Lamezia Terme - Non si è vinto, ma a Gavorrano si è rivista una Vigor compatta e determinata, caratteristiche smarrite in larghi tratti del precedente match di campionato. “Fa parte della normalità - osserva mister Costantino nel consueto incontro del martedì con la stampa - giocare qualche gara meno bene di altre. Ero comunque sicuro che la squadra avrebbe offerto una buona prestazione. Un punto a Gavorrano è sempre un risultato positivo, anche se a caldo ho detto, e lo confermo tuttora, che per com’è andata la partita e per le occasioni avute, più che di uno guadagnato bisogna parlare di due punti persi. Magari in futuro ci saranno partite nelle quali si meriterà di perdere ed invece porteremo a casa un pari”. All’allenatore lametino è piaciuto il modo come i suoi han reagito allo svantaggio. “Pur avendo creato di meno, rispetto ai secondi 45’, abbiamo subito cercato di stanarli con un buon palleggio, ed era quello che volevo dai miei. Siamo riusciti a recuperare creando occasioni attraverso il gioco, anche se il gol è arrivato su palla inattiva. Chiudendo così il Gavorrano nella propria metacampo e costringendoli a commettere ripetutamente fallo sui miei che stavano diventando molto pericolosi. Poi, purtroppo, si sa come non sempre al bel gioco faccia seguito la vittoria. Stavolta si è fatto meglio di altre volte, infatti, ma non si è vinto”.
Una Vigor ritornata in versione diesel dopo che la domenica precedente si era fatto il contrario, partendo a razzo per poi subire il veemente ritorno del Tuttocuoio. “Avvio di match è stato equilibrato, anche perché le due squadre sono cambiate di parecchio rispetto alla scorsa stagione. Loro pure l’allenatore, tant’è che adesso hanno un modo diverso di giocare. Siamo andati in svantaggio in modo inaspettato, su uno di quei tiri da fuori che difficilmente ti aspetti possa insaccarsi”. A Costantino viene quindi chiesto un suo parere sulle dichiarazioni piuttosto polemiche rilasciate domenica, al termine della gara da presidente e ds del Gavorrano. Quest’ultimo si è fortemente lagnato dell’operato arbitrale. “Al direttore Vetrini rispondo dicendo che quest’anno abbiamo la fortuna di avere un’emittente lametina che viene anche in trasferta per riprendere integralmente, e poi trasmettere ad inizio settimana, le nostre gare. Quindi basta rivedere la sfida di domenica per capire se il direttore sportivo del Gavorrano ha visto la nostra stessa partita. Io non ho visto particolari errori nella direzione di gara. Se poi la realtà in questo momento per la controparte è diversa, pazienza. Siamo in un paese democratico ed ognuno è libero di dire la sua”. L’ex trainer di Campobello e Rossanese replica, a distanza, anche al massimo dirigente dei biancorossi il quale ha accusato l’estremo difensore vigorino di atteggiamento nei riguardi di un giovanissimo raccattapalle. “Dietro la nostra porta non c’era alcun raccattapalle, bensì solo un bambino che, probabilmente, avendoci parlato a fine gara, ha involontariamente rallentato nel ridare la palla a Rosti il quale, sbagliando, ma è da capire visto che stavamo perdendo e quindi si era sottopressione, ha probabilmente rivolto una frase poco carina al bambino. Ma nulla di più di questo. Tant’è vero che, dopo il triplice fischio, il mio portiere si è accorto che davanti aveva solo un bambino e gli ha chiesto scusa. Io dico che bisogna essere coerenti sempre, sia nelle vittorie che nelle sconfitte, nel riportare le cose come stanno realmente. E poi, quante volte qui al D’Ippolito succede che i portieri avversari dicono qualche parolina di troppo al nostro Enzino Morelli..”.
