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di Ferdinando Gaetano

Lamezia Terme, 7 giugno - La Vigor Lamezia riparte da Massimo Costantino e non solo. A distanza di alcune settimane dal prolungamento del rapporto col direttore sportivo Fabrizio Maglia, la società di via Marconi fissa un altro solido paletto in vista della prossima stagione. Una permanenza in biancoverde, quella del bravo allenatore di Sant’Eufemia, destinata inevitabilmente a tirarsi dietro parecchi di quegli elementi che, nonostante l’amaro ed immeritato epilogo finale, sono stati comunque protagonisti di un grandissimo campionato. I primi ad aver accettato, al pari del tecnico, un biennale, legandosi così saldamente alla Vigor, sono il centrale difensivo Filippo Gattari ed il mediano Carmine Cerchia, ai quali potrebbe presto seguire Giuffrida. L’annuncio  è stato dato  dal diesse lametino proprio durante la conferenza stampa tenutasi nel primo pomeriggio ed incentrata sul proseguimento del rapporto tra la dirigenza lametina e l’ex trainer della Rossanese.

A dare il la alla discussione, è stato il presidente Mascaro il quale ha esternato "la gioia della società per esser riusciti a confermare le due persone che più di ogni altra sono stati gli artefici di una stagione esaltante e che non si è conclusa col risultato che meritavamo soltanto perché si è verificata una circostanza che nel calcio accade ogni 40 anni, vale a dire perdere due partite dopo averle entrambe dominate. Per noi ripartire da Maglia e Costantino è una grande vittoria essendo personalmente a conoscenza del fatto ch’erano entrambi richiesti da club di categorie superiori, oltre che piazze prestigiose. Siamo insomma qui per dire a tutti che la Vigor riparte nonostante reduci da una cocente delusione che abbiamo comunque già metabolizzato e che non ha intaccato il nostro entusiasmo, lo stesso che abbiamo subito visto negli occhi del mister e del diesse. Per il resto, inutile parlare di progetti ed ambizioni perchè le vittorie si conquistano sul campo e non con le parole. Vedi quanto successo, in negativo, alla Neapolis quest’anno. Di certo non intendiamo  disperdere quanto di buono fatto nell’annata da poco conclusasi. E queste prime riconferme vanno proprio in tale direzione".

A prendere la parola è poi stato il direttore Maglia."Bisogna continuare nel percorso intrapreso qualche anno fa, facendo del nostro credo calcistico il lavoro quotidiano. Un lavoro a 360 gradi, fatto di monitoraggio dei giovani in simbiosi con la società e sempre con un occhio rivolto al bilancio, in modo da tenere i conti sempre in ordine. Anche perché solo così ormai si può avere vita lunga in questo sport. E poi nel calcio non è detto che vince chi spende di più, ma soprattutto chi riesce a lavorare bene, muovendosi in anticipo sugli avversari e coniugando risorse non eccelse con un progetto tecnico importante. Il fatto che pochi giorni dopo una forte delusione, siamo già pronti a ripartire, credo la dica lunga sulla lungimiranza e voglia di far bene di questi dirigenti e quest’area tecnica. Era importante iniziare con la conferma dell’allenatore, cosa di cui sono strafelice avendo un grande rispetto reciproco che deriva dal vedere il calcio alla stessa maniera e non soltanto dal punto di vista tecnico ma, ad esempio, anche della gestione a 360 gradi di quello ch’è il pianeta calcio. Io e Massimo abbiamo l’ambizione di costruire qualcosa d’importante per questa squadra".

"Solitamente – ha esordito, dal canto suo, lo stesso Costantino - dopo aver fatto tanto bene in un ambiente, sia a livello di punti che di gioco prodotto, si va via lasciando le porte aperte per poi magari tornare dopo qualche anno qualora non si è nel frattempo riusciti a far carriera oppure si è raggiunti, a livello di categoria, dalla stessa società. Io non ho fatto questo per un semplice ed unico motivo: perché la Vigor Lamezia mi ha prospettato un progetto vero e non a chiacchiere, offrendomi, a conferma di ciò, un biennale. Il nostro motto resterà lavorare sul campo, continuando a pensare partita dopo partita. Faremo una buona squadra col solito mix di giovani e meno giovani, avendo dimostrato di saper far bene anche con qualche under di più in rosa".

Il giovane tecnico non è d’accordo con coloro che sostengono come adesso abbia tutto da perdere. "So che non sarà facile continuare a lavorare qua, ma non condivido assolutamente quando mi si dice che sarà impossibile fare meglio. Anche arrivare quarti con 60 punti, sarebbe ugualmente un grande risultato. Basti pensare che la Paganese sta per vincere i play-off pur essendosi classificata sesta. Fare bene non significa quindi dover per forza arrivare secondi o primi. L’importante è continuare  a fare calcio coi nostri giovani, i quali dovranno essere sempre sulla bocca di tutti. Avremmo il target dell’anno scorso, rispettando determinate regole. E ciò non vorrà dire accontentarsi. Quindi non aspettatevi nomi altisonanti, anche perché non sono questi, a mio avviso, a far vincere le partite. Magari inizierete a criticare quando arriverà qualche giocatore che non conoscete, come successo l’estate passata, consapevoli però che abbiamo poi dimostrato di saperci fare. Per cui stavolta avrete maggiore fiducia in noi".

Nessun sbottonamento sulle mosse di mercato, insomma. "Prima cosa rimpiazzeremo chi andrà via, rendendo la squadra funzionale alle esigenze tecnico-tattiche. La mia conferma non è stata solo volontà della società, ma anche mia. E così sarà anche per i calciatori. Non possiamo certo obbligarli tutti a restare, per cui qualcosa cambierà. Se riproporremo il 4-2-3-1? Prima vediamo come andrà il mercato. Al momento posso soltanto anticipare che la linea difensiva continuerà ad essere a quattro. Il resto del modulo lo decideremo in base alle caratteristiche dei calciatori che avremo a disposizione".

Qualcosina di più invece l’anticipa Fabrizio Maglia. "Se posso muovermi un appunto in merito alla scorsa stagione, è l’aver costruito una squadra un po’ troppo sbilanciata visto che amiamo giocare con i giovani, e non solo per un fatto di cassa. Di conseguenza, cercherò di distribuire gli under in maniera più omogenea, senza concentrarli in un reparto più che in un altro.  Dobbiamo costruire una Vigor che possa durare nel tempo, tant’è che stiamo iniziando a proporre contratti di durata superiore ad un solo anno a calciatori che, indipendentemente dall’aspetto anagrafico, abbiano fame e voglia di arrivare. Sarà una squadra che dovrà fare bene, quanto lo deciderà il campo".

Non potevano mancare le domande sul futuro di Mancosu. "E’ ovvio che il campionato da lui disputato lo ha portato ad essere attenzionato  anche da club di categoria superiore alla nostra. Persino squadre di serie B.  A Lamezia è esploso e ci siamo lasciati con le lacrime agli occhi, perché succede così quando in un ambiente un calciatore si trova bene  con i compagni, l’allenatore, la società e la città in generale. Aspetti che concorrono alla formazione di un grande gruppo. Posso dirvi che Matteo mi ha detto. “Direttore, se devo andare al Catanzaro, passerò prima da lei”. E questo la dice lunga sul rapporto creatosi tra noi ed il ragazzo. A parità di categoria, ma anche rispetto ad una normale squadra di Prima Divisione, perciò ritengo Mancosu possa restare con noi". Ancor più convinto il massimo dirigente vigorino. "Tra tutte le attuali squadre di C1, soltanto una decina potrebbero allettarlo più della Vigor Lamezia. Chiunque viene in questa città, non se ne vuole andare perché si trova benissimo".  Mascaro quindi risponde a chi gli chiede se la società da lui presieduta possa essere ripescata.  "Non ci credo, ma la società sta facendo di tutto per farsi eventualmente trovare pronta. Se diminuiranno le squadre in C1, infatti, con tutta probabilità non si effettueranno ripescaggi, bensì verrà ridotto da diciotto a sedici il numero dei club componenti ciascuno dei due gironi. Al massimo, vedo più probabile una serie C unica già a partire dalla prossima stagione".

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