
Lamezia Terme - Buona la prestazione, non completamente il risultato. Possono essere sintetizzati così gli ultimi 90’ ufficiali giocati, in quel di Chieti, da Gattari e compagni. Tesi confermata da Raffaele Novelli nel consueto appuntamento con la stampa. “Rispetto alla gara col Sorrento, abbiamo fatto qualche passo in avanti anche se non ci voleva tanto. Atteggiamento giusto da parte della squadra anche se,vuoi per la qualità di gioco che per le quattro-cinque nitide occasioni avute, era una gara da vincere. C’è il rammarico per i due punti persi, insomma, ma anche soddisfazione ed ottimismo per la prestazione sfornata, che, in ogni caso, va migliorata sotto altri aspetti ancora. Nonostante nei giorni immediatamente precedenti l’incontro avessimo perso qualcuno in difesa, chi ha giocato al suo posto o è poi subentrato, e mi riferisco a Rondinelli e Torcasio, ha fatto bene”. Un Rondinelli preferito a Gona, dunque, come sostituto del febbricitante Rapisarda. “Nell’amichevole giocata a Pianopoli il 29 dicembre, l’avevo già provato da terzino. Così come nelle precedenti gare di campionato l’ho utilizzato in un ruolo per lui nuovo come quello di mezzala, ricoprendolo più o meno bene a seconda delle partite”. L’allenatore italo-svizzero spiega anche le ragioni che nel secondo tempo lo han spinto a dirottare il jolly di di Cortale a sinistra, con la conseguenza che a destra della linea arretrata è stato collocato il neo entrato Torcasio. “L’unico calciatore che ci stava creando qualche difficoltà era il loro esterno destro De Stefano, ma più che per suoi meriti poichè Malerba non era in giornata dopo tante buone prestazioni. A quel punto Rondinelli aveva il passo giusto per tenerlo a bada, tant’è che lo ha fatto molto bene. Anche Torcasio, quando entrato ad inizio ripresa, ha fatto bene nonostante il frangente non fosse facile, a livello di tensione, e si tratti solo di un classe ’95. Giusta tensione che dovremo essere bravi a mantenere fino all’ultima giornata in quanto capace di conferirci un grosso equilibrio e tranquillità. Pur dovendo ancora imparare tantissimo, Torcasio possiede una buona base di partenza su cui poter lavorare e crescere. Ha una certa attitudine alla spinta ed al cross ma ha bisogno dei suoi tempi di maturazione. Pur essendo ancora grezzo, ha i requisiti per far bene, quindi, e rappresenta un patrimonio importante per la società al pari di Voltasio, Tropea e qualche altro ragazzo”.
Prosegue, intanto, l’astinenza realizzativa dei biancoverdi, ora arrivata a cinque gare consecutive. C’è tuttavia da tenere presente come solo nell’ultima delle gare in questione Novelli ha potuto schierare il duo Del Sante – Zampaglione, ovvero quelli che sin qui sono stati gl’indiscussi cannonieri principe della squadra con, rispettivamente, sei e sette centri a testa. In due occasioni (contro Teramo e Melfi), addirittura, sono mancati entrambi. “Contro il Sorrento un po’ ero preoccupato di quest’astinenza dal gol visto che in quell’occasione non abbiamo proprio tirato in porta. A Chieti, invece, si è creato parecchio, anche se poi è ovvio che nel calcio devi anche concretizzare se vuoi vincere le partite. Bisogna essere più tenaci sottoporta. Sappiamo, tuttavia, che più volte arrivi alla conclusione e più, prima o poi, il gol lo trovi. Al contempo, però, c’è da dire che la difesa è stata molto compatta al cospetto di attaccanti molto rapidi e che nella precedente partita avevano messo più volte in difficoltà il reparto arretrato del Castel Rigone. Inoltre hanno una punta centrale molto prestante e brava a far salire la squadra. Senza tralasciare i vari Giorgino e Borgese che, a centrocampo, sono in grado di assicurare qualità e quantità. Sicuramente, dobbiamo fare qualcosa in più quando vi sono i presupposti per poter incamerare l’intera posta”. Gli viene chiesto se, con il rientro stabile in gruppo di Carbonaro, stia iniziando a pensare al 4-3-3. “Prima deve recuperare appieno ed iniziare a fare al meglio le cose semplici. E’ si tornato disponibile, infatti, ma naturalmente non ha ancora i 90’ nelle gambe; per cui bisogna continuare a tutelarlo senza fargli forzare i tempi come, purtroppo, siamo stati costretti a fare con Padulano il quale, per mancanza di attaccanti disponibili in quel frangente, ha dovuto giocare tre partite in una settimana quando era reduce da cinque d’inattività per infortunio. Non possiamo più permetterci di perdere altri giocatori. Anche Zampaglione deve crescere dopo l’ultimo stop. La differenza la si fa a lungo termine con la continuità di lavoro e l’equilibrio”. Complice la pausa natalizia quest’anno più breve, non si è potuto fare un sostanzioso lavoro di richiamo. “In quei quattro-cinque giorni liberi da impegni di campionato, tra Natale e Capodanno, abbiamo fatto qualcosina a livello di carichi di lavoro anche per fare prevenzione d’infortuni. Qualcuno per necessità ha dovuto lavorare un po’ di più e adesso ha bisogno di smaltire. Il recupero col Teramo ci ha poi impedito di fare qualche altro lavorino atletico ch’era in programma. Ad ogni modo, come ho già avuto modo di dire, rispetto alle gare con Aprilia o Messina non stiamo più vedendo giocatori coi crampi nei secondi 45’. Fermo restando che su tante cose non puoi migliorare contemporaneamente avendo giocatori reduci da infortuni ed altri no. Tra questi ultimi Del Sante può salire molto di più essendo calciatore che ha corsa, potenza e qualità. Se capisce quello che invece non ha e su cui deve perciò migliorare, diventerà un attaccante in grado di poter far molto male in questa categoria”. Vuoi per caratteristiche che per condizione, essendo l’unico, li davanti, a non aver avuto problemi fisici di una certa entità, facciamo personalmente notare a mister Novelli come contro il Chieti si sia avuta l’ulteriore conferma di quanto Del Sante sia mancato contro Teramo, Melfi e Sorrento. “E’ l’unico con determinate caratteristiche – ci viene risposto - visto che gli altri si assomigliano parecchio. Ed una squadra di calcio ha bisogno di attaccanti-interpreti diversi, tipo il brevilineo, quello prestante o quello potente. Quando hai tutte queste diversità, sei in grado di proporre tante soluzioni diverse. Domenica giocheremo su un campo particolare e quindi dovremo adattarci ad esso per raggiungere lo scopo. Se poi vogliamo l’alibi del campo, saremmo dei perdenti”.
Tra l’altro, nell’occasione al D’Ippolito arriverà una delle formazioni più forti e competitive del girone. “Non mi spaventa il Foggia, quanto, piuttosto, la mia squadra quando la vedo giocare come contro il Sorrento. Nonostante tutto, in quella gara si sono visti anche dei pregi, tipo l’aver saputo soffrire senza mai disunirsi. Certo, dovesse ricapitarci un’altra prestazione del genere, sarebbe preoccupante dato che ritengo questo un gruppo in possesso di qualità. Per il resto tutte le squadre sono organizzate e vogliono vincere. Se tu stai bene in campo e dimostri di avere cuore, cioè arrivi prima sulla seconda palla, sei in grado di sopperire all’eventuale maggiore qualità dell’avversario. Puntando, in altre parole, ad evidenziare i propri pregi e, allo stesso tempo, i punti deboli altrui. Questa è la giusta chiave di lettura di una partita. Poi a volte si può ricorrere alla palla lunga, ma esclusivamente come momentanea alternativa al fraseggio quando, in alcune fasi del match, questo dovesse risultare eccessivamente complicato”. Questo il giudizio del tecnico vigorino su uno degli ultimi arrivati. Quel Piacenti (nella foto mentre, appena arrivato a Lamezia, si presenta e saluta il suo nuovo allenatore) che ha fatto l’esordio in biancoverde proprio domenica allo stadio Angelini. “E’ venuto con la voglia di mettersi in discussione. E’ un portiere giovane ed in quanto tale deve farsi strada lavorando ogni giorno con la giusta determinazione e predisposizione al sacrificio. Per il resto, soprattutto quando si tratta di portieri, essendo un ruolo diverso rispetto a tutti gli altri, ormai sapete che sono abituato a dimostrare loro stima e fiducia in particolar modo nei momenti di difficoltà. Non quando ti salvano il risultato o ti parano un rigore. Il mio ruolo è proprio quello di trasmettere fiducia nei momenti più delicati. In ogni caso, un po’ in tutti i reparti, dopo i recenti innesti adesso c’è una sana concorrenza che, se interpretata nel modo giusto, non può far altro che migliorare la qualità del lavoro che si va a fare”. Saggia la risposta data a chi gli fa presente come siano diversi gli elementi diffidati e quindi a rischio squalifica nelle prossime gare. “Il calciatore dev’essere libero mentalmente. Quello che deve evitare, ma questo sempre e non solo quando è in diffida, sono le proteste inutili o banali. Per il resto, poi ci sono circostanze durante una partita in cui non puoi essere condizionato dall’essere diffidato. Anche perchè altrimenti dovremmo pensare solo ad attaccare e non a difendere proprio per non rischiare il fallo. In ogni caso, rispetto a prima adesso abbiamo maggiore intercambiabilità, per cui siamo più in grado di far fronte a qualche assenza”. Il diretto interessato osserva come gli fosse già capitato che una sua squadra non segnasse per cinque giornate consecutive. “Mi è capitato nelle prime partite di campionato. E vi dico di più, che ogni qualvolta ho superato queste prime cinque partite senza segnare, ho poi sempre fatto i play-off. Dichiaro sempre che quando si lavora molto in estate, si crea una certa mentalità oltre a fare prevenzione a livello d’infortuni dato che questi finiscono, inevitabilmente, per ripercuotersi anche sulla qualità di gioco. Prima di firmare un contratto, e quindi di mettere la sua durata e l’importo, a me interessa che ci sia unità d’intenti. A Foggia, faccio un esempio, ad inizio della stagione 2008-09 persi 3-0 in casa contro il Barletta. Chi capiva di calcio però capì come quel risultato fosse frutto di una diversa preparazione fatta dalle due squadre. Tant’è che mi permisi di dire, nonostante la bordata di fischi piovutaci addosso a fine partita, che dovevamo essere noi bravi a tramutarli in applausi. Il risultato finale fu che mentre il Barletta non arrivò neanche tra le prime sei-sette, noi concludemmo al quarto posto disputando i play-off. Come a dire che un tecnico ad inizio stagione sa di dover buttare le basi per costruire qualcosa in grado di poterti far superare tutti gli ostacoli e le difficoltà che si porranno davanti durante l’intero arco del campionato. E chi fa questo sa già quali potranno essere i momenti nei quali s’incontreranno dei problemi. Spesso, nel mio caso, si rimarcano gli esoneri, ma non altrettanto i play-off disputati”. Ed a proposito di esoneri, Novelli ritorna su quello da lui vissuto a Sorrento. “Ogni esperienza passata ti fa crescere tantissimo, facendoti ad esempio capire quali siano le situazioni in assenza delle quali non si deve accettare di guidare una squadra dall’inizio. A Sorrento fui esonerato proprio dopo essere subentrato a Simonelli, ossia colui che, da poche settimane, è il nuovo tecnico dei costieri. Prima del mio avvento erano penultimi in classifica, col sottoscritto arrivammo quasi a metà classifica ma fui esonerato a mia volta dopo avere perso contro il Novara dei vari Rubino, Gonzales, Lisuzzo e compagnia. Ovvero al cospetto di un gruppo che da li ad un paio di anni sarebbe arrivato in serie A. Ricordo misi Paulinho (attualmente in forza al Livorno anche se, nelle ultime ore, pare essere diventato oggetto di desiderio della Lazio di Edy Reja ndr) punta centrale essendo convinto di dimostrare alla proprietà, così facendo, come non ci fosse bisogno di riandare sul mercato per prendere un attaccante che sarebbe costato più di 100 000 euro per il girone di ritorno e tra l’altro reduce da diversi mesi d’inattività. Senza contare che sfruttando Paulinho, essendo in comproprietà, la società poteva far soldi. A volte, però, quando intendi proteggere la società e non fargli spendere inutilmente dei soldi, può capitare che un presidente si senta come ferito dentro. Ed infatti allora fui esonerato dapprima io e successivamente anche il direttore sportivo Fabio Lupo visto che anch’egli non condivideva tale volontà di andare a prendere un altro attaccante. La storia credo ha poi dimostrato come Paulinho abbia fatto bene sia in B che in serie A giocando punta centrale”.
Notiziario e mercato
Sia ieri che oggi la squadra ha sostenuto una seduta mattutina al Riga, dove domani, a partire dalle ore 11:00, Gattari e compagni dovrebbero sostenere una partitella in famiglia. Si è finalmente riaggregato al gruppo Mangiapane. Svelate, intanto, le generalità dell’attaccante classe ’94 il cui arrivo era stato preannunciato giovedì scorso dal diesse Maglia. Trattasi del prestante (192 centimetri di altezza) Gianpiero Tozzi, che in questa prima metà di stagione non ha trovato spazio nella Nocerina, in Prima Divisione, e che starebbe perciò per tornare al Parma, club proprietario del cartellino del ragazzo, il quale, a conferma dell’ormai consolidato asse di mercato instaurato col club di via Marconi, lo girerebbe in prestito proprio ai biancoverdi dove Tozzi ritroverebbe quel Piacenti avuto come compagno di squadra a Foligno (quattro presenze e nessun gol), nel girone di ritorno dello scorso campionato di Seconda Divisione.
Ferdinando Gaetano
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