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Lamezia Terme - Si chiude con un onorevole pari interno, al cospetto del forte Lecce, la stagione dei biancoverdi. Non è dunque arrivata la vittoria attesa da quasi due mesi, ma quantomeno si è evitata quella che sarebbe stata la terza sconfitta consecutiva.  Così com’era ampiamente prevedibile alla vigilia, nessuna delle due compagini, affrontatesi su un manto erboso tornato agli antichi splendori, al triplice fischio finale ha raggiunto l’obiettivo sperato. Se da una parte la vittoria del Melfi sul Cosenza avrebbe reso vano, in chiave nono posto, anche un eventuale successo di Gattari e compagni; dall’altra i contemporanei pareggi di Matera e Juve Stabia han chiuso definitivamente le porte ai residui sogni play-off dell’undici di mister Bollini.  C’è, però, una netta differenza tra il campionato disputato da biancoverdi e giallorossi leccesi. Questi ultimi hanno infatti fallito, per il terzo anno consecutivo, il ritorno in cadetteria nonostante gl’ingenti investimenti economici sostenuti dalla famiglia Tesoro. Decisamente più lusinghiero, specie se rapportato al budget a dir poco inferiore con il quale hanno dovuto operare Erra e Maglia, l’undicesimo posto finale conseguito dai lametini. Ma passiamo alle consuete pagelle vigorine post-gare interne.

FORTE 6  Eccezion fatta per il patatrac sfiorato allorquando tenta un azzardato, quanto improbabile, dribbling su Moscardelli, si dimostra sicuro ed attento in occasione dei diversi tiri dal limite scoccati dagli ospiti. Sbaglia poco nelle uscite alte e sfodera un intervento da applausi sulla botta ravvicinata di Doumbia, reso tuttavia vano dal fallo da rigore, nel prosieguo dell’azione, di Spirito su Embalo

RAPISARDA 6.5  Finchè non è chiamato alla resa da un crampo al flessore, è, tanto per cambiare, tra i migliori dei suoi nonostante dalle sue parti nel primo tempo agisca il temibile Doumbia. Causa più di un affanno a Scuffia quando  penetra in area dalla destra e scocca un  forte tiro-cross. Da applausi la sua perfetta diagonale difensiva con la quale, sempre nei primi 45’, neutralizza una pericolosa ripartenza avversaria. Dal 18’st SPIRITO 5  La sua gara dura appena 8’ a causa del comunque non nitidissimo fallo su Embalo che gli costa il rosso diretto per fallo da ultimo uomo

FILOSA 6  Nel primo tempo soffre più del dovuto le sortite dei vari Doumbia e Moscardelli. Decisamente meglio nella ripresa e, in particolar modo, nel finale quando c’è da stringere i denti vista la, di fatto, doppia inferiorità numerica

GATTARI 6  Grosso modo vale lo stesso discorso fatto per Filosa. Potrebbe esser stata la sua ultima gara in biancoverde

MALERBA 6.5  Nei primi 45’ concede qualche cross di troppo al forte Mannini, ma resiste ed alla lunga esce fuori alla distanza. Suo il traversone da cui scaturisce il momentaneo 2-1 locale. Decisivo, nel finale, allorquando s’immola su due consecutive botte a colpo sicuro degli avanti pugliesi. L’ultimo ad arrendersi in chiave offensiva

PUCCIO 5.5  Spreca malamente due calci piazzati da buona posizione. Lotta ma non è il solito gladiatore in mezzo al campo, chiudendo la gara con il serbatoio in riserva

BATTAGLIA 6.5  Almeno un’ora su apprezzabili livelli. Quello ammirato nel girone di ritorno è stato un altro Battaglia. Ha acquisito consapevolezza dei propri mezzi ed è cresciuto tanto in personalità, dimostrando di avere piedi di velluto e buona visione di gioco. Caratteristiche non sempre sfruttate a dovere dai suoi compagni d’attacco in questi ultimi 90’ stagionali

