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Lamezia Terme - Domenica 25 settembre 2005 come domenica 9 novembre 2014. Cosa hanno in comune queste due date? Altrettante sconfitte fotocopia subite al D’Ippolito da mister Gaetano Auteri. In quella domenica di fine estate di quasi dieci anni fa un eurogol dalla distanza dell’allora mediano biancoverde Claudio Zaminga risultava decisiva per mandare al tappeto, contro tutti i pronostici della vigilia, la corazzata Gallipoli; compagine dall’attacco atomico per la categoria potendo vantare elementi del calibro di Clemente, Nacho Castillo, Innocenti e Pagana. Per un curioso scherzo del destino, anche la seconda venuta a Lamezia, da tecnico avversario, dello “Special One di Floridia” ha avuto lo stesso epilogo. A vestire i panni di giustiziere è stato anche stavolta un centrocampista vigorino e sempre con una conclusione, sebbene in questo caso da fermo, dalla lunga distanza. Oggi Puccio come nel 2005 Zaminga, insomma. In entrambi i casi si è trattato di vittorie a sorpresa vista l’indiscussa superiorità tecnica degli organici guidati dal trainer aretuseo. Ma c’è anche un’altra similitudine che lega questi due 1-0 visto che ieri come in quel 25 settembre a guidare la formazione lametina c’è un allenatore salernitano: Nicola Provenza ed Alessandro Erra. Se poi vogliamo dirla proprio tutta, c’è un ultimo  dato che lega i due eventi calcistici: il numero degli spettatori presenti, poco più di duemila.
Concentrandoci solo sul presente, queste le nostre pagelle sui biancoverdi vittoriosi sul quotato Matera.

Rosti 7.5 Non fa assolutamente rimpiangere il titolare Piacenti, fermato dalla febbre, e questo,probabilmente, nessuno se lo sarebbe immaginato. Specie dopo che, in avvio di gara, un suo rinvio sul corpo dell’attaccante avversario in pressing aveva ridestato vecchi fantasmi. E invece, da li in poi l’estremo difensore alessandrino non sbaglia più niente. Reattivo sulle velenose conclusioni dai venticinque metri di Coletti, nel respingere di piede la botta ravvicinata di Mazzarani ed, in ultimo, nel mettere in angolo la sfera calciata al 94’ da Turchetta ed altrimenti destinata all’angolino basso sul primo palo. Insuperabile nelle uscite in presa, o respinta, alta.

Rapisarda 6 Ci ha abituato a prestazioni migliori, sebbene nell’occasione non abbia affatto demeritato. Una sola sbavatura, anche se poteva costare cara, quando, in compartecipazione con Filosa, si fa trovare impreparato sull’inserimento  da dietro di Mazzarani che si ritrova a tu per tu con Rosti. Con l’entrata di Spirito, passa a fare il terzino sinistro. Esce claudicante.

Dal 34’st Kostadinovic Sv Fa correre un grande brivido al popolo biancoverde quando, in pieno recupero, si fa bruciare sullo scatto da Turchetta, sul quale fortunatamente ci mette una pezza Rosti.

Filosa 7 Assieme a Gattari forma una diga centrale invalicabile per gli avanti materani. Implacabile nel gioco aereo durante il forcing finale dei lucani.

Gattari 7 Ottima prestazione. Sale anche lui in cattedra nel finale quando è provvidenziale con una serie di anticipi difensivi che gli consentono di uscire imperiosamente palla al piede dalla propria area.

Insuperabile Malerba 6.5 Unica pecca, volendo un pò trovare il pelo nell’uovo, quei tre rinvii svirgolati direttamente oltre la linea laterale nella parte iniziale del match. Per tre/quarti di gara gioca nella solita posizione di terzino sinistro vincendo nettamente il duello con il lametino Bernardi. Chiude facendo l’esterno alto, con risultati altrettanto soddisfacenti.

Puccio 7 Mezzo voto in più per il gol pesantissimo che fa il paio con quello, sempre su calcio piazzato ma allora vano, segnato ad agosto, in Coppa Italia, sempre all’undici di Auteri. Rete che serve a perdonargli qualche palla di troppo persa nella zona nevralgica.

Piede caldo Giampà 6.5 In ripresa rispetto alle ultime prestazioni. Lotta con impeto e aggressività sui portatori di palla avversari riuscendo sovente a spezzare le loro manovre. Buono anche un cross per la testa di Del Sante che però stacca debolmente ostacolato da un difensore.

Dal 16’st Voltasio 6 Entra bene in partita con un paio di passaggi di prima in velocità. Non riesce però ad incidere come contro il Catanzaro.

Scarsella 6.5 Come ormai suo solito, cresce nei secondi 45’ anche se stavolta, visto pure il vantaggio da difendere, bada più alla fase di copertura facendo da schermo alla difesa.

