato il kappaò col suo primo centro in campionato
COSTANTINO 6 Ha bisogno di gente di qualità dalla cintola in su. Nell’attuale rosa, salvo qualche rara eccezione, c’è solo quantità. Troppi “operai” e pochi “ingegneri”
MARCHETTI 6 Come al solito, niente da dire per la fase difensiva, ma è poco preciso quando deve impostare o crossare in area. Dal 30’st MANGIAPANE 6.5 Senza il suo contributo, diretto o indiretto, non si segna. Grazie ad un paio d’infiltrazioni, rientra in extremis tra i panchinari, risultando decisivo quando gettato nella mischia a mo di mossa della disperazione. Sfiora addirittura il clamoroso 2-1
Ferdinando Gaetano
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