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Lamezia Terme, 6 febbraio - Alla luce dell’inopinata battuta d’arresto subita, al D’Ippolito, dal sempre più lanciato Poggibonsi, la società di via Marconi ha indetto il silenzio stampa nei riguardi dei propri tesserati. A parlare con gli organi d’informazione, in queste due settimane che ci separano dalla trasferta all’Arechi di Salerno, saranno esclusivamente gli stessi dirigenti ed il direttore sportivo Fabrizio Maglia. A prendere per primo la parola, in occasione delle tradizionali interviste d’inizio settimana, è così stato il presidente Paolo Mascaro, il quale ha motivato tale decisione con la volontà di preservare la tranquillità e la concentrazione dello spogliatoio, richiamando al contempo tutti, ognuno per quelli che sono i propri compiti e ruoli, a riflettere sulle cause dei deludenti risultati sin qui conseguiti dalla squadra.

 “Il divieto di rilasciare dichiarazioni imposto a tecnico e calciatori – precisa il massimo esponente del sodalizio biancoverde – non ha assolutamente nulla contro la stampa che, anzi, ringrazio sempre per la costanza ed il trasporto con cui segue quotidianamente la squadra. Il fatto è che arrivati ormai a due/terzi di torneo, è inutile continuare a parlare di rigori sbagliati, miracoli del portiere avversario, pali centrati o di miglior difesa. Mi ritengo un freddo osservatore dell’unica legge che non sbaglia mai, ch’è quella dei numeri. Per cui, se ad inizio febbraio la Vigor sta ancora lottando per evitare i play-out, vuol dire che si merita questa classifica. E’ quindi giunto il momento, per ognuno dei componenti questo club, dal sottoscritto fino al magazziniere, di mettere da parte eventuali presunzioni e fare un attento esame di coscienza, una seria autocritica, e per far ciò occorre un periodo di silenzio”.

Mascaro non ha dubbi nell’affermare che “l’attuale posizione di classifica non rispecchia sicuramente gl’investimenti fatti e le aspettative della società. Con ciò, a nome dell’intera dirigenza, non intendo tuttavia addebitare singole colpe o responsabilità, anche perché si vince e si perde tutti insieme. Tant’è che il sottoscritto già dalle 16:15 di domenica scorsa si sta interrogando su come e dove abbia sbagliato. Tutti dobbiamo sentirci in discussione e fare un’esame di coscienza per vedere come rimediare e riportare questa Vigor Lamezia, a gennaio definita come la regina del mercato del girone B di Seconda Divisione, ad ottenere i risultati sperati”.

Tornando agli ultimi 90’, il massimo dirigente osserva come “il Poggibonsi, guardando l’età dei calciatori mandati in campo, fosse di quattordici anni più giovane di noi. Aspetto non avvertitosi assolutamente in campo, giusto per sfatare possibili alibi facenti riferimento all’argomento minutaggio. Senza contare che se andiamo a scorrere la storia calcistica di ogni singolo giocatore della squadra toscana, scopriremo ch’è piuttosto mediocre rispetto a quella dei nostri. Nonostante ciò, abbiamo disputato un primo tempo inguardabile “.

