
Lamezia Terme - Ha avuto anche lui il suo bel da fare, nei primi 45’ del match di domenica allo stadio Italia, per fronteggiare le minacce portate dal Sorrento alla porta biancoverde. “Per me e Rapisarda (i due terzini schierati domenica da mister Costantino ndr) – osserva Emanuele Malerba – è stata una gara giocata prevalentemente sulla difensiva considerato che i campani spingevano parecchio ed erano molto aggressivi. Di conseguenza, abbiamo preferito restare compatti dietro, lasciando ai compagni del centrocampo e dell’attacco il compito di provare a creare insidie alla difesa di casa”.
Nonostante qualche rischio di troppo corso quando si era sotto di una rete, l’esterno sinistro napitino promuove l’operato del reparto di propria competenza. “Considerato ch’era la prima partita di campionato, ritengo la difesa si sia sostanzialmente comportata bene. I pericoli corsi sono arrivati quasi tutti sugli sviluppi di calci d’angolo o palle inattive. Per il resto, soprattutto nella ripresa, abbiamo ben chiuso i varchi”.
Il suo arrivo, quest’estate, si è fatto oltremodo attendere, ma non certo per colpa sua. Il Crotone, infatti, proprietario del cartellino, lo ha dato in comproprietà solamente al termine del ritiro svolto dalla squadra allenata da Drago. “A Lamezia mi sto trovando benissimo. Sono stato accolto da un gruppo di ragazzi fantastici coi quali ho subito legato. Contento, perciò, della scelta fatta. Due anni fa ho giocato tanto a Chieti; la scorsa, invece, è stata una stagione piuttosto travagliata avendo giocato appena dieci partite. Quest’anno ho deciso di venire a Lamezia, rimettendomi in discussione. Voglio far bene per questa squadra, società e questi tifosi, ma anche per me stesso”.
Avendo sin qui giocato tutte le tre gare ufficiali disputate dai lametini (per intero quelle con Catanzaro e Sorrento, mezzora scarsa contro il Messina), Malerba ha avuto già modo di farsi una primissima idea sul grado di competitività di questo girone di Seconda Divisione. “Lo ritengo superiore a quello della passata stagione. Quest’anno è una vera C2, visti pure i tanti calciatori importanti scesi di categoria. D’altronde, chi arriverà tra le prime nove si ritroverà nella prossima C unica. Per cui sarà un’annata fondamentale, ed allo stesso tempo importantissima, per tutti”.
Un campionato per certi versi paragonabile alla Prima Divisione disputata l’anno scorso, tra tante difficoltà logistiche e societarie, ad Andria. “Ne facevano parte grossi club come Benevento, Avellino, Nocerina. Noi eravamo una compagine abbastanza ben organizzata anche se non con nomi importantissimi. Abbiamo comunque lottato fino alla fine nonostante i grossi problemi societari rivelatisi alla lunga determinanti ai fini della nostra retrocessione. Fuori dal campo eravamo lasciati al nostro destino. Io che sono rimasto per l’intero campionato, posso dirvi che inizialmente le cose parevano andare tutto sommato bene, ma da dicembre in poi sono via via peggiorate. Coi miei compagni abbiamo iniziato a passare da una casa all’altra, arrivando persino a dormire in appartamenti senza luce. Comunque non mi pento della scelta fatta a suo tempo, accettando, lo scorso settembre, Andria. Questo tipo di esperienze ti aiutano a crescere e personalmente mi hanno fortificato”.
Domenica, intanto, rituffandoci nel presente, al D’Ippolito arriva una vecchia conoscenza di Malerba, il Chieti. “Due anni fa, quando ci giocavo io, arrivammo a disputare i play-off, ma era un Chieti molto diverso dall’attuale. Basti pensare che vi sono rimasti solo due elementi della rosa di allora. Eccezion fatta per il presidente, si sono rinnovati anche come dirigenza. E’ sicuramente un’ottima squadra ed andrà affrontata nella maniera giusta. Anche noi, però, - conclude il terzino sinistro classe ’92 - dobbiamo mentalizzare d’essere una buon gruppo”.
Ferdinando Gaetano
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