
Lamezia Terme - Un incontro risultato sostanzialmente interlocutorio, quello organizzato dall’assessore comunale allo sport Rosario Piccioni, per cercare di far riappacificare l’ambiente biancoverde e smuovere la situazione d’empasse venutasi a creare a seguito delle dimissioni dell’intero CdA della prima realtà calcistica cittadina. Nonostante gli oltre quattrocento tifosi, più e meno giovani, accorsi presso il chiostro di San Domenico, alla fine nessuno dell’ala “contestatrice” ha inteso prendere pubblicamente la parola per interloquire o esprimere le proprie civili rimostranze al gruppo dirigenziale dimissionario, presente al gran completo nelle prime file della platea. Ad intervenire sono stati, più che altro, cittadini-tifosi, la maggior parte dei quali coi capelli ormai bianchi. E’ stato il caso del signor Crapis, ex segretario dell’allora presidente Giovanbattista Ventura, del signor Cuiuli, figlio di uno dei primi fondatori della squadra, di Francesco Morabito, uno dei tanti piccoli sponsor che ogni anno danno il loro contributo alla società di via Marconi, dell’ex assessore Riccardo Viola, del signor Vasta e, infine, di un giovane tifoso, dettosi convinto di come l’attuale crisi sia esclusivamente frutto di un’incomprensione tra le parti, superabile magari attraverso un incontro riservato tra le stesse. Tutti interventi “filo-societari”, o quasi, dunque, con un unico comun denominatore: l’invito all’unità ed a stringersi attorno a questa società rivelatasi, al momento, l’unica avente a cuore le sorti della Vigor Lamezia. Non è mancato, ovviamente, chi, come lo sportivo Riccardo Viola, ha spronato in direzione della costituzione di un’unica squadra, in grado di unire, a suo dire, realmente la città.

L’unico esponente della dirigenza ad aver preso il microfono tra le mani è stato il presidente Paolo Mascaro, lasciatosi andare ad uno dei suoi tradizionali interventi intrisi di trasporto e forte passione per i colori biancoverdi. Il massimo esponente societario ha ribadito di non aver al momento ricevuto alcuna telefonata o richiesta da imprenditori o professionisti interessati alle quote sociali, aggiungendo di non saperselo spiegare visto che si ritroverebbero tra le mani un vero gioiellino, “al contrario di quel gruppo di pazzi che sette anni addietro rilevò una società agonizzante, alle prese con penalizzazioni varie, provvedendo, nel tempo, a risanarla con grossi sacrifici. Un gruppo di persone animate unicamente dal grande attaccamento ed amore verso la Vigor Lamezia, e che perciò mai, come ha invece scritto qualche giornalista, potrà andare a foraggiare altre squadre della nostra Regione. Solo per amore di questi colori, da tre anni si stava lavorando al raggiungimento della fatidica serie C unica, ovvero quella categoria che dopo oltre trent’anni potrebbe finalmente vedere Lamezia Terme confrontarsi con piazze di assoluto blasone e prestigio quali Salerno, Catanzaro, Bari, Messina, Cosenza, Taranto, Foggia e via dicendo”.

Ed eccoci al nodo cruciale. “Secondo voi - ha proseguito Mascaro - perché dopo aver fatto tanto, proprio quando ormai il traguardo s’iniziava ad intravedere, questa società ha deciso di tirarsi indietro? Perché conosciamo il calcio e sappiamo che il grande campionato dell’anno scorso, quello degli 80 punti, è stato reso possibile soprattutto dalla grande coesione tra tutte le componenti che si era venuta a creare nell’ambiente; in primis grazie al grande apporto fornito dalla tifoseria che, ricordiamocelo, ad esempio trascinò la squadra alla rimonta nel match in notturna col Milazzo, o a vincere tante altre gare nei minuti finali. Dopo la stagione appena conclusasi, noi dirigenza abbiamo preso invece atto di come questa comunità d’intenti si sia totalmente dissolta. Già sin dal ritiro pre-campionato allorquando la squadra fu duramente contestata nell’amichevole col Benevento. Avendo capito di essere diventati da ostacolo al raggiungimento di una nuova coesione tra le varie parti, si è deciso di fare un passo indietro; ma l’amara realtà ha sinora detto che, pur potendo contare su un bacino d’utenza di 150 mila abitanti, nessuno, e dico nessuno, ha manifestato il minimo interessamento ad una società modello, senza l’ombra di un debito. Le porte sono spalancate perché la Vigor è vostra, non di questi dirigenti. Eravamo pronti, non senza un rimescolamento al nostro interno, a ripartire insieme a voi, ascoltando critiche e suggerimenti; a patto, però, di non vedere nuovamente la squadra avvolta da un clima di aperta e perenne contestazione, nonché disaffezione. Noi amiamo solo la Vigor Lamezia e daremo sempre l’anima solo ed esclusivamente per portare il più in alto possibile questi colori”.

Parole, quest’ultime, che, unite alla presenza in sala di tutti gli altri soci, hanno confermato, semmai ce ne fosse stato bisogno, il forte attaccamento alla causa vigorina, preludendo, a nostro parere, ad un prossimo ripensamento una volta constatata, definitivamente, l’assenza di ogni altra alternativa percorribile per impedire la non iscrizione al torneo di Seconda Divisione. Ancora qualche giorno, dunque, e poi l’attuale fase di stallo sarà destinata, in un senso o nell’altro, a spezzarsi. Entro la prossima settimana, l'assessore Piccioni, per come annunciato in chiusura del pubblico incontro, a nome dell’Amministrazione Comunale chiamerà a raccolta le forze economiche e professionali della città, per vedere se ci saranno le possibilità per un avvicendamento al vertice del club lametino, o, quantomeno, per un suo rafforzamento. “Come Comune – ha aggiunto Piccioni – non possiamo fare di più, oltre a confermare, seppur, inevitabilmente, in misura ridotta rispetto a qualche anno fa, il nostro contributo economico annuale”.
Ferdinando Gaetano
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