
Lamezia Terme - Una gara ch’è sicuramente valsa il prezzo del biglietto, quella che ha visto sfidarsi le due piacevoli sorprese di queste prime quattordici giornate di campionato. Ai punti la Vigor avrebbe indubbiamente meritato la vittoria tenuto pure conto dei tre pali colpiti nonché della decina abbondante di nitide palle-gol create e, purtroppo, solo in minima parte concretizzate. Decisamente più cinica la Lupa Roma, comunque confermatasi squadra organizzata e venuta a Lamezia per giocarsela a viso aperto. Nonostante la mancata vittoria (a proposito, i romani, dopo i tre punti strappati al San Vito ed il pari raccolto al Granillo, fanno così risultato anche nella terza delle quattro trasferte previste in Calabria), la prestazione offerta dall’undici biancoverde è stata decisamente positiva, anche a livello caratteriale.
L’unica pecca, oltre ovviamente alla poca precisione nei sedici metri finali, che può essere mossa alla squadra è che, per la seconda partita consecutiva, dietro si è ballato un po’ troppo a causa della giornata negativa di qualche elemento. Prima di passare alle consuete pagelle biancoverdi, ne approfittiamo per assegnare un sonoro 0 (zero) a quel paio di sostenitori che, subito dopo il momentaneo 2-1 ospite, non hanno trovato di meglio che fare irruzione in tribuna stampa e prendersela con alcuni giornalisti e dirigenti di fede capitolina, “colpevoli”, secondo quanto ci è parso di capire, di aver legittimamente esultato per il rigore trasformato.

Tra l’altro, spiace dirlo, ma uno degli autori di questa indegna aggressione verbale agli ospiti presenti in tribuna stampa è lo stesso che già la scorsa stagione, nel derby interno con il Cosenza, si era fatto “ammirare” per simili comportamenti. Al fine di evitare il ripetersi di tali incresciosi episodi, consigliamo vivamente alla società biancoverde di piazzare, sin dal prossimo match interno, uno steward a protezione di ogni accesso alla tribuna stampa, in particolar modo di quello posto davanti il settore solitamente occupato dai colleghi giornalisti ospiti. Non è davvero accettabile che per le intemperanze di, e lo ripetiamo, un paio di soggetti, ne vada di mezzo la reputazione di una tifoseria e città che ormai da diversi anni si sta facendo apprezzare per calore e sportività. Queste le “vere” pagelle, comunque:
PIACENTI 6 In occasione del primo gol non gli riesce uno dei suoi soliti miracoli. Così come, ancora una volta, finisce per essere spiazzato dal penalty avversario. Subito dopo l’1-1, è graziato da Tajarol che non inquadra clamorosamente lo specchio dopo averlo dribblato. La pagnotta se la guadagna nella ripresa, dapprima con un intervento tanto strepitoso quanto comunque ininfluente, visto che l’assistente aveva appena alzato la bandierina, su Testardi e, quindi, proprio nei minuti finali, allorquando chiude lo specchio allo stesso numero diciassette della Lupa Roma
SPIRITO 6 Inizia, come previsto, da terzino destro salvo poi essere dirottato, sin dal 20’, sull’altra corsia difensiva per sopperire ai ripetuti errori di Rapisarda. Bada alla fase di contenimento con risultati ampiamente sufficienti
FILOSA 5 La brutta copia del baluardo difensivo apprezzato fino a due domeniche fa. L’errore costato il 2-0 di Caccetta nel derby del San Vito sembra avergli tolto brillantezza e sicurezza. Regala due palloni pericolosissimi all’avversario in pressing su di lui che, solo per fortuna e bravura dei compagni, non si tramutano in altrettante segnature. Non esente da responsabilità neanche sul gol di Tajarol e sull’occasionissima divoratasi dallo stesso centravanti capitolino in chiusura di prima frazione. Non ha neanche la fortuna dalla sua quando il suo tocco sottomisura centra in pieno la base del palo alla sinistra di Rossini. Siamo comunque sicuri che presto tornerà sui livelli a cui ci ha abituato fino al match contro il Matera
GATTARI 6 Nei primi 45’ soffre pure lui un po’, ma esce fuori alla distanza
RAPISARDA 5.5 La gara saltata, per infortunio, a Cosenza sembra avergli fatto smarrire la solita sicurezza ed efficacia. Nei primi 20’ sbaglia di tutto e di più, inclusa una ghiotta palla gol sullo 0-0, costringendo Erra ad invertirlo con Spirito riportandolo, così, nel suo ruolo naturale. Mossa azzeccata perché il jolly difensivo etneo pian piano si riprende mettendo lo zampino nell’1-1 di Del Sante e disputando un secondo tempo su buoni livelli
PUCCIO 6 Avrebbe meritato un voto decisamente più lusinghiero se non si fosse macchiato del tocco di mani punito con la concessione del rigore valso il momentaneo 1-2 romano. Finchè resta in campo è uno dei migliori, infatti, facendosi apprezzare per quantità ed anche qualità. Vedi il salvataggio, quasi sulla linea, sul suo tiro da parte di Conson, un paio di assist al bacio per Improta, due interessanti punizioni conquistate (su una ha chiamato agli straordinari l’estremo ospite Rossini) ed un gran tiro dalla lunetta stampatosi clamorosamente sul palo. Dal 37’st VOLTASIO SV
