
Lamezia Terme, 28 ottobre - Cambia il nome dell’avversario di scena al D’Ippolito, ma risultato e copione restano maledettamente gli stessi. Così, pur avendo dominato dal 1’ al 90’ su un’Aprilia presentatasi a Lamezia con numeri da capogiro (capolista indiscussa con sei punti di vantaggio sulla seconda, miglior attacco e miglior difesa, nonché unica squadra ancora imbattuta con sette vittorie ed un pari), alla fine matura il solito 0-0 che fa scivolare i biancoverdi in penultima posizione, in condominio con Hinterreggio e Fondi, appena un punto avanti al fanalino di coda Campobasso che domenica prossima ospiterà proprio la Vigor in una sorta di spareggio per evitare l’ultimo gradino della classifica. Tra due domeniche sarà poi la volta dello stesso Fondi, guidato dall’ex Nicola Provenza, venire a giocare nell’impianto di via Marconi. Due gare delicatissime, insomma, dalle quali bisognerà uscirne almeno con quattro punti, per non sprofondare ulteriormente. Impietosi i numeri che da stasera vedono l’undici lametino unica compagine a non aver ancora assaporato la gioia della vittoria, oltre a “vantare” il peggior attacco in assoluto con la miseria di 4 gol (peraltro un paio dal dischetto) in nove giornate. Ed a poco serve essere la terza miglior difesa con sette reti subite. Eppure, specie in casa (eccezion fatta per i primi 80’ del match col Melfi), sinora è mancata una sola cosa, la più importante però: mettere la palla dentro. Una squadra operaia, con tutti i pregi e difetti del caso, quella di Costantino. Bella fino ai sedici metri finali, dove, puntualmente, viene a mancare l’invenzione, la magia balistica di turno, la giusta cattiveria e concretezza.

E nel calcio si sa come senza queste peculiarità, si può al massimo pareggiare. Anche perché se non segnano gli attaccanti, non ci riescono neanche i centrocampisti. Da quando veste la casacca vigorina, Cerchia non ha fatto lo straccio di un gol. Giuffrida uno, peraltro a vittoria già blindata. Questo senza nulla togliere alle ottime qualità agonistiche ed in fase d’interdizione dei due. Se poi vi aggiungiamo le ripetute occasioni divorate dai vari Giacinti, Catanese e Petrilli di turno, il quadro della situazione non può certo essere dei più incoraggianti. Una pecca, questa, già evidenziatasi la scorsa stagione e parzialmente mascherata dai venti centri di Mancosu, e dai tre-quattro-cinque a testa di Cane, Romero, Visone e Gattari. Tutti giocatori, eccetto l’ultimo, non più alle dipendenze di Costantino. Con ciò, non si vuol certo dire che tutti gli elementi poc’anzi citati siano più forti di chi è rimasto o arrivato in estate, ma quantomeno avevano un maggior feeling con la rete avversaria. Nel mercato invernale, bisognerà obbligatoriamente intervenire prendendo in primis un prolifico centravanti, oltre a valutare attentamente se sarà il caso di fare qualche taglio, con contemporaneo movimento in entrata. Ma passiamo alla cronaca, a senso unico o quasi, dell’incontro, giocatosi davanti ad appena 700 spettatori (minimo stagionale in campionato). In Gradinata Est giusto una settantina di temerari a sfidare l’acqua e il vento. Non è tuttavia passato inosservato lo striscione issato da alcuni ragazzi con su scritto un eloquente FUORI LE P...! Anche se sarebbe stato più giusto scrivere fuori i gol.. Moduli speculari in campo. L’ex tecnico di Rossanese e Campobello di Mazara, sposta Marchetti esterno destro facendo giocare, per la prima volta dall’inizio, Castaldo centrale accanto a Gattari. Cerchia e Gattari a fungere da diga a centrocampo ed il trio Giacinti-Mangiapane-Catanese dietro il terminale offensivo De Luca. Sull’altro versante, parte dalla panchina l’ex Cane. Al 3’ su punizione dalla distanza di Corsi, Forte è chiamato alla respinta in tuffo, compiendo l’unico intervento di un pomeriggio, per il resto, da spettatore non pagante. Al 7’ i padroni di casa reclamano il primo penalty della giornata, per un tocco di braccio sospetto di Corsi su colpo di testa di Castaldo. Dopo una decina di minuti, bella penetrazione sulla sinistra con Catanese che tocca per l’accorrente Crialese il quale a pochi metri da Di Vincenzo viene contratto in extremis da Sembroni in corner. Tiri dalla bandierina che iniziano a fioccare copiosamente. Sugli sviluppi di uno di questi, respinto di testa da Sembroni, Mangiapane si coordina al limite concludendo a lato. Al 20’ palla ben gestita da De Luca a destra, l’attaccante si accentra portandosi la palla sul sinistro: tiro teso ma piuttosto telefonato per Di Vincenzo che blocca con sicurezza.