SCARSELLA 8  Prestazione sontuosa e non soltanto per la personale doppietta che gli permette di appaiare, a quota dieci centri, Del Sante e Montella, bomber principi della squadra. Ma le sue reti hanno un peso specifico maggiore essendo state segnate da un centrocampista e non da un attaccante

DE GIORGI 5.5  Seconda gara da titolare, dopo Barletta, per il classe ’93 nativo proprio della provincia di Lecce. L’avvio sembra incoraggiante, ma si rivelerà un fuoco di paglia. Dal 27’st KOSTADINOVIC 6  Va a colmare la posizione rimasta scoperta a seguito dell’espulsione di Spirito

HELD 6.5  Solita prestazione generosa. Mette lo zampino nell’azione del primo gol biancoverde. Peccato a volte non s’intenda alla perfezione, a livello di movimenti, con gli altri partner d’attacco. Negli ultimi 10-15’ rimane in campo giusto per onor di firma, preda dei crampi. Non una novità, comunque, essendo già successo anche in altre gare in cui è stato impiegato dal primo minuto

IMPROTA 5  Prestazione opaca. Non riesce mai ad affondare e ad andar via a Beduschi e compagni. Rimane negli spogliatoi, pare per problemi di salute, rimpiazzato dal giovane esterno offensivo di Cortale. Dal 1’st CATALANO 6  Il suo diagonale ad incrociare non inquadra lo specchio, ma per sua fortuna si trasforma in un tanto involontario, quanto gradito, assist per il momentaneo 2-1 vigorino. Negli ultimi 20’ si ritrova praticamente da solo a lottare contro la nutrita retroguardia leccese

ERRA 6.5  Nonostante le tante defezioni ed un reparto avanzato decisamente giovane, la squadra riesce a tenere botta ai più titolati avversari, andando vicina al colpaccio. Peccato aver perso qualche punto di troppo dopo l’ottimo avvio, altrimenti il nono posto finale sarebbe stato davvero realtà. Sul momento non ci aveva convinto la sostituzione di Rapisarda con Spirito, ma nel dopogara il tecnico ha poi spiegato come il cambio in questione fosse stato dettato esclusivamente da un fastidio muscolare avvertito dal jolly difensivo etneo. Con tutta probabilità, la sua avventura alla Vigor proseguirà per un’altra stagione.

F. G.

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Le intervista post gara

Visibilmente soddisfatto, in sala stampa, mister Erra. Peccato per l’episodio del rigore che non ha permesso di chiudere l’annata con una prestigiosa vittoria casalinga. “L’arbitro l’ha concesso, dalla panchina non ho visto bene ma mi è sembrato più che altro un contatto spalla e spalla. Peccato perché sul 2-1 stavamo difendendo con ordine, eravamo comunque sempre propensi a ripartire Sfornato una bella prestazione, al cospetto di una grandissima squadra che si è presentata con grande orgoglio e personalità. Chiudiamo la stagione in modo positivo, vanno perciò fatti i complimenti  a questi ragazzi che, nonostante il gap di esperienza, curriculum e personalità, si sono fatti valere”.

Quanto alla doppietta di Scarsella, Erra fa notare come “non ho tutti i dati, ma mi sembra che siamo l’unica squadra che ha portato 3 giocatori (Scarsella, Del Sante, Montella ndr) in doppia cifra. Dato rilevante che dimostra come la squadra abbia sempre avuto un atteggiamento propositivo, costantemente rivolto alla ricerca del risultato attraverso il gioco. Le sostituzioni fatte?  Improta è uscito perché aveva giramenti di testa, non si sentiva bene. Rapisarda ha accusato dei crampi al flessore. Quindi sostituzioni dettate da condizioni fisiche. L’ultima è stata invece effettuata per correggere le situazioni tattiche venutesi a creare a seguito dell’espulsione di Spirito, e ciò ci ha poi costretti a chiudere in nove considerato che Held ha accusato problemi fisici. Purtroppo è la conseguenza di quando si arriva a fine stagione con carichi di affaticamento. Tra l’altro, in nottata  avevamo perso Voltasio e Di Marco per la febbre. Abbiamo finito incerottati, ma con grande orgoglio e dignità”.

