
Lamezia Terme - Dopo che domenica, a fine partita, ero stato forzatamente sostituito in sala stampa dal diesse Maglia, c’era attesa per le dichiarazioni che avrebbe reso mister Novelli, alla ripresa degli allenamenti, circa l’opaca prestazione offerta dai suoi contro il Sorrento. Attesa ben ripagata dalle solite dichiarazioni fiume del tecnico italo-svizzero il quale ha risposto, non senza risparmiare qualche frecciatina polemica, alle domande incalzanti della stampa. “Premetto che fin quando sarò l’allenatore di questa squadra - ha esordito il trainer biancoverde - tutte le responsabilità saranno sempre e solo mie. Se io mi pongo con voi in modo sincero e corretto, il rispetto dev’essere però reciproco. Ognuno ovviamente può scrivere ciò che vuole ma mantenendo sempre il rispetto che credo di dimostrare giornalmente nei vostri riguardi. Nelle sin qui otto gare di mia gestione non credo abbiate visto prestazioni peggiori di quella di domenica. In precedenza abbiamo perso tre gare esclusivamente per errori individuali. Adesso sembra che quelle partite perse, ma in cui meritavamo invece di vincere, non siano state evidenziate quanto, in negativo, è stato fatto per il pareggio contro il Sorrento. Qualcuno ha si detto che avremmo meritato la sconfitta contro i campani, ma non che non la meritassimo contro Teramo, Castel Rigone e Melfi. Bisogna mantenere sempre un certo equilibrio, senza esaltare le vittorie e rimarcare eccessivamente le sconfitte. Anche quando vinco, io sono abituato ad andare ad analizzare la gara per vedere su quali aspetti si deve migliorare. Poi può capitare su un campo del genere, essendo l’unico dell’intera Lega Pro in condizioni così critiche, di non avere determinati interpreti per alcuni ruoli o tipo di gioco. E’ una difficoltà venutasi a creare non per colpa della società o nostra, ma è una situazione che abbiamo trovato. Ma non chiederò mai alla mia società di andare a prendere, per questo, due-tre torri offensive. Io non faccio quel tipo di calcio li. Altrimenti, in presenza di un reparto offensivo con tali caratteristiche non sarei certo venuto qui. La società sta lavorando con unità d’intenti assieme a noi per assicurare un degno futuro calcistico alla città. Se stiamo tutti uniti, supereremo qualsiasi difficoltà che ci si presenterà davanti. Altrimenti occorrerà più tempo, ma raggiungeremo ugualmente l’obiettivo, ne sono convinto.
Poi io non sono il tipo che chiama i giornalisti privatamente, che dà loro bigliettini. Io faccio calcio e mi piace viverlo in un certo modo. Voi dovete essere liberi di fare una disamina serena e scevra da qualsiasi condizionamento, però la cosa dev’essere reciproca. Le partite che si stanno giocando e si andranno a giocare in questo girone di ritorno non sono uguali a quelle iniziali. Sorrento, Foggia e compagnia non sono più le squadre d’inizio campionato, essendo andate a costruirsi, completarsi ed amalgamarsi col passare delle settimane. Allo stesso tempo, ci sono squadre che sono partite lanciate per poi avere un calo. Questo perché han fatto un determinato tipo di preparazione per sfruttare l’inizio positivo e poi calare. Altri invece, come preferisce il sottoscritto, lavorano puntando ad una crescita graduale. Anche perché così si fa pure prevenzione a livello d’infortuni. Essendo che, quando ho rilevato questa squadra, ho ereditato tanti infortuni, bisogna capire che quando uno proviene da quattro-cinque settimane di stop, non è che poi, appena rientrato, ha subito i 90’ nelle gambe. Proprio in tali momenti io li sostengo di più e sappiate che i miei calciatori non li cambio mai con nessuno, nemmeno con quelli del Teramo giusto per citare la prima in classifica. E non ho bisogno di rinforzi perché con il recente arrivo di due-tre elementi, andati a colmare quelle situazioni in cui eravamo un po’ scoperti o nelle quali stavamo incontrando qualche difficoltà, siamo ormai completi. Qualora mi dovessi accorgere di non avere possibilità di far bene, non esiterei un attimo ad andare dalla società e rinunciare all’altro anno di contratto. Eventuali contestazioni o rischi di esonero mi scivoleranno addosso. La tifoseria è giusto che possa fischiare se ritiene la squadra non abbia offerto una prestazione all’altezza. A maggior ragione dato che in altre occasioni ha dimostrato maturità applaudendoci nonostante la sconfitta. Però non sta bene che qualcuno, già prima della partita, per partito preso fa determinate affermazioni senza neanche conoscere un giocatore nuovo. Il tempo è sempre galantuomo in questi casi”. Questa la risposta di Novelli a chi gli chiede cosa non gli sia piaciuto degli ultimi 90’ giocati dai suoi. “Ho visto tanta volontà, però non si è stati bravi a leggere alcune situazioni. Tipo le palle in uscita, nelle quali bisognava ricercare la profondità, provare maggiormente i tiri dalla distanza, ma per far ciò bisogna mantenere palla li davanti dando modo agli altri di accorciare, ed il non aver sfruttato qualche palla inattiva che, su questo tipo di terreno, risulta fondamentale. Sono infatti gare, queste, in cui chi va per primo in vantaggio, porta a casa l’intera posta. Gli avversari avevano si un gioco veloce, ma perché potevano puntare su una torre li davanti in grado di far salire la squadra. I pregi invece? Aver comunque mantenuto un certo equilibrio, senza perdere le distanze tra i reparti e quindi disunirsi”.