Catalano 6.5 Visto il centrocampo a cinque attuato dal Matera, Erra lo arretra ad esterno di centrocampo. Ruolo che  svolge con diligenza e sagacia tattica. Provvidenziale una sua chiusura in ripiegamento che annulla una pericolosa ripartenza ospite. Nella ripresa sfiora la traversa con un fendente dal limite e si rende autore di un interessante cross che attraversa l’intera area senza trovare alcun compagno pronto alla stoccata vincente.

Dal 24’st Spirito 6 Torna a riassaporare l’odore del campo dopo la distorsione alla caviglia che gli ha fatto perdere il posto da titolare tenendolo fuori, tra tribuna e panchina, per circa un mese e mezzo. Qualche tempestiva chiusura anche se soffre un po’ gli affondi dell’altrettanto fresco Albadoro.

Improta 7 Quasi impossibile fermarlo, senza ricorrere al fallo, ogni qualvolta parte palla al piede. Non a caso si procura diverse punizioni tra cui quella magistralmente finalizzata da Puccio. Un grande intervento di Baiocco gli nega la gioia del gol che avrebbe chiuso la contesa.

Inesauribile Del Sante 6 Cala alla distanza dopo un avvio arrembante in cui si rivela una spina nel fianco della retroguardia biancazzurra. Nel primo tempo in un’occasione pecca un pò di egoismo non servendo Improta. Solito cartellino giallo, il sesto stagionale, rimediato in maniera alquanto gratuita richiedendo platealmente l’ammonizione di un avversario.

Erra 7 Dopo il Catanzaro, tocca ad un’altra big arrendersi alla “legge” del D’Ippolito. L’allievo batte il maestro e lo fa nell’unico modo possibile vista la differenza di qualità tecnica, di esperienza e di ingaggi, esistente tra le due rose. Ovvero schierando un undici poco spettacolare ma solido, pratico, determinato e concentrato. Riesce persino a far “risorgere” mentalmente Rosti, trasformandolo da brutto anatroccolo in splendido cigno.
     

COMMENTI POST PARTITA

Il D’Ippolito si conferma campo ostico per il Matera che vi perde 1-0 com’era successo nell’ultimo precedente risalente alla seconda giornata del campionato 2010-11 di Seconda Divisione. Primo ad arrivare in sala stampa è proprio l’allenatore dei biancazzurri, Gaetano Auteri. “Non meritavamo di perdere. Dovevamo andare in vantaggio ed invece il gol l’abbiamo preso. Ovviamente qualche errore l’abbiamo commesso, vedi l’ingenuità in occasione della punizione decisiva. Anche se a tal proposito i miei ragazzi si sono lamentati poiché a loro avviso è stata battuta qualche metro più avanti rispetto al punto in cui era stato commesso il fallo. Al contempo, però, siamo stati ugualmente sciocchi perché non c’era tutto questo bisogno di attardarsi a predisporre la barriera su un calcio piazzato da quasi quaranta metri. Anche perché, specie una volta andati sotto, la Vigor è una squadra contro la quale è difficile giocare. E’ molto concreta.  Ed in effetti ha creato molto poco, almeno rispetto alle occasioni costruite, e tuttavia sprecate, da noi sottoporta. Inclusa quella avuta al 90’ che potevamo concludere meglio dando magari la palla a Letizia. Inoltre si è giocato su un campo che al momento non è bellissimo, e di conseguenza ha favorito la fase difensiva del Lamezia”.

Il tecnico di Floridia mastica amaro, insomma, “anche se la gara – prosegue - alla fine l’abbiamo anche interpretata bene creando tanto, correndo molto e tenendo bene il campo. Solo che spesso le partite si vincono anche non commettendo errori”.

Auteri torna a soffermarsi sulla Vigor. “E’ una squadra a cui non si può rubare palla considerato che articola poco gioco non facendo quasi mai due passaggi di fila palla a terra. Per cui pressarla o provare a fare dei break è impossibile. Una compagine molto pratica, insomma, contro la quale siamo stati costretti sempre a fare gioco. Compito non facile considerata la loro difesa schierata ed il campo non perfetto”.

A chi gli chiede se questa nuova sconfitta, la terza nelle ultime quattro gare, possa pregiudicare il cammino dei suoi, risponde così. “No perché siamo una matricola (peccato, però, che lo sia solo sulla carta visto l’organico messogli a disposizione dal facoltoso presidente Columella ndr). Certo, in questo periodo qualcosa non ci gira per il verso giusto visto che sia oggi (ieri ndr) che nella precedente gara con la Salernitana a mio avviso non meritavamo di perdere. Poi magari ci è invece capitato di vincerne una soltanto non meritandola, come a Barletta. L’assenza di Madonia? Da un po’ di tempo si sta trascinando un problema fisico, per cui non era al 100%”.

