
Lamezia Terme - “Trovo illogico e prematuro iniziare a fare processi sommari su quelle che potrebbero essere le carenze d’organico in una squadra che ha raccolto 13 punti in sei giornate. Ciascuno di noi alla vigilia del campionato avrebbe messo non una, ma cento firme, per poter essere primi, in condominio col Cosenza, dopo sei partite”. Il diesse biancoverde Fabrizio Maglia è risoluto nel prendere la parola e difendere a spada tratta il proprio gruppo dopo il primo passo falso stagionale. “È normale che la sconfitta di domenica un po’ bruci essendo arrivata tra le mura amiche e peraltro in una giornata caratterizzata da pochi pareggi, con la conseguenza che la classifica si è un po’ accorciata. Ma non può e non deve ridimensionare quanto sin qui fatto anche perchè non abbiamo velleità di primo posto, fermo restando che se dovessimo restarci fino alla fine saremo i più contenti di tutti. Il nostro obiettivo, però, è unicamente raggiungere la Lega Pro unica e posso garantirvi che sottoscritto, squadra, tecnico e ancor di più società, non guarderanno in faccia nessuno pur di centrare tale traguardo. Le posizioni di classifica possono variare di settimana in settimana anche perché diverse squadre non hanno ancora espresso in pieno quelle che sono le proprie potenzialità, essendo state tra l’altro allestite con risorse economiche decisamente più importanti delle nostre. Ad oggi, un primo bilancio sommario perciò non può che essere per noi positivo”.
Il direttore sportivo vigorino non vuol sentire parlare di centrocampo troppo snello. “Premesso che Scarsella e Romano il posto da titolare dovranno guadagnarselo domenica dopo domenica, c’è un ’91 come Perrino con oltre cento partite in Lega Pro. Senza contare che all’occorrenza anche D’Amico è in grado di ricoprire il ruolo di centrocampista centrale. E poi a voi che vi state soffermando sulla presunta coperta corta a centrocampo chiedo, facendo i debiti scongiuri, ma se si dovessero far male contemporaneamente Marchetti e Gattari la situazione sarebbe meno grave? E’ normale che durante un campionato si alterneranno momenti in cui la rosa sarà al completo ad altri in cui ciò non si verificherà. In alcuni frangenti l’allenatore si ritroverà inevitabilmente a dover fare di necessità virtù. Ad oggi, però, questa problematica non si pone anche perché da qui ad un paio di settimane i tempi di recupero di Rossini, che per noi resta un elemento fondamentale, inizieranno ad accorciarsi sensibilmente. Perrino è già ritornato a disposizione dopo che, solo per scelta precauzionale, domenica era stato mandato in tribuna; e poi c’è un ragazzino del ’96 che, seppur reduce dal doppio salto dagli Allievi in prima squadra nel giro di un paio di mesi, sta sgomitando, facendosi apprezzare durante gli allenamenti settimanali, tant’è vero che il mister non ha avuto nessuna remora psicologica a gettarlo nella mischia a 7’ dal termine in un match, per giunta, nel quale dovevamo recuperare. Il che la dice lunga su quella ch’è la stima nutrita dall’area tecnica nei riguardi del ragazzo. Se il sottoscritto ha deciso personalmente di portarlo quest’estate in ritiro e se il tecnico ha inteso continuare a tenerlo in prima squadra, vuol dire che entrambi intravediamo in lui prospettive quantomeno discrete. Giampà era con noi solo per una forma di cortesia avendo chiesto a me personalmente di potersi allenare. Poi è ovvio che quando hai un elemento, le cui qualità non le scopro certo io, che si allena con te e dimostra di essere un elemento importante per la categoria, puoi anche farci un pensierino”.
Maglia non nasconde la propria delusione per i soli 1200 accorsi domenica al D’Ippolito. “Da lametino vedere lo stadio di una squadra in testa alla classifica, e reduce da quattro vittorie ed un pari in cinque partite, desolatamente vuoto tolto lo zoccolo duro di quei 1000-1200 affezionati, tra paganti e non, compresi quei trenta irriducibili della gradinata est che incitano la squadra dall’inizio alla fine, mi fa dire che una grande risposta Lamezia non la stia dando e non l’ha mai data. Questa squadra ha il pubblico occasionale delle grandi occasioni. Il che non invoglia certamente una società che sta già facendo grossi sacrifici, a compiere ulteriori investimenti su una rosa che peraltro sta facendo abbastanza bene. E non possiamo dare la colpa sempre e solo a Sky visto che nello scorso week-end Inter, Roma, Juventus e Milan han giocato l’anticipo del sabato ed il posticipo domenicale. Le condizioni metereologiche, poi, fino alle 14:45 erano buone, per cui credo che qui si voglia un po’ la botte piena e la moglie ubriaca. E vi garantisco che in una situazione economicamente difficile come l’attuale già gl’imprenditori fanno difficoltà a gestire le proprie aziende, figuriamoci quelli che, come i nostri, continuano a spendere in maniera giusta ed oculata anche nel calcio. Ma se la città non risponde adeguatamente neanche con la squadra prima in classifica, ditemi voi dove bisogna andare a parare”. Nel frattempo, a prescindere dalle presenze e dagl’incassi, bisogna riprendere la serie utile bruscamente interrottasi con il Tuttocuoio. “Il fatto di esser partiti bene può aiutare ma dobbiamo essere bravi a continuare e non a gestirci, anche perché è impossibile dopo sei turni, prendendo spunto da partite come quella di domenica e lavorando ancora di più per cercare di migliorare nei difetti laddove ci sono”. Parole d’elogio Maglia le riserva al Melfi ed al suo trainer in particolare. “I lucani possono costituire una sorpresa per chi non conosce il loro organico e principalmente il loro allenatore, che risponde al nome di Dino Bitetto, professionista serissimo e competente”.
VOLTASIO
“Contento dell’esordio ma un po’ meno per com’è finita la partita. Ringrazio comunque il mister della fiducia datami e spero di poter continuare a dare il mio contributo alla squadra per raggiungere quello ch’è l’obiettivo stagionale”. Una decina scarsa di minuti giocati con personalità e sicurezza, per il mediano di Acquappesa, tanto d’aver fatto un po’ rimpiangere per la sua entrata probabilmente troppo tardiva. “Ci sono giocatori molto più esperti di me – risponde con modestia il classe ‘96 - ed è giusto che giochino loro. Io devo pensare a farmi trovare pronto e dare il massimo quando chiamato in causa”. Pietro Voltasio è reduce dal doppio salto, essendo passato dagli Allievi alla prima squadra in un paio di mesi, sfiorando soltanto la Berretti. “Sono già contento di potermi allenare con la prima squadra ed andare in panchina. Figuriamoci a giocare nonostante solo per pochi minuti”.
TEST IN FAMIGLIA
Nella consueta partitella infrasettimanale al D’Ippolito, mister Costantino ha fatto disputare due tempi da mezzora ciascuno. In entrambi ha sostanzialmente provato lo stesso undici titolare con qualche cambio di pedine e modulo nel secondo. Nei primi 30’ sia la formazione con la pettorina rossa che quella delle cosiddette riserve (con maglietta bianca, sono state schierate col 4-2-3-1. Da una parte Bibba; Rapisarda, Marchetti, Gattari, Malerba; Scarsella, Romano; Rondinelli, Zampaglione, Carbonaro; Del Sante. Dall’altra: Rosti; Gona, De Martino, Strumbo, Pirelli; Perrino, Voltasio; De Giorgi, Padulano, Torcasio; D’Amico. Ad aprire le marcature è stato Carbonaro, seppur in sospetta posizione di off-side. Quindi il momentaneo pari di Padulano prima del 2-1 di Del Sante. Nei primi minuti del secondo tempo, l’undici in pettorina arancione è rimasto invariato sia negli uomini che nel modulo. Poi si sono invertiti di squadra Gona e Rapisarda, mentre Zampaglione ha lasciato il posto a D’Amico e Rondinelli ad un esterno classe ’92 in odore di tesseramento. Costantino ha successivamente variato il quadro tattico passando dapprima al 4-3-1-2, per poi proporre un 4-4-2 con D’Amico esterno sinistro di centrocampo, Padulano a destra ed in avanti il duo Del Sante-Carbonaro. A segno stavolta è andata solo la formazione dei titolari con D’Amico ed un rigore procurato da Padulano e magistralmente trasformato da Del Sante per il definitivo 4-1. Oggi, venerdì 11 ottobre, seduta mattutina (11:00) al Riga.
Ferdinando Gaetano
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