BATTAGLIA 6 Perde qualche pallone ma si fa apprezzare per almeno un paio di aperture che mettono Del Sante, Rapisarda e Filosa quasi a tu per tu con il portiere laziale. Prova anche a lasciare direttamente il segno con due conclusioni dal limite di poco fuori bersaglio. Dal 19’st HELD 6 Gioca un’apprezzabile mezzoretta distinguendosi anche stavolta per generosità e dinamicità. Vedi quando dalla sinistra scodella in area un’invitante palla tuttavia non raccolta da nessun suo compagno
SCARSELLA 5.5 Da alcune giornate non riesce più a salire in cattedra, per come ci aveva abituati, nei secondi 45’. Mezzo voto in meno per le due nitide palle gol avute sui piedi e sprecate malamente
CATALANO 6.5 Diversamente da quanto avvenuto a Cosenza, stavolta mister Erra saggiamente lo preferisce all’ancora influenzato Montella (nell’occasione dirottato in tribuna) ed il giovane fantasista di Cortale lo premia con una prestazione più che diligente. Merito al tecnico biancoverde, ed ovviamente allo stesso calciatore per l’impegno messoci sin dal ritiro estivo, per aver rigenerato e recuperato un ragazzo che sembrava ormai destinato ad una parabola discendente. Batte magistralmente il tiro dalla bandierina da cui scaturisce l’1-1 dopo esserci andato vicinissimo in prima persona con una splendida volée infrantasi sull’esterno della rete. Dal 19’st GIAMPA’ 6 Infonde sicurezza e protezione agendo prevalentemente davanti la difesa
DEL SANTE 6.5 Prestazione più che sufficiente. Bravo e reattivo nel ribadire di tacco in rete la strepitosa respinta di Rossini sull’incornata di Rapisarda. Settimo centro stagionale per lui
IMPROTA 7 Il migliore dei suoi. Salta sistematicamente l’uomo seminando scompiglio nella retroguardia avversaria. Sfiora il gol su punizione ma prima Rossini e successivamente il palo gli negano la gioia del gol che alla fine tuttavia arriva grazie al penalty trasformato con grande freddezza e personalità. Riesce, così, a sbloccarsi anche al D’Ippolito
ERRA 6 Per la terza volta consecutiva, la squadra rialza prontamente la testa dopo una sconfitta. Stavolta non è arrivata la vittoria, ma un pari che sta comunque molto stretto ai suoi.
A fine gara in sala stampa non si presenta nessun tesserato ospite, probabilmente in segno di protesta per qualche “scintilla” verbale di troppo scoccata nel secondo tempo tra tifosi di casa e dirigenti ospiti seduti in tribuna. Proprio per parlare di ciò fa una rapida incursione davanti ai cronisti il diesse Fabrizio Maglia. “Vogliamo scusarci ufficialmente con la società Lupa Roma per quello che, da quanto riferitoci, è successo in tribuna. Siccome ho saputo che la squadra avversaria a fine gara non ha inteso rilasciare dichiarazioni, onde evitare che poi le stesse vengano magari riportate sui loro organi di stampa, ci tengo a dire ciò, rimarcando come, per il resto, l’accoglienza da noi loro riservata sia stata ottima. Questo al di la del breve battibecco tra il sottoscritto ed il tecnico avversario, tant’è che dopo essere stati allontanati siamo andati insieme a seguire la parte restante della gara in curva nord. Queste cose non dovrebbero mai succedere ma sappiamo che purtroppo a volte accadono, a Lamezia come a Milano. Ci scusiamo ancora una volta, dunque, anche se come società non ci riteniamo responsabili di quanto accaduto. Naturalmente riferiremo a chi di dovere affinchè tali situazioni non abbiano più modo di verificarsi.”
A parlare solo di calcio giocato è invece il tecnico biancoverde Alessandro Erra. “Abbiamo subito avuto la palla per passare in vantaggio ed invece siamo andati sotto sul capovolgimento di fronte. Giocato un primo tempo di grande qualità, arrivando cinque-sei volte al tiro al termine di altrettante azioni manovrate, pervenendo, quindi, meritatamente al pari prima del riposo. Nella ripresa non si è vista la stessa qualità di gioco ma la squadra ha comunque dimostrato grande carattere, specie dopo quel rigore valso il 2-1 a pochi minuti dal termine e che avrebbe tagliato le gambe a più di un’altra squadra. Pur essendo reduci da una sonora sconfitta, i ragazzi non si sono mai disuniti, reagendo con qualità, rabbia e lucidità. N’è testimonianza il fatto che abbiamo pure colpito tre legni. E questo ritengo la dica lunga su quanto fatto contro un avversario che è venuto a giocarsela a viso aperto e senza fare barricate. Sebbene ci stia un po’ stretto, è in ogni caso un punto che fa morale e classifica, oltre ad aver dimostrato ancora una volta la forte reazione scattata dopo una sconfitta”.
In difesa però è sembrata mancare la giusta tranquillità. “E’ ovvio che quando vai sotto dopo tre minuti, la tranquillità va un po’ a perdersi. Specie contro squadre, come la Lupa, forti nelle ripartenze. Però sfido chiunque a trovare una squadra di Lega Pro capace di creare dieci palle gol nitide a partita come da noi fatto oggi. Nonostante le difficoltà incontrate, la squadra n’è venuta fuori con orgoglio e determinazione. Anche una volta agguantato il 2-2, abbiamo continuato ad attaccare, grazie anche al sostegno costante del pubblico, pur mettendo così in conto di poter rischiare di prendere il 3-2. Mi piace quest’esuberanza fisica e mentale che ci porta a cercare sempre la vittoria. Uno spirito che sono convinto ci porterà alla salvezza perché questi ragazzi non mollano mai“.
Ferdinando Gaetano
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