A nostra domanda circa la presunta trattativa estiva con la Vigor, Auteri si limita a confermare che “il contatto c’è stato ma ormai fa parte del passato. Adesso queste cose lasciano il tempo che trovano. Limitiamoci a commentare la partita”.

Quanto al tono dimesso ed alla faccia quasi abbattuta con cui si è presentato davanti ai cronisti, fa notare come “contento non posso certo essere. Sono arrabbiato perché a noi difficilmente capiterà di ottenere così tanto, ossia i tre punti, capitalizzando al massimo un episodio”.

Di tutt’altro umore, ovviamente, Alessandro Erra.  “Vittoria del cuore ma anche della compattezza e dell’organizzazione, arrivata contro un avversario di grande livello che vanta tanti giocatori con un curriculum importante. Li abbiamo costretti a giocare in maniera per loro inusuale. Non siamo stati fluidi e puliti come in altre occasioni avendo deciso di schierarci a quattro in mezzo considerato che loro hanno adottato una linea mediana a cinque. Complimenti ai miei perché hanno disputato una partita encomiabile e di grande livello per intensità e spessore agonistico”.

Una Vigor concreta come non era invece accaduto sette giorni prima al Santa Colomba. “Direi cinica, proprio com’è stato definito il Benevento contro di noi. Concesso giusto quelle due-tre occasioni fisiologiche contro una squadra del calibro del Matera. Però da questa sfida ne usciamo a testa altissima”.

“Nel finale - prosegue Erra - com’era normale attendersi, abbiamo subito il forcing del Matera. Ma li abbiamo attesi bene. Ci siamo fatti sorprendere soltanto in pieno recupero su un lancio dalle retrovie. Per fortuna Rosti ci ha messo una pezza. Per il resto il Matera si è reso pericoloso esclusivamente su un calcio d’angolo ed un paio di tiri da fuoriarea”.

A chi gli fa notare la superlativa prestazione di Rosti. “Credo sia ingeneroso nei confronti dei suoi compagni definirlo il migliore in campo. E’ stato bravo ogni qualvolta chiamato in causa dopo che nelle ore precedenti la gara c’era stato questo contrattempo della febbre accusata da due-tre elementi tra cui Piacenti”.

Prontamente riscattata la battuta d’arresto in casa dell’imbattuta capolista Benevento. Lievitano così a 21 i punti in classifica con balzo in quinta posizione. “Quella ch’era stata additata da tutti come la probabile cenerentola del girone e quindi già retrocessa, con la sua umiltà ed organizzazione si sta facendo valere contro ogni avversario. Merito, e lo ripeto per l’ennesima volta, del forte impegno e della grande professionalità sfoderate da questi ragazzi i quali stanno così riuscendo ad esprimersi al massimo delle loro possibilità”.

L’allievo Erra ha dunque superato il suo ex allenatore Auteri. “Non è stata la prima volta considerato che l’avevo già battuto ai tempi della Nocerina. Salutandomi, a fine gara mi ha detto che sto invecchiando! Battute a parte, è stato un piacere rivederlo trattandosi di un allenatore che mi ha dato tanto nell’esperienza vissuta assieme a Martina Franca. Per l’ennesima volta ha dimostrato di praticare un calcio aggressivo e propositivo, per come vi avevo anticipato in settimana. Ed in tale ottica si spiega anche la decisione di far giocare Giampà al posto di Battaglia”.

L’ex tecnico della Gelbison infine ci spiega il motivo per cui, a differenza dei precedenti giovedì, nell’ultimo ha provato quello che, eccezion fatta per l’imprevisto di Piacenti, sarebbe poi stato l’effettivo undici titolare. “Giovedì scorso abbiamo affrontato una squadra di grandi e non di settore giovanile come in precedenza. Per cui mi è parso giusto, in un test più probante, qual è stato, per l’appunto, quello con la Promosport, provare la formazione poi effettivamente schierata stasera (ierisera ndr)”.

Come suo solito, è un Antonio Rosti di poche parole quello che a fine gara viene mandato in sala stampa. “Ho fatto una buona partita e sono contento per la squadra che ha mostrato grande solidità. Godiamoci questo momento. La parata più difficile? Non ce n’è stata una in particolare. Forse quella fatta al 94’ essendo arrivata proprio all’ultimo secondo e su un tiro scoccato da distanza ravvicinata”.

Sui meritati applausi tributatigli, a fine gara, dal pubblico, fa notare come “mi han fatto piacere dato che non ho dimenticato l’ambiente che si era creato la scorsa stagione quando poi sono andato via a gennaio. Per cui so chi devo e chi non devo ascoltare. E quindi ringrazio quelle persone che mi hanno dato sempre fiducia. Letizia, ch’era già ammonito, graziato dall’arbitro quando mi ha travolto in netto ritardo? E’ stato un normale fallo di gioco. Mi è venuto addosso, ma vorrà dire che la prossima volta non lo farà più”.

                                                                                                                                

 Ferdinando Gaetano

   

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