Due giri di lancette e bell’apertura di Mangiapane ad imbeccare De Luca che di destro tira bene sul primo palo ma Di Vincenzo è bravo nel deviare in angolo che, battuto da Mangiapane a rientrare, vede Ferrari colpire, di testa, la parte superiore della traversa, rischiando l’autogol. Altra ben congegnata azione locale con Giuffrida che dà a De Luca che controlla e al volo spedisce di poco alto. Al 33’ Mangiapane scodella in area un piazzato dalla lunga distanza, Castaldo, ben smarcato, può staccare, ma l’esito è da dimenticare. Dopo due tiri telefonati, da buona posizione, del fantasista di Alcamo, è Giacinti a vincere un contrasto al limite con due avversari, prima di essere anticipato di un soffio dall’uscita del portiere che spazza. Prima del riposo Mangiapane, dalla sua posizione preferita, batte una punizione che non inquadra il set di un paio di metri. Pochi secondi dalla ripresa delle ostilità e su mischia in area, Catanese cade a terra leggermente spinto. La palla giunge a Giacinti che costringe alla deviazione in tuffo il portiere laziale, che poco dopo vola a respingere in uscita un insidioso corner di Mangiapane. Sempre quest’ultimo, al 11’, lancia Giacinti in area, ma l’ex salernitano spreca malamente sparando alto. L’Aprilia si riaffaccia per la seconda ed ultima volta dalle parti di Forte con un’inzuccata di Criaco, da posizione più che decentrata, che Gattari smorza di petto tra le braccia del portierino di Campora. Quasi alla mezzora, il da poco entrato Rana, reduce da qualche settimana di stop per infortunio, libera Giacinti che a porta spalancata angola troppo spedendo abbondantemente a lato. Costantino getta nella mischia anche Petrilli il quale approfitta di un liscio di Tundo per involarsi sull’out destro, entrato in area, salta un difensore accentrandosi, e sinistro respinto col corpo da un avversario. Prosegue la sagra del gol mangiato al 40’. Rana controlla in area e porge dietro a Petrilli che conclude però piuttosto debolmente con Di Vincenzo che tuttavia riesce solo a respingere goffamente in angolo. Ma è al 43’ che matura l’occasione più nitida dell’intera partita. Crialese verticalizza in area per De Luca che,dall’altezza del dischetto, tira trovando il corpo di Amodio, la sfera torna però sui piedi del centravanti di Pellezzano che, stavolta tutto solo e senza avversari davanti non trova di meglio che spedire oltre la traversa.
Ferdinando Gaetano
VIGOR LAMEZIA – APRILIA 0-0
V. LAMEZIA (4-2-3-1): Forte 6; Marchetti 7, Castaldo 6, Gattari 6.5, Crialese 6; Giuffrida 6.5 (36’ st Petrilli sv), Cerchia 6.5; Giacinti 5.5, Mangiapane 6 (21’ st Rana 6), Catanese 6 (28’ st Catalano sv); De Luca 5. In panchina: Bernardi, Monopoli, Cascione, Martino. Allenatore: Costantino 6.5
APRILIA (4-2-3-1): Di Vincenzo 6.5; Corsi 5.5 (18’ st Ferri Marini 6), Sembroni 6.5, Diakitè 6, Tundo 5.5; Amadio 6, Salese 5; Criaco 6, Calderini 5 (31’ st Gomes sv), Sassano 5.5 (18’ st Cane 6); Ferrari 5.5 In panchina: Caruso, Carta, Fabiani, Marfisi. Allenatore: Vivarini 5.5
ARBITRO: Baroni di Firenze 6
NOTE: cielo plumbeo con raffiche di vento e pioggia. Spettatori 700 circa per un incasso di circa 3.200 euro. Ammoniti Marchetti (VL), Mangiapane (VL), Giacinti (VL), Di Vincenzo (A). Angoli 13-1. Recupero: 2’pt e 3’st
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