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Lamezia Terme - Tante prime volte, stagionali e non solo, in negativo, quelle partorite dal match perso dalla Vigor contro il Barletta. Mai, prima di ieri sera, i pugliesi avevano vinto a Lamezia, né una sfida tra biancorossi e biancoverdi era terminata 2-0 o 0-2 che dir si voglia. Per la prima volta in questa stagione Gattari e compagni perdono due gare di fila, nonché tra le mura amiche con più di un gol di scarto.

Dopo alcune sconfitte immeritate, vedi Messina, Benevento e Pagani, matura la seconda, prima al D’Ippolito, invece meritata. Una Vigor sin dai primi minuti incapace di articolare azioni corali palla a terra, a differenza di un avversario sceso in campo con maggior determinazione, specie a centrocampo dove il cosentino De Rose, su tutti, Quadri e Legras hanno vinto nettamente il confronto con gli evanescenti Puccio, Battaglia e Scarsella. Le poche azioni pericolose dei locali hanno seguito quasi sempre lo stesso cliché: palla recuperata sulla trequarti e subito smistata a sinistra per le folate offensive di Improta. Eppure lo stesso Erra, al termine della rifinitura di sabato mattina, aveva rimarcato come uno dei punti di forza dei pugliesi fosse proprio il centrocampo, oltre ad una buona fase difensiva. Era risaputo, perciò, come fosse di fondamentale importanza innanzitutto difendersi bene e non andare in svantaggio, poiché in tal caso sarebbe poi stata dura rimontare.

Ed invece la gara si è messa proprio sui binari più consoni ad un undici che, s’è vero che finora aveva raccolto molto meno di quanto seminato, era pur sempre reduce da una striscia esterna disastrosa, con un solo punto racimolato in sette trasferte. A complicare definitivamente le cose ci ha quindi pensato il raddoppio ospite in avvio di ripresa, nonché la pioggia nel frattempo iniziata a cadere copiosamente rendendo il manto erboso inevitabilmente pesante e scivoloso. Una partita decisamente da archiviare, insomma, anche perché nessuno dei quattordici complessivamente mandati in campo dal tecnico salernitano ha sfoderato una prestazione quantomeno sui livelli della sufficienza.

Il voto più alto, prima di sciorinare le pagelle vere e proprie (mai come questa volta all’insegna della piena mediocrità), stavolta ci permettiamo così di assegnarlo al pubblico accorso al D’Ippolito nonostante le non certo favorevoli condizioni climatiche. In particolare ai tifosi della Gradinata Est che, mantenendo fede all’eloquente striscione a caratteri cubitali attaccato sulla vetrata (Amore incondizionato al di là del risultato!), e nonostante la pioggia battente caduta per l’intero secondo tempo, hanno incitato la squadra fin oltre il triplice fischio finale. Un plauso, per gli stessi motivi, va anche alla quindicina di ultras pugliesi presenti in Curva Sud.

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PIACENTI 5.5 Probabilmente poteva fare qualcosina in più sui gol, in particolar modo sul primo considerato che, di norma, i palloni spioventi nell’area piccola dovrebbero essere preda del portiere

RAPISARDA 5 Nullo in fase di spinta e decisamente vulnerabile in quella di contenimento. Nel primo tempo, in un’occasione Fall lo salta di netto, ma è nella fase iniziale della ripresa che l’ex terzino del Cosenza lascia diverse praterie per le micidiali penetrazioni del temibile Floriano, vedi azione del raddoppio biancorosso

KOSTADINOVIC 5.5 Il meno peggiore del pacchetto arretrato. Non che faccia sfracelli, ma quantomeno bada al sodo e non commette particolari sbavature, se non una nella ripresa quando, in vantaggio su Fall, svirgola il disimpegno dando il momentaneo (in seconda battuta rimedierà il compagno Gattari) via libera al “colored” avversario. Provvidenziale, invece, quando, da ultimo uomo, con un impeccabile tackle sradica la palla dai piedi di, un altrimenti lanciato, Floriano

GATTARI 5 Spiana la strada alla voglia di riscatto del Barletta con una balorda autorete che ha ricordato, per molti versi, quella di Cerchia in Vigor – Foligno 0-1 del 3 marzo 2013. Ma non è l’unico errore di giornata del capitano, spesso bruciato sullo scatto o nello stacco da Fall. Sbaglia grossolanamente un paio di disimpegni tra cui quello da cui ha origine il 2-0 pugliese.

MALERBA 5 Sullo 0-0 viene preso d’infilata da Danti che però poi non controlla a tu per tu con Piacenti. Non molto preciso in fase di disimpegno, non riesce mai a prodursi in uno dei suoi proverbiali affondi. Dal 35’st SPIRITO SV

PUCCIO 5 Il turno di stop disciplinare scontato a Pagani ci restituisce la brutta copia del mediano tutto cuore, aggressività e sostanza, ammirato nella parte centrale di questo girone d’andata. Tanti, troppi, i passaggi sbagliati, tant’è che prima di essere sostituito si rende autore di una decisa entrata sanzionata giustamente con il cartellino giallo. Dal 26’st GIAMPA’ 5 Il suo ingresso non apporta alcun giovamento

BATTAGLIA 5 Perde nettamente il confronto con gli esperti centrocampisti avversari. Mai un passaggio illuminante o un’apertura di gioco degna di tal nome. Dal 1’st HELD 5 Deciso passo indietro rispetto alle ultime incoraggianti apparizioni. Solo in un’occasione riesce a farsi largo tra le fitte maglie difensive biancorosse, ma la conclusione è da dimenticare

SCARSELLA 5 I suoi inserimenti ormai non costituiscono più una sorpresa per le squadre avversarie che, come fatto dal Barletta, lo guardano a vista. Se poi vi aggiungiamo il periodo di netta flessione attraversato da qualche settimana dal centrocampista di Alatri, il giudizio non può che essere scontato. Si ritrova sui piedi una palla-gol fotocopia a quella avuta, sempre nel primo tempo, contro la Lupa Roma: identica la conclusione, a metà strada tra il tiro e l’assist, per la disperazione del popolo biancoverde

MONTELLA 5.5 Poco cercato e dinamico nel primo tempo quando lo si nota solo per un bell’assist in profondità per Scarsella. Nella ripresa è l’unico a creare qualche apprensione alla difesa avversaria con un paio di percussioni per vie centrali ed un fendente dal limite che sfiora il palo

DEL SANTE 5 Solo in un paio di circostanze riesce, senza tuttavia incidere a dovere, a liberarsi dalla morsa della prestante coppia centrale Radi-Stendardo

IMPROTA 5.5 Nel primo tempo gli unici pericoli per il Barletta scaturiscono dalle sue accelerazioni offensive. Peccato, però, che poi pecchi puntualmente in dosaggio e precisione al momento dell’ultimo passaggio. Nei secondi 45’ non sfrutta a dovere due buone occasioni

ERRA 5 L’unica nota positiva è che alla fine il margine di vantaggio sulla quintultima è diminuito di un solo punto.  La squadra scende in campo senza quella determinazione, concentrazione e cattiveria agonistica imprescindibili per sopperire  ad un organico non certo da vertice. Soltanto quattro punti nelle ultime cinque giornate. L’importante adesso è resettare e ritrovare prontamente le vecchie virtù

Ferdinando Gaetano

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