A chi gli fa notare come siano parole che poco nascondano una velata critica nei confronti della guida tecnica, Mascaro risponde così. “No, non è un discorso rivolto solo alla componente tecnica, anche perché sarebbe ingiusto, oltre che ingeneroso, verso il nostro allenatore.  E’ invece rivolto a tutte le pedine che  fanno parte della società Vigor Lamezia. Poi è ovvio che se la squadra sta mostrando una scarsa forza penetrativa a livello di gioco, anche il tecnico dovrà interrogarsi su questo, fermo restando che ha la piena fiducia della società. Ma sono sicuro che un bravissimo allenatore come Costantino si stia a sua volta già interrogando su come mai, nonostante il recente arrivo di due attaccanti tra i migliori in circolazione ed ai quali la C2 sta veramente stretta (considerato che uno è di proprietà di un club di serie A mentre l’altro la scorsa stagione è stato uno dei migliori giocatori del girone B di Prima Divisione), gli stessi Longoni e Zampaglione in cinque giornate  non abbiano ancora fatto uno straccio di gol su azione, perché su rigore sono in grado un po’ tutti di segnare. Può anche darsi possa esserci qualcosa, a livello di predisposizione tattica o di composizione dell’undici mandato in campo, che non vada bene. Il segnale che oggi vogliamo dare è che così come noi società ci stiamo interrogando su cosa e dove abbiamo sbagliato, lo facciano pure tecnico e calciatori. Quest’ultimi dovrebbero chiedersi il perché di risultati tanti difformi nonostante compongano una rosa quasi identica a quella dello scorso anno. Anche perché, tolto un Mancosu che solo per un mistero del calcio da qualche domenica sta facendo la riserva a Trapani, dato che stava giocando benissimo, tutti gli altri andati via stanno facendo le riserve nei loro attuali club, oppure sono reduci da continue insufficienze.  Anche a costo di grossi sacrifici, questa società in estate ha voluto riconfermare in toto  l’area tecnica e gran parte dell’ossatura centrale della squadra dei famosi 80 punti.  Peraltro compiendo un ulteriore esborso, a gennaio, al fine d’innestarvi due elementi del calibro dei già citati Longoni e Zampaglione”.

Il che, tuttavia, non esula la stessa società dalle proprie responsabilità. “Probabilmente, nel dialogare con l’area tecnica abbiamo sbagliato a ritenere che riconfermare lo zoccolo duro della rosa potesse portarci automaticamente a ripetere, almeno per grandi linee, il precedente campionato. Un’altra nostra colpa potrebbe essere stata l’aver un po’ sopravvalutato il valore dei giovani prelevati in estate”.

Al presidente viene quindi chiesto se, a suo avviso, i calciatori potrebbero interpretare questo silenzio imposto dalla società al pari di una loro bocciatura. “Quella la può dare solo la classifica di fine stagione. E comunque devono intenderlo solo come l’esigenza di un momento di riflessione per meglio interrogarsi sulle cause dei mali di questa squadra”.

Il discorso si sposta sul pubblico. “Quella di domenica è stata una sconfitta bruciante anche per la nostra tifoseria che ci ha seguiti in numero importante per la categoria. D’altronde, s’è vero che tutti noi desideriamo vedere molta più gente allo stadio, bisogna tenere conto, e riflettere, sul fatto che a Chieti, compagine in lotta per un posto play-off, domenica dalle cronache risulta ci siano state soltanto 500 persone. Ci sentiamo mortificati anche verso una tifoseria che a gennaio abbiamo provato a riavvicinare tramite l’ingaggio di due attaccanti sprecati per la Seconda Divisione. Di sicuro questa squadra non doveva lottare per non retrocedere”.

Il recente episodio spiacevole che ha visto protagonista il difensore Marchetti, potrebbe essere il sintomo di un nervosismo latente in seno al gruppo. “Contro il Poggibonsi – osserva sempre Mascaro – non doveva esserci alcuna tensione  visto che si era reduci da nove risultati utili e sembrava dovessimo ormai fare il salto di qualità definitivo verso la zona play-off. Marchetti è un calciatore che lo scorso anno è stato esaltato, e da esaltato in un’annata indimenticabile, probabilmente anche lui, al pari dei suoi compagni, si rende conto di non riuscire a conseguire i risultati che la forza della squadra meriterebbe. D’altra parte tutte le altre squadre quando leggono di una Vigor in cui giocano elementi come Marchetti, Gattari, Cerchia, Giuffrida, Mangiapane, Longoni, De Luca e Zampaglione, ci considerano come una tra le formazioni più forti del torneo. Basta riflettere pure sulle poche gare giocate da Castaldo che in carriera ha sempre giocato titolare. E poi ci sono tanti ricambi, vedi quel Cascione facente parte della rappresentativa under 20 che, a Coverciano, ha sfidato quell’Italia che sarebbe poi andata a disputare gli ultimi Europei. Come a dire che ognuno vanta una propria storia personale, che esula dal fatto che poi stiano magari rendendo meno di quanto ci si aspettasse”.