Tornando al calcio giocato, nonostante le due clamorose occasioni divorate nella ripresa da Del Sante, Costantino non se la sente di gettare la croce addosso al proprio centravanti ed, in generale, sull’intero reparto avanzato. “Sono errori che ci stanno, fanno parte del gioco. Chi ha giocato li davanti ha fatto la sua onesta partita, lottando, correndo ed aiutandosi l’un con l’altro. Se poi qualcuno è stato poco preciso sottoporta, non è una cosa che si può correggere, facendo parte della situazione del momento”. Non cambia parere su quella che a suo avviso resta sostanzialmente la quota per accedere nella prossima serie C unica. “Sono sempre convinto che occorreranno all’incirca, quindi due-tre punti sopra o due-tre sotto, 50 punti. Non bisogna tuttavia soffrire di sbalzi d’umore legati al salire o scendere di qualche posizione domenica dopo domenica. Premesso ch’è bellissimo essere primi in classifica per tutta una serie di motivi facilmente intuibili, rimarco come la nostra mentalità è improntata nel pensare partita dopo partita. In estate avevo detto che se avessimo iniziato male non avremmo dovuto preoccuparci più di tanto visto che alla base del nostro progetto c’è un buon gruppo ed un buon lavoro alle spalle. Al contempo, avevo dichiarato che qualora, invece, l’avvio fosse stato positivo sarebbe stato difficilissimo stare sempre davanti trattandosi di un torneo difficilissimo. Essere primi o ottavi e la stessa cosa, anche se in quest’ultimo caso l’ansia è ovviamente maggiore. Noi puntiamo a fare quanti più punti possibile , e poi metterceli da parte per quando incapperemo in un momento meno positivo. La Casertana e il Foggia hanno iniziato male, ad esempio, ma ora sono reduci da un ottimo momento. E’ una continua altalena nella quale bisogna pensare sempre alla prestazione, cercando di migliorarci costantemente. Senza lasciarsi condizionare ogni domenica dai vari risultati. Nelle due trasferte più recenti la Vigor ha raccolto due punti ma sappiamo di aver offerto due buone prestazioni. Dove invece siamo andati meno bene è stato contro il Tuttocuoio. Senza dimenticare che pure in alcune fasi dei match vinti abbiamo lasciato a desiderare”.
A Gavorrano Gattari e compagni hanno iniziato la partita col 4-2-3-1 dopo che nelle precedenti gare si era sempre scesi in campo col centrocampo a rombo. A Costantino chiediamo quindi se in questo momento il 4-2-3-1 gli dia maggiori garanzie. “Non credo si possa parlare di un ritorno perché nelle gare precedenti il 4-3-1-2 l’abbiamo attuato al massimo per i primi 30’ di gioco. Per cui, se andiamo a vedere ogni singola partita, il 4-2-3-1 è sin qui stato il nostro modulo predominante, con o senza Mangiapane in campo. Anzi, con Benny in campo abbiamo giocato più minuti coi due mediani davanti la difesa che col rombo in mezzo. Non parlerei neanche di maggiori garanzie perché domenica scorsa avremmo in ogni caso giocato col 4-2-3-1 visto che loro sapevamo sarebbero scesi in campo col 4-4-2 e quindi non avevamo bisogno di vertici. Anzi, con Zampaglione in campo abbiamo quasi fatto una sorta di 4-4-2 dall’inizio per il semplice fatto che i loro due centrocampisti centrali giocavano uomo contro uomo con Romano e Scarsella. Di conseguenza c’erano le premesse per chiedere meno sacrificio al secondo attaccante, tenendolo più avanzato alla ricerca della profondità. Tant’è vero che quando s’è recuperato palla, in un paio di situazioni Zampaglione si è buttato negli spazi, essendo più vicino alla linea difensiva toscana, creandogli maggiori pericoli. La gara era stata preparata appositamente così, dunque. E ripeto, più che un 4-2-3-1, il nostro è stato un 4-4-2, avendo chiesto a Carbonaro di stare molto alto”. In attesa dei risultati degli esami ai quali ieri si è sottoposto Zampaglione, domenica uscito a fine primo tempo per il riacutizzarsi del fastidio all’anca già accusato durante l’allenamento di venerdì scorso, oggi, mercoledì 16 ottobre, la truppa biancoverde sosterrà un’unica seduta: alle 10:00 al Riga.
Ferdinando Gaetano
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