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Lamezia Terme - Nulla da fare. Anche stavolta, ed ora sono otto su otto, tra Vigor Lamezia ed Ischia Isolaverde termina senza vincitori né vinti. Ma non è tutto, considerato che pure in questa stagione la sfida di ritorno si è conclusa con lo stesso risultato di quella d’andata. Peso della cabala che tuttavia poco interessa al pubblico di fede biancoverde che, al triplice fischio del signor Fiore di Barletta, ha ricoperto di fischi ed improperi i propri (ex) beniamini. Contestazione più che legittima per chi paga il biglietto, considerato che l’astinenza dai tre punti ha ormai raggiunto le dieci giornate. Bisogna anche rimarcare, però, come in questo frangente appaia difficile pretendere grandi cose da una squadra in costante emergenza a causa di squalifiche pesanti ed infortuni purtroppo frequenti, andati a minare una rosa già di per se ristretta e parecchio giovane. Al resto, poi, ha contribuito la mazzata psicologica prodotta dalla rocambolesca sconfitta di Torre Annunziata. Una battuta d’arresto che ha  sottratto serenità e sicurezza al gruppo nella sfida contro l’Ischia. La paura d’incorrere in un ulteriore passo falso, per di più in uno scontro diretto e davanti al proprio pubblico, ha insomma fatto scottare più del dovuto la palla. Ma a fare la differenza, contro i gialloblù campani, è anche stato il periodo difficile, sia a livello fisico che di forma, attraversato da più di un componente il reparto avanzato.

Se è vero che la vittoria manca da quasi due mesi e mezzo, bisogna comunque sottolineare come nelle ultime cinque gare Rapisarda e compagni abbiano perso solo una volta, e tra l’altro in maniera a dir poco ingenua ed immeritata. Alla fine tutti questi piccoli passi in avanti potrebbero risultare determinanti a far fruttare il fieno messo in cascina nelle prime dodici gare. Ovvio che quelle tre-quattro vittorie da qui alla fine bisognerà comunque raccoglierle, se non si vorrà essere completamente risucchiati in zona play-out. Come a dire, per il momento accontentiamoci di qualche brodino caldo in attesa di tempi migliori, che dovranno tuttavia tornare presto, ad iniziare dal prossimo scontro diretto casalingo contro il Melfi. Una piccola mano potrebbe inoltre arrivare dalla rigorosa gestione economica in questi anni garantita dalla società di via Marconi. Non sempre è così, infatti, e lo dimostrano i punti di penalizzazione già inflitti, in questa stagione, ad altre compagini del girone a loro volta impegnate nella lotta salvezza (vedi Reggina e Melfi).

Ma passiamo alle consuete pagelle post-gare interne.

FORTE 6 Al pari del suo collega Ioime, trascorre sostanzialmente una serata da spettatore non pagante. Trema in occasione del tocco di Infantino che incoccia contro la traversa, ma deve sporcarsi i guanti una sola volta: sul radente neanche troppo forte ed angolato di Armeno

SPIRITO 6 Fa buona guardia in fase di contenimento. Nella ripresa è provvidenziale su due pericolose ripartenze ospiti, sebbene in un caso sia costretto a spendersi l’ammonizione

KOSTADINOVIC 5 Prova a limitare i danni contro l’esperto Infantino che gli sfugge pericolosamente in un paio di occasioni. Nella prima è soltanto la traversa a negare la gioia del gol all’ex centravanti di L’Aquila e Torres. Nei secondi 45’ un suo liscio fortunatamente non è sfruttato dagli avanti avversari, nel frattempo caduti nella trappola dell’off-side

RAPISARDA 5.5 Segue sin troppo alla lettera l’ordine di badare al sodo e spazzare senza fronzoli. Evidente come sia condizionato, al pari di Kostadinovic, da quanto successo al Giraud, tant’è che spesso butta via troppo frettolosamente palloni che avrebbe potuto giocare con maggior costrutto

MALERBA 6 Gioca con il freno a mano un po’ tirato, ma dietro concede poco e niente. Decisiva una sua chiusura a ripresa inoltrata

VOLTASIO 6.5 Probabilmente la sua migliore gara tra quelle nelle quali è stato schierato dal primo minuto. Nonostante sia il più giovane in campo, è colui che dimostra più coraggio e sfrontatezza. Come quando non ci pensa su due volte nel calciare, dai trenta metri, al volo di sinistro sugli sviluppi di un disimpegno aereo della difesa campana. L’unico dei suoi ad impensierire seriamente Ioime, dapprima con una saetta dal limite di poco alta e quindi con una parabola, da posizione quasi impossibile, che scheggia la faccia della traversa. Dal 32’st CATALANO SV Anche se poco servito dai compagni, non dà comunque mai l’impressione di poter incidere

PUCCIO 5.5 Schierato vertice basso davanti la difesa, riesce a garantire una certa protezione alla giovane linea arretrata. Decisamente meno bene in fase d’impostazione, tant’è che sbaglia una marea di apertura e lanci. Si sa, d’altronde, come non abbia certo piedi vellutati

PAPA 6 Non ripete la prestazione sciorinata al Giraud, anche se regala ugualmente qualche buon spunto con alcune penetrazioni delle sue. Cala alla distanza

HELD 5.5 Seconda gara, peraltro consecutiva, da titolare per l’ex Primavera del Genoa. Giusto premio alle sue recenti performances esterne valse i suoi primi due centri nei professionisti. Non lesina energie, mettendo spesso in difficoltà il giovane Bassini, ma è comunque penalizzato dalla serata di scarsa vena dei suoi partner d’attacco. Dall’8’st MONTELLA 6 Alterna buoni spunti a qualche palla persa banalmente, ma il suo ingresso comunque conferisce vivacità e dinamicità, creando qualche falla nel settore sinistro della retroguardia ischitana

DEL SANTE 5 Chiuso nella morsa dell’esperta coppia centrale Caso – Sirignano, incide ben poco. Solo due volte riesce ad andare al tiro, con uno stop a seguire, dal limite, e conclusione a lato di un paio di metri e sul colpo di testa, anch’esso fuori bersaglio, in pieno recupero. Troppo poco per un centravanti richiesto da mezza Lega Pro        

IMPROTA 5 L’infortunio accusato prima di Natale lo ha “arrugginito” notevolmente. Deve ritrovare al più presto il passo e lo spunto del calciatore ammirato nei primi mesi di campionato. Soltanto due volte riesce a saltare il terzino avversario, mentre ogni qualvolta prova ad accentrarsi è puntualmente sovrastato dal suo ex compagno (nell’Arzanese) Caso

ERRA 6 La mancanza di un vero regista di centrocampo e, più in generale, le caratteristiche della rosa a disposizione, fanno si che la squadra si trovi più a suo agio in trasferta, quando non è chiamata a fare la partita ed ha maggiori spazi per far male in ripartenza. Ovviamente pesano le dieci giornate senza vittoria, ma bisogna pure considerare le tante, troppe assenze, con cui si sta ritrovando a fare i conti da alcune settimane a questa parte. Se solo si fossero evitati quei due svarioni costati la bruciante sconfitta a Torre Annunziata, a quest’ora staremmo tuttavia a fare altri discorsi, parlando di una Vigor imbattuta da cinque giornate e con un margine di vantaggio più rassicurante sulla quintultima.

                                                                                                               Ferdinando Gaetano

 

 

                                                                                                                Ferdinando Gaetano

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