
Lamezia Terme - Iniziamo dalla fine, da quel coro “venduti venduti”, oltremodo ingeneroso, gridato da poche decine di spettatori presenti in tribuna. Di tutto si può dire a questa Vigor Lamezia 2014-15, ma non formulare questo genere di accuse gratuite. Stiamo infatti parlando di una squadra che, anche nei momenti più critici della stagione, ha sempre venduto cara la pelle, in casa ed in trasferta, senza regalare alcunchè. Viceversa, non sarebbe di certo uscita imbattuta da campi come quelli di Lecce, Salerno, Foggia, Reggio Calabria e, giusto otto giorni addietro, Matera. Ed anche restando a questi ultimi 90’, non si può certo dire che i biancoverdi non abbiano corso e lottato fino all’ultimo dei 3’ di recupero concessi dal signor Ranaldi di Tivoli. Certo, nel secondo tempo si sarebbe potuto osare di più, su questo non ci piove, ma non bisogna dimenticarsi che di fronte c’era una delle squadre più in forma del momento. Un Cosenza reduce da sei risultati utili e che aveva subito appena un gol nei precedenti 540’, nonché dotato di un reparto avanzato tanto folto quanto di qualità. Basti pensare che mister Roselli, a differenza di Erra che in panchina aveva solo una punta, peraltro giovane e reduce da infortunio, si è potuto permettere il lusso di fare entrare, a gara in corso, gente del calibro di Cori e Calderini, con Tortolano ancora a disposizione. Senza contare che la ripartenza costata il gol a soli quattro giri di lancette dal novantesimo, è stata innescata proprio da una palla persa a centrocampo dal terzino in fase di proposizione. Ci si è insomma scoperti ingenuamente nel tentativo di cercare la vittoria. Ci si metta un po’ d’accordo: non appena la squadra, nella ripresa, ha accennato a far girare la palla, dalla tribuna è subito piovuto qualche fischio; ci si è scoperti un pò nel tentativo di operare il forcing finale, beccando gol nella più classica delle ripartenze, e c’è chi ha avuto da gridare venduti. Non si può pretendere di avere, al tempo stesso, la botte piena e la moglie ubriaca.

Pur comprendendo l’amarezza e la delusione esternate, a fine gara, da mister Erra e dal ds Maglia in sala stampa, bisogna comunque sottolineare come la stragrande parte dei circa 1800 tifosi lametini accorsi, per l’occasione, al D’Ippolito abbia applaudito la squadra dopo il triplice fischio, Gradinata Est in primis.
Dopotutto le occasioni più nitide le ha avute la Vigor. Se Piacenti, gol a parte, non è mai stato chiamato agli straordinari, stessa cosa non può certo dirsi dell’estremo difensore rossoblù Ravaglia, miracoloso in almeno tre circostanze. A livello di occasioni create, a prescindere dalla maggiore o minore pericolosità delle stesse, il risultato più giusto sarebbe stato il pareggio, come unanimemente riconosciuto da tecnico e calciatori silani. Non si poteva pretendere molto di più da due squadre che da un paio di mesi a questa parte hanno dimostrato, con i fatti, di fare della compattezza e della solidità difensiva il proprio punto di forza.
Passiamo alle consuete pagelle post gare interne.
Piacenti 6 Non ci eravamo sbagliati, in sede di presentazione alla gara, ad inserirlo nell’undici titolare. Dopo cinque panchine consecutive, torna in campo a distanza di tre mesi dall’operazione al menisco. L’ultima partita, peraltro neanche portata a termine, l’aveva giocata il 21 dicembre contro la Juve Stabia. Può fare poco sulla conclusione ravvicinata di Fornito stampatasi sul palo e poi ribadita in rete da Calderini. Deve sporcarsi i guanti in due sole occasioni, quando addomestica in due tempi una punizione di Caccetta e neutralizza facile, a terra, un tiro di Cesca. Non impeccabile in un’uscita aerea di pugno ma gli viene in soccorso il fischio dell’arbitro.
Rapisarda 6.5 Ennesima buona prestazione del jolly difensivo catanese. Limita al massimo il temuto Statella e, soprattutto nel primo tempo, si propone con una certa continuità. E’ lui a porgere a Improta per il tiro tolto da sotto il sette da Ravaglia, ed è sempre suo il bel cross per poco non finalizzato, al volo, da Del Sante. Nella ripresa è decisivo quando rinviene in extremis su Caccetta che si apprestava, dopo una bella triangolazione stretta con Cesca, a calciare a botta sicura dal limite dell’area piccola.
Filosa 6 Torna titolare dopo la giornata no contro il Benevento e conferma i progressi già evidenziati nei 25’ finali giocati otto giorni prima a Matera. Spazza provvidenzialmente un colpo di testa di Cesca. Sempre nel primo tempo, rimedia in seconda battuta su Statella che gli era momentaneamente andato via sullo scatto. Prova a ripetere il gran tiro da fuori che aveva chiamato agli straordinari il portiere materano Bifulco, ma stavolta si allunga leggermente il pallone finendo, col sinistro ed in scivolata, per alzare un po’ troppo la mira. Sufficienza piena. Dal 45’st Held Sv.
Gattari 5.5 Sbaglia parecchio in fase d’impostazione e concede qualcosa nel gioco aereo a Caccetta e Cori. Rimedia un giallo pesante che gli farà saltare la trasferta di giovedì, ad Aprilia, contro la Lupa Roma.
Malerba 5.5 Si ritrova a fronteggiare il vivace Criaco che qualche grattacapo a volte glielo crea. Non riesce ad incidere in fase di spinta, neanche quando viene avanzato ad esterno di centrocampo.
Papa 5 Da cosentino probabilmente sente più del dovuto la gara. Sta di fatto che dei tre centrocampisti è di gran lunga quello che si vede e si nota di meno.
Battaglia 6.5 Esce tra gli applausi per un affaticamento. Sin li era stato uno dei migliori dei suoi. Prova ad emulare le gesta dell’ex biancoverde Mangiapane quando, direttamente dalla bandierina, impegna severamente Ravaglia. Splendida la girata di prima con la quale pennella per la testa di Scarsella che esalta nuovamente i riflessi del pipelet ospite. Dal 17’st Puccio 6.5 Anch’egli al rientro, dopo le sei giornate trascorse ai box per il problema al ginocchio, gioca una mezzora su buoni livelli. Deciso e “cattivo” in ogni contrasto. Il “gladiatore” è tornato!
Scarsella 6 Primo tempo su buoni livelli: pressa, mette qualche bella palla in area e sfiora la marcatura personale. Cala vistosamente nei secondi 45’.
Montella 6 S’impegna, lotta e, come suo solito, lo si vede spesso venire a dare una mano in copertura. Ma è altresì vero che non dimostra quella brillantezza che gli ha consentito di fare la differenza negli ultimi due - tre mesi. Prova due volte la conclusione senza fortuna.
Del Sante 5.5 Non ha vita facile contro il duo Tedeschi – Carrieri. In tre casi riesce ugualmente a ritagliarsi lo spazio per la conclusione senza, però, mai inquadrare lo specchio.
Improta 6 Eccezion fatta per la conclusione che esalta i riflessi di Ravaglia ed un assist a Montella, non riesce a mettere scompiglio nella difesa rossoblù. Poco preciso sui calci da fermo. Dal 31’st Spirito 5 Sul voto pesa inevitabilmente l’errore che innesca il contropiede finalizzato da Calderini.
Erra 5.5 Seconda sconfitta interna consecutiva. Dopo la corazzata Benevento, anche il Cosenza espugna il D’Ippolito con il minimo scarto e senza grandi meriti. Voto di forma e non di sostanza comunque, dettato inevitabilmente dal fatto che a commettere l’errore decisivo è stato proprio l’elemento gettato pochi minuti prima nella mischia dal tecnico di Pellazzano. Errore, c’è da dire, probabilmente “facilitato” anche da un leggero fallo subito dal terzino di Fiumicino. Una sostituzione poco fortunata, insomma, ma nulla di più. La Vigor avrebbe meritato quantomeno il punto, fermo restando che nei secondi 45’ è calata d’intensità ed intraprendenza.
Ferdinando Gaetano

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