A  questo punto ricordiamo al massimo dirigente come in occasione della conferenza stampa tenuta, la scorsa estate, per spiegare i motivi della mancata presentazione della domanda di ripescaggio in Prima Divisione, avessimo fatto personalmente notare le nostre titubanze riguardo lo scarso feeling col gol di coloro ch’erano stati nel frattempo ingaggiati per rimpiazzare Mancosu e gli altri non rimasti in bianco verde. Forse, aggiungiamo, sarebbe stato il caso di spendere qualcosina in più per un bomber d’area di rigore capace di andare con una certa facilità in doppia cifra. “Noi, come società di Seconda Divisione quest’anno siamo andati in controtendenza, nel senso che mentre tutte le altre, Salernitana e L’Aquila escluse, han ridotto i rispettivi budget destinati all’allestimento della rosa, la Vigor Lamezia, nonostante il periodo di recessione economica acuta, ha speso di più, rispetto alla stagione precedente, per la voce calciatori. E l’abbiamo fatto per dovere ed amore verso la tifoseria. Fermo restando che abbiamo sicuramente sbagliato a ritenere, ad esempio, che un Mancosu al quale avevamo offerto più soldi di quanti ne prenda a Trapani in Prima Divisione, potesse essere sostituito con la duplice alternativa costituita da Petrilli e Rana. I quali, per una serie di motivi che non voglio assolutamente sindacare, non hanno invece reso. Non ritengo possa però essere stato un problema di spesa visto che, come poc’anzi detto, è stata superiore a quella del torneo precedente. Si è invece sbagliato nella composizione della rosa. La società ha le sue responsabilità, dunque, per aver erroneamente pensato di aver allestito una squadra in grado di lottare per i play-off”.

Qualcosina di poco convincente, tuttavia Mascaro la trova anche a livello di “manico”. “Da ottobre-novembre  ho iniziato ad avere la sensazione che, per com’è strutturato il gioco di questa squadra, anche qualora fossero arrivati elementi con spiccata propensione al gol, al termine della stagione non avrebbero ugualmente segnato per quelli che sono i loro numeri abituali. Timori al momento confermati dal dato che, in queste prime cinque giornate del girone di ritorno, nessuno dei due neo acquisti sia ancora andato in gol. Per cui, probabilmente, tra i tanti problemi di questa squadra vi è anche quello di un’impostazione strutturale che, vuoi per caratteristiche dei calciatori, vuoi per l’insieme o per il fatto che magari qualcuno possa essere di troppo, faccia si che non si riesca a far pervenire un adeguato numero di palle-gol agli attaccanti. Avendo sinora  visto tutte le partite di questa stagione, ancor di più non mi capacito del perché non riesca a maturare quel quid in più in grado di far decollare questo gruppo. A L’Aquila, ad esempio, nonostante fossimo in formazione rimaneggiatissima, abbiamo sfoderato una delle migliori prestazioni stagionali. Per questo pretendo che i calciatori diano il massimo in ogni partita. Sarebbe una beffa colossale vedere retrocedere una squadra ch’è lontana anni luce da quella malamente retrocessa in serie D nel 2009”.

Quanto agli obiettivi fissati la scorsa estate, Paolo Mascaro è chiaro. “Non avevamo l’ambizione di vincere il campionato, anche se ovviamente pensavamo quest’organico potesse tranquillamente lottare per un piazzamento play-off. E poi, non badare a spese per allestire una rosa in grado di lottare per vincere a tutti i costi, sarebbe stato un errore clamoroso in ottica della riforma prevista al termine della prossima stagione. L’investimento fatto quest’anno doveva essere invece mirato a giocarcela nella lotteria dei play-off dove sapevamo e sappiamo del peso che riveste il fattore fortuna. Qualora le cose non sarebbero poi andate come volevamo nell’appendice post-campionato, ci saremmo preparati per la stagione cruciale ai fini della vita calcistica e sportiva di questa città, che sarà per l’appunto la prossima. Una programmazione un po’ a lungo raggio, insomma, in ottica di questa riforma in vista della quale dobbiamo farci trovare pronti perché, ripeto, ne va della storia di questa città. Tra un anno e sei mesi, naturalmente a patto di salvarci quest’anno, la Vigor Lamezia o sarà nel calcio che conta e che sinora non ha mai conosciuto, oppure dovrà tornare in quella dimensione che, purtroppo, ha rappresentato la norma dalla sua nascita”.

Ferdinando Gaetano

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