Novelli torna anche sull’aspetto della doppia superiorità numerica non sfruttata nell’ultimo quarto d’ora. “Se questo tipo di terreno è stata più che altro teorica. Dico ciò perché contro squadre come il Sorrento, che si difendono con ordine per vie centrali, l’unico sbocco per provare a sfruttarla era di giocare sugli esterni, ma come potevamo farlo domenica se la palla rasoterra si fermava nelle pozzanghere? Si era costretti, giocoforza, a mandare palla lunga in avanti, e così facendo non ti avvantaggia di certo la superiorità numerica. Il campo rallentava tutto insomma. Inoltre, loro avevano giocatori bravi nel gioco aereo, noi nelle ultime due partite non ne abbiamo avuti. E poi il Sorrento ha fatto una buona partita, da squadra organizzata, mettendoci in difficoltà in certi frangenti della partita. E noi non è che siamo il Barcellona per cui possiamo pensare di fare una passeggiata contro tutte le altre squadre del girone. Peraltro loro si difendevano in pratica con cinque con elementi, alcuni dei quali, tipo Pisani, con alle spalle anche stagioni in B (con Cittadella e Portogruaro ndr). In passato abbiamo fatto tante partite di qualità senza raccogliere, in alcune di queste, neanche un punto. Pagando sempre a caro prezzo errori individuali. C’è una sorta di compensazione, quindi, con quanto accaduto domenica. Dobbiamo continuare a lavorare coscienti delle difficoltà che incontreremo in casa, ma al contempo pure consapevoli delle nostre qualità”.
Dieci punti in otto partite: questo, sinora, lo score della gestione Novelli. “Giustamente voi guardate all’immediato. Tuttavia se andate a vedere, ho preso questa squadra con tre punti di vantaggio sulla nona e tale distacco permane adesso. Gli organici sono tutti diversi ormai e soprattutto vi dico: prima avete giocato sempre su questo tipo di terreno come invece capitato, sin dalla partita con l’Aprilia, da quando ci sono io. Se poi volete ignorare determinate cose, avete piena libertà di farlo. Nell’unica gara in cui si è potuto giocare su questo terreno, ritengo la squadra abbia mostrato una sua fisionomia di gioco, e mi riferisco al match col Teramo allorquando il loro portiere è stato il migliore in campo, mentre il nostro ha dovuto effettuare un solo intervento degno di nota durante la ripresa. Io ragiono sempre a lungo termine, comunque, e vi dico che una squadra che gioca al calcio arriverà sempre fino in fondo. Chi gioca un calcio diverso, potrà solo sfruttare eventuali situazioni favorevoli. E poi noi non abbiamo torri”.