Un voto alla stagione della squadra ed alla sua in particolare?  “No, voi siete più bravi di me ad attribuire queste valutazioni. Credo sia stata un’annata positiva, dove i protagonisti principali sono stati i calciatori. Il mio rinnovo? Ne stiamo già parlando. Settimana prossima ho degli impegni di famiglia, ma credo che fra dieci giorni potremmo chiudere la questione. Percentuali? Siamo a buon punto, stiamo parlando con la società e il direttore, credo ci siano tutte le premesse per fare un altro anno insieme. Fra dieci giorni entreremo nei dettagli, ma credo dovrebbe essere una pura formalità”.

Scuro in volto il tecnico avversario Bollini. “Mi aspettavo una vittoria da parte nostra perché la squadra nell’ultimo periodo aveva migliorato la consapevolezza nei propri mezzi ed a livello di gioco espresso. La fotografia di ciò è stata il nostro primo tempo. Ho visto anche oggi avversari caparbi, che hanno giocato con molto agonismo ed attenzione, una consuetudine contro di noi. Certo qui, e apro una parentesi, altre squadre hanno vinto al 91’, ma noi non ci siamo riusciti. Purtroppo nel primo tempo non abbiamo concretizzato tre nitidissime palle gol e al primo tiro gli avversari sono passati in vantaggio. Nella mia gestione nove vittorie, alcune sconfitte del tutto immeritate e questo primo pareggio. Mi resta l’amaro in bocca perché siamo in media play off con 28 punti totali. Questo è un mio doppio rammarico: il primo perché volevo finire con una vittoria, anche se sapevamo che sarebbe servita a poco, secondo perché la squadra, e soprattutto la società, meritavano i play off. Purtroppo non abbiamo avuto lucidità nei gol subiti, anche perché il nostro portiere non è mai intervenuto su altre azioni e usciamo senza la vittoria che volevamo”.

A chi gli fa notare come comunque la Vigor nell’occasione abbia dovuto fare a meno di diversi titolari, Bollini è alquanto originale nella seconda parte della risposta. “Non guardo mai gli avversari, altrimenti dovrei dire che a noi mancavano Bogliacino, Salvi e Papini, ovvero tre potenziali titolari a centrocampo. Semmai gli avversari dovevano farci un favore con la Juve Stabia e con la Casertana visto che avevano la gara in pugno. Se debbo guardare gli avversari, ho questo rammarico sportivo. Venivamo da tre vittorie, volevamo la quarta ma non ci siamo riusciti per l’imprecisione sotto porta”. Il rammarico maggiore deriva forse dal passo lento avuto dalla squadra prima del suo arrivo? “Conosco il vostro inchiostro, quindi diventa facile poi screditare il lavoro dei colleghi di cui ho il massimo rispetto. Io credo che con le tante difficoltà che ha avuto la mia gestione, 28 punti non sono pochi, con una media di 1,87 a partita che significherebbe play off. Risultato soddisfacente, ed anche in caso di vittoria oggi non sarebbero arrivati i play off”. L’ex allenatore della Primavera della Lazio chiude con toccante ricordo. “Colgo l’occasione per fare le condoglianze da parte mia e del Lecce alla famiglia Cosco, visto che Vincenzo è stato un mio compagno di corso a Coverciano, ed anche il nostro Antonio Tesoro gli era molto legato”. Microfono che passa al barbuto Moscardelli. “Oggi (ieri ndr) dovevamo vincere, ma soprattutto dovevamo fare di più in questa stagione. Invece si è chiuso nel peggiore dei modi. Dovevamo vincere di più in trasferta, perché in casa abbiamo fatto bene”.

Per il Lecce chiude il forte esterno offensivo Mannini. “In campo non abbiamo mai pensato a cosa stessero facendo Juve Stabia, Matera e Casertana, ma semplicemente a giocare la nostra miglior partita. Se mi aspettavo una Vigor così determinata? Sì, non vedo per quale motivo non avrebbe dovuto giocare in questo modo. Mi sembra una cosa normale”. A tal proposito gli vengono riferite le dichiarazioni rese poco prima da Bollini, e cioè che “sperava” in un favore dalla Vigor nelle sue precedenti due gare contro Casertana e Juve Stabia. “Ed io sono di un’altra opinione: non vedo perché la Vigor  non doveva giocare, ma la vivo con assoluta normalità, com’è giusto che sia”. Quanto alla stagione disputata dai giallorossi, Mannini dichiara che “potremmo metterci ore a parlare e finire quando ricominciamo il ritiro, magari analizzando la gara di oggi (ieri ndr) visto che già ognuno lo farebbe alla propria maniera. Io dico che abbiamo avuto tante clamorose occasioni a disposizione. Ed  il calcio è fatto di episodi;  la grinta, lo spirito giusto fanno in modo di creare azioni da rete, però poi bisogna trovare il modo di buttarla dentro. Penso alle occasioni di Herrera e Doumbia. Dispiace perché l’approccio era stato quello giusto, magari non è stata una prestazione spumeggiante ,però le occasioni le abbiamo create. L’atteggiamento è stato giusto, insomma”.

Ancora più sorridente del solito, Fabio Scarsella, neo co-capocannoniere della squadra assieme a Del Sante e Montella.  “Mah, non è importante quello, certo fare dieci gol è una soddisfazione enorme”. All’inizio del torneo dicesti che speravi di ripetere la stagione scorsa. “Vero, però erano state prestazioni diverse, forse anche più continue rispetto a quest’anno. E’ dipeso anche dal modo di giocare, perché è diverso un centrocampo a due o a 3; cambia parecchio. L’importante è aver fornito un buon contributo alla squadra e aver chiuso una stagione eccezionale, la migliore della storia della Vigor, al suo primo torneo di C Unica. Abbiamo chiuso undicesimi, ed è davvero un gran risultato, senza mai essere stati invischiati nei play out”. Prima doppietta in carriera per il centrocampista di Alatri. “La dedico a me stesso, perché ho vissuto questo campionato 24 ore su 24. Magari ho sofferto il mio solito periodo buio tra novembre e gennaio, però aver realizzato una doppietta ad una squadra del calibro del Lecce è veramente una cosa che mi gratifica tanto”.

Peccato non essere riusciti a vincere. “Sì, è stata una grandissima prestazione contro una grande squadra, però ritengo che oggi sia più giusto parlare di nostri meriti piuttosto che di loro demeriti. Anche perché siamo rimasti per più di un quarto d’ora in dieci, e poi addirittura in nove per via dell’infortunio occorso ad Held. Credo sia stata una stagione indimenticabile per squadra, staff e città”. Dieci gol non passano inosservati per un centrocampista. Il direttore Maglia, durante la conferenza stampa di giovedì, ha detto chiaramente che chi vorrà Scarsella dovrà far pervenire un’offerta economica congrua ed adeguata  alla Vigor. “Sarei un bugiardo se dicessi che non mi piacerebbe avere una possibilità in una categoria più importante. Però è normale che non dipenda solo da me, ma dalla società principalmente. Io magari me l’aspetto una possibilità, speriamo che il presidente mi faccia questo regalo, anche perché il direttore è un po’ più restio, diciamo che non ci sente da questo orecchio e quindi è inutile che stiamo qua a parlare. Qualora ci fosse la possibilità di lasciare Lamezia, lo farei solo per una piazza irrifiutabile”.

                                                                                                               Ferdinando Gaetano

 

 

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