
Lamezia Terme - Ad ormai quasi due mesi dall’interruzione di tutti i campionati dilettantistici regionali, va sempre più profilandosi la possibilità che l’attuale stagione, disputata per trequarti, non venga più chiusa sul campo, bensì sulla base delle classifiche sin qui maturate. Ma ad essere a rischio è anche la prossima, dato che al momento non può essere fatta alcuna previsione circa l’andamento futuro della pandemia. Il vaccino non sarà disponibile prima della fine dell’anno, a voler essere ottimisti, e quindi tutto dipenderà da dati e scenari attualmente poco chiari. Ad esempio, sarebbe di fondamentale importanza conoscere il numero reale dei soggetti che hanno finora contratto il virus, in modo da poter stabilire l’effettivo tasso di mortalità. Sappiamo bene che una cosa è se sia stato, ad esempio, del 2%, un’altra del 10-15%. C’è poi l’ipotesi, e ce lo auguriamo tutti, che il virus possa via via diventare sempre meno aggressivo e, quindi, pericoloso.
Tanta l’incertezza, insomma. Pare, tuttavia, altamente improbabile che l’attuale stagione agonistica possa riprendere ed essere portata regolarmente a termine. Se sono già basse le chance che possa ripartire la Serie A, figuriamoci i campionati dilettantistici. “Non ci sono le condizioni – ha dichiarato domenica scorsa alla Domenica Sportiva, su Rai2, il presidente della LND Cosimo Sibilia – per poter rispettare, nel nostro mondo, il protocollo medico sin qui stilato come condizione per permettere di tornare in campo. Per questo siamo in attesa di un ulteriore documento”.
Si preannuncia cruciale il Consiglio Federale in programma venerdì 8 maggio. Qualora si decidesse ufficialmente che l’attuale stagione non potrà essere portata regolarmente a termine, due sarebbero le alternative per ciò che concerne i vari campionati dilettantistici. L’unica normativa federale, prevista in caso di guerra o pandemia, di appoggio, o meglio vicina a quella che potrebbe essere la soluzione a questa situazione, prevede la promozione della prima in classifica, al momento dell’interruzione, di ogni campionato o suo girone, e la retrocessione dell’ultima. Qualora questa ipotesi si tramutasse in realtà, per quel che riguarda il girone I della Serie D, salirebbe tra i professionisti il Palermo, mentre la Palmese retrocederebbe in Eccellenza. Torneo, quest’ultimo, dal quale verrebbe promosso il San Luca e declassato il Trebisacce. In Promozione, invece, sarebbero promossi Belvedere (girone A) e Stilese (girone B), mentre retrocederebbero San Marco e Villese. Salirebbero dalla Prima Categoria in Promozione le attuali prime dei rispettivi gironi, ovvero Villaggio Europa, Caraffa, Parghelia e Borgo Grecanico. Finirebbero in Seconda Categoria Cerzeto, Girifalco, Real Mileto e Scillese. Stesso discorso varrebbe, ovviamente, per i campionati, o meglio gironi, di Seconda e, solo per le promozioni, Terza Categoria. Ovvio che questa modalità di ammissione di ufficio al campionato superiore, e di retrocessione a quello inferiore, dalla D a scendere sarà praticabile solo se farà altrettanto la Lega Pro in particolare. In caso di blocco delle retrocessioni in Serie C e in D, per i vari tornei regionali rimarrebbe l’unica possibilità di prevedere solo promozioni, con conseguente aumento, da sedici a diciotto, del numero delle compagini ai nastri di partenza dell’Eccellenza calabrese 2020-21.
Altra ipotesi, meno giusta e meritoria, sarebbe quella di far finta che questa stagione non sia mai iniziata, e quindi ripartire, a settembre o ottobre, con le stesse partecipanti ai vari campionati regionali 2019-20. Quella venutasi a creare è, d’altronde, una situazione straordinaria e come tale andrà calcisticamente conclusa.
Ferdinando Gaetano
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