Novelli spiega come mai nel finale, in doppia superiorità numerica, non ha dirottato Marchetti in attacco come aveva già fatto contro il Melfi. “Quando l’ho fatto in precedenza è perché perdevamo 1-0 ed a volte, vedi Castel Rigone,abbiamo così preso il secondo gol. Inoltre undici contro nove ritengo in tempo effettivo si siano giocati non più di sei minuti. Ma c’è un altro aspetto: il Melfi lasciava un solo giocatore in avanti, il Sorrento, invece, oltre a Chinellato, ha mantenuto Maiorino tra le linee dove creava grandi difficoltà. Quindi, qualora avessi lasciato il solo Gattari dietro, avremmo sicuramente rischiato parecchio. E’ vero che bisognava provare a vincere la partita, ma sempre mantenendo certi equilibri. Mettere Strumbo in difesa ed avanzare così Marchetti? No perché c’era Maiorino molto mobile e veloce e solo Marchetti aveva i requisiti per tenerlo a bada. Tant’è che quando nei minuti di recupero è andato in avanti, Giampà ha rimediato la seconda ammonizione per evitare l’uno contro uno tra l’avversario e Gattari. Non vedo perché bisogna andare a suicidarsi. Lasciare Marchetti dietro, mettendo Strumbo in attacco? Se mi sono permesso di spostare Marchetti in avanti, è perché, avendolo avuto anche alla Pro Patria, conosco la sua forza fisica, la sua esplosività a livello muscolare. Strumbo possiede caratteristiche completamente diverse”.
Dopo aver precisato come a suo avviso Giampà possa giocare sia davanti la difesa che da mezzala, l’ex allenatore di Foggia e Salernitana fa il punto sull’infermeria ed i convalescenti. “Carbonaro ha ripreso ieri facendo anche la partitella finale. Il suo viaggio a Palermo dei giorni scorsi era già previsto da tempo dovendo fare un’ultima visita e sbrigare altre situazioni. Senza contare che farlo giocare domenica su quel campo avrebbe voluto dire fargli rischiare una nuova ricaduta. Domenica potrebbe essere a disposizione, ma giocare è diverso. Pure Padulano ha bisogno di tempo. E’ un 94’ che viene da cinque settimane d’inattività, peraltro domenica ha dovuto giocare in un ruolo e su un campo non certo congeniali alle sue caratteristiche. Zampaglione, tra prima che arrivassi e dopo, è stato fermo diverse settimane. Determinati giocatori, poi, insieme han giocato solo un paio di partite”. Sul fatto che il Sorrento stava meglio fisicamente, arrivava prima sulla palla, andava a velocità doppia, Novelli osserva che “abbiamo fatto diversi tipi di lavoro durante l’ultimo periodo. Sia perché dovevamo farli, sia perchè diversi giocatori, essendo reduci da infortunio, avevano proprio bisogno di caricare visto che prima non l’avevano potuto fare poichè la domenica c’era la partita da giocare. Quindi un po’ ci aspettavamo le gambe imballate, anche se tale aspetto è stato evidenziato ancor di più dal campo di domenica e dai meriti dell’avversario. Questo perché essendo costretti a giocare sempre palla lunga e non avendo attaccanti in grado di trattenerla e consentire nel frattempo ai compagni di accorciare, la palla tornava immediatamente indietro. Mentre il Sorrento trovava gli spazi per ripartire, dando così la sensazione di arrivare prima sul pallone e andare più veloce. Era il Chinellato della situazione a permettere loro di mantenere la squadra su. Ma indipendentemente da questo, noi dobbiamo essere determinati nel credere in quello che facciamo. Certo è che per i carichi di lavoro che abbiamo, non è che giocando su questo tipo di terreno li smaltisci facilmente. Anzi è come giocare tre tempi, non due, su questo campo”.
Gli viene infine chiesto se dopo due mesi di lavoro, la squadra, rispetto a quando è arrivato, è a suo avviso cresciuta a livello atletico. E come l’abbia trovata da questo punto di vista. “Ogni collega ha le proprie idee ed io rispetto quelle di tutti. Ho tuttavia trovato tanti infortunati, il che presuppone necessariamente una spiegazione. Abbiamo gradualmente recuperato fisicamente quasi tutti, ma adesso bisogna fargli riacquistare la giusta condizione. Fare le corsette non è come fare una partita. Quindi dico che questa squadra è cresciuta tantissimo a livello fisico. Domenica, d’altronde, abbiamo tenuto per l’intera partita, quando, invece, contro l’Aprilia ad esempio, l’abbiamo fatto solo per i primi 55’, dopodiché qualcuno lamentava i crampi. Idem la settimana successiva a Messina. Già da Castel Rigone, invece, abbiamo retto fisicamente fino alla fine. Facendo i debiti scongiuri, negli ultimi due mesi non stiamo più avendo infortuni. Se riusciremo col tempo a vedere una Vigor intensa come piace a me? Senz’altro, almeno per un 70-75’. Fuoricasa abbiamo sempre trovato campi buoni. Solo qui è così e chi deve difendersi è avvantaggiato molto. Quando son venuto qui col Melfi, reputavo questo uno dei migliori campi della C, almeno come superficie di gioco”.
Ferdinando Gaetano
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