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Lamezia Terme - Sembra essersi aperto uno spiraglio riguardo una possibile, quanto prossima, ripresa nei vari campionati calcistici regionali, ad iniziare da quello di Eccellenza. Difficile, però, prevedere se tali speranze saranno davvero in grado di tramutarsi in realtà. Ma veniamo ai fatti. Sabato scorso si è tenuta una riunione tra i presidenti dei vari Comitati Regionali Lnd dell’area sud, al termine della quale è stato stilato un documento comune poi fatto pervenire al presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia. Quest’ultimo nei prossimi giorni provvederà a fare una sintesi sulla base delle proposte pervenutegli dai CR del resto del paese e quindi a trasmettere il tutto, con relative istanze, a Coni e Governo. I vari Comitati Regionali del sud Italia hanno chiesto l’autorizzazione a poter far ripartire, a metà febbraio, il massimo torneo regionale, per poi sperare che il nuovo DPCM del 5 marzo possa dare il via libera anche per la Promozione e gli altri campionati minori.

Ovviamente l’Eccellenza ripartirebbe con un nuovo, e più stringente, protocollo sanitario, simile in tutto, o quasi, a quello che da dicembre vige in serie D. In pratica tutti i club dovrebbero sottoporre il gruppo squadra - staff tecnico a test sierologici e/o tamponi molecolari tutte le settimane, e in particolar modo prima di ogni gara. Per le società di Eccellenza questo implicherebbe un aggravio dei costi quantificabile in 3-4 mila euro al mese, a patto, naturalmente, di poter usufruire della convenzione con qualche laboratorio medico autorizzato.  Come avviene in D con un prezzo convenzionato di una decina di euro a tampone. Il ministro Spadafora ha inoltre promesso, come già avviene proprio per le società del massimo torneo dilettantistico nazionale, un contributo ad hoc a tutti i club interessati da quest’eventuale ripartenza tra febbraio e marzo.

Intenzioni ed auspici che vanno tuttavia a cozzare con i freddi numeri dei contagi che continuano a registrarsi quotidianamente un po’ in tutte le regioni del bel paese. Né invitano all’ottimismo le diverse partite settimanalmente ancora rinviate in serie D. Ben quattro, sulle nove in programma, ad esempio ieri nel girone I (quello campano-lucano-calabro-siciliano). Anche perché il presidente del CR Calabria, Saverio Mirarchi, sempre che si riuscisse a ripartire effettivamente entro metà febbraio, ha tracciato una “road map” che prevedrebbe, per ciò che concerne l’Eccellenza nostrana, peraltro quest’anno non più a sedici ma a diciotto squadre, due turni infrasettimanali al mese, in modo da permettere di concludere la stagione entro l 10 luglio.   Ricordiamo, infatti, che sono state disputate appena sei giornate, e neanche in modo completo, e quindi ne restano ancora la bellezza di ventotto da giocare. I tempi sarebbero ristrettissimi, insomma, senza contare che in Calabria, e non solo, giocare a giugno e inizio luglio significherebbe farlo sotto 30, o più, gradi centigradi. Né tutti gl’impianti di Eccellenza sono provvisti di un adeguato sistema di illuminazione, tale da consentire, in tale periodo, la disputa delle gare in notturna.  

Dal nostro punto di vista, l’unica ipotesi  concretamente praticabile resta quella di riprendere a marzo con la disputa della parte restante del solo girone di andata, per poi dar vita a play-off e play-out allargati, ovvero coinvolgendo, rispettivamente, le prime ed ultime otto – dieci in classifica.  Tale scelta andrebbe peraltro a “calmare” le giuste rimostranze di quel club di Promozione, Promosport ed Acri su tutti, che hanno già dichiarato di non essere affatto d’accordo all’ipotesi di far riprendere, per il momento, solo il campionato di Eccellenza con la giustificazione che questo sia legato, per il meccanismo delle promozioni e retrocessioni, a quello di serie D. Anche perché, aggiungiamo noi,  in tal caso come si farebbe poi a decidere quali club di Promozione dovranno andare a rimpiazzare le retrocesse dalla categoria superiore?

Ferdinando